Juventus Next Gen: vendite e plusvalenze, i conti

Dal 2018 a oggi la Signora forgia giovani e li vende incassando bene. L’ultimo è Muharemovic, da lui 19 milioni. Brucia ancora l’errore di valutazione su Huijsen. Prossima chiamata: Miretti

I 19 milioni che la Juve ha incassato dal trasferimento di Muharemovic al Leeds via Sassuolo sono solo le ultime somme che si aggiungono alla cassaforte Next Gen. Il tesoro di Vinovo è preziosissimo e dalle prime battute a oggi, quindi dal 2018 al 2026, ha fruttato quasi 200 milioni. Per il club è un asset fondamentale, negli ultimi anni è tornato utile a sbloccare il mercato e tenere in equilibrio i conti seppur con qualche rinuncia che sul lungo periodo si è trasformata in grande rammarico. Il caso più clamoroso si è materializzato nel 2025 con il trasferimento di Huijsen al Real Madrid per 60 milioni, dopo la vendita al Bournemouth nell’anno precedente per 15,2 milioni più 3 bonus e il 15% di rivendita. 

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Milan e Juve, quanto vale l’Europa League e perché non va snobbata

I rossoneri e i bianconeri non avranno gli incassi della Champions ma la seconda coppa europea rimane un obiettivo importante

L’unico paragone che “regge” è quello sul numero delle partite: nella prima fase sono otto sia in Champions sia in Europa League. E pure il resto del cammino è analogo, con i playoff per chi arriva dal nono al ventiquattresimo posto. Per il resto la principale coppa europea e la sua sorella “minore” hanno poco altro in comune. Soprattutto dal punto di vista economico. In più partecipare all’Europa League vuol dire giocare di giovedì (non il martedì o il mercoledì come in Champions) ed essere “spremuti” in vista della successiva giornata di campionato. Un dato che fa riflettere e del quale il Milan e la Juventus dovranno tener conto. Non hanno mai partecipato insieme all’Europa League. Ne avrebbero fatto a meno entrambe, ma la realtà è questa e bisogna farci i conti. 

SOLDI

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La Champions è la slot machine dei club italiani. Quando sedeva ancora sulla panchina rossonera, Allegri spiegava in tutte le conferenze l’importanza per il bilancio di chiudere nelle prime quattro; Spalletti più o meno faceva gli stessi discorsi. Qualche esempio per chiarire lo scenario: la qualificazione al maxi girone di Europa League frutta 4,31 milioni di euro contro i 18,6 milioni che vanno a coloro che accedono alla massima competizione europea. Ogni vittoria in Europa League porta 450.000 euro, in Champions 2,1 milioni; il pareggio 150.000 euro contro 700.000 euro. E la qualificazione ai turni successivi? Arrivare dagli ottavi in finale di Europa League garantisce 15,4 milioni più altri 6 in caso di vittoria della coppa. Compresa la prima fase, dunque, 25 milioni (circa) più la cifra proveniente dai risultati e dal “value” ovvero l’insieme del market pool e del ranking storico. Raggiungere dagli ottavi l’ultimo atto della Champions ne fa guadagnare 57 più altri 6,5 in caso di trofeo alzato al cielo. La Champions – compresi la prima fase, i soldi dei risultati e il “value” – garantisce molto più di 100 milioni: il Psg nel 2025-26 ne ha incassati 142. Il parallelo tra i premi delle due coppe, dunque, non regge. Stesso discorso per i ricavi da stadio perché i big match della Champions consentono incassi importanti, le avversarie meno di prestigio dell’Europa League attirano meno pubblico. 

SFORZI

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Dal 2009-10, quando la Coppa Uefa è diventata Europa League, le partecipazioni di squadre italiane dall’inizio del torneo sono state 43 (non contiamo quelle… entrate in corsa a febbraio, dopo l’eliminazione dalla Champions) e i nostri club hanno avuto spesso difficoltà in campionato. O comunque non sono mai riusciti a vincere lo scudetto dividendosi tra gli impegni europei del giovedì e quelli della domenica (o del lunedì) in Serie A. La Roma nel 2009-10 e nel 2016-17 ha chiuso al secondo posto il campionato, idem il Napoli nel 2015-16 e il Milan nel 2020-21. Terzo posto per l’Udinese 2011-12, per il Napoli 2021-22 e per la Roma nella scorsa stagione; quarto per la Lazio 2011-12, la Fiorentina 2013-14 e 2014-15 e per l’Atalanta 2023-24 (che ha vinto l’Europa League). Negli altri 32 casi le nostre formazioni sono arrivate dal quinto posto in poi e dunque fuori dalla zona Champions. Un monito per il Milan e la Juventus: l’Europa League rischia di essere un tranello in ottica scudetto. Per affrontarla senza pagare dazio, bisogna avere una rosa attrezzata e fare turnover. 

pass champions

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Vincere l’Europa League garantisce la qualificazione alla Champions dell’anno successivo oltre alla partecipazione alla finale di Supercoppa europea. Ma quante chance hanno Milan e Juve di arrivare in fondo? Alcune possibili avversarie saranno le sconfitte dei playoff della Champions, mentre sono già certi della partecipazione le inglesi Crystal Palace, Bournemouth e Sunderland, le spagnole Real Sociedad e Celta Vigo, le tedesche Hoffenheim e Bayer Leverkusen, le francesi Marsiglia e Rennes e l’olandese Az Alkmaar. Sulla carta nessun ostacolo insormontabile per le formazioni di Amorim e Spalletti. Sul campo… vedremo.

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Milan, Leao e il mercato: la pista Karetsas

Rafa nei mesi scorsi ha annunciato di voler andare via: il club chiede 60 milioni, ma incassarne 50 sarebbe già buono viste le sue quotazioni da tempo in calo 

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Intervista esclusiva a Davide De Santis autore de l’Almanacco Giallorosso 2026, raccolta di dati, statistiche e curiosità sul Lecce

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di Danilo Sandalo

E’ finalmente arrivato su Amazon l’Almanacco Giallorosso 2026, primo lavoro di Davide De Santis grandissimo esperto di storia e statistiche riguardanti l’ US Lecce dalla sua fondazione fino ai giorni nostri.

L’Almanacco Giallorosso 2026 ripercorre in maniera dettagliata l’ultima stagione del Lecce nel campionato di Serie A, offrendo un racconto completo dell’annata dei giallorossi. Il libro analizza il cammino della squadra 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 proponendo risultati, classifica finale, tabellini completi di ogni incontro oltre a statistiche, record e curiosità. Ampio spazio è riservato, inoltre, al settore giovanile: il volume raccoglie infatti risultati, classifiche e rose delle formazioni del vivaio giallorosso, dalla Primavera fino all’ under 14. Da sfogliare, consultare ma anche come ricordo da custodire nel tempo, questo almanacco rappresenta una preziosa testimonianza della stagione giallorossa, raccontata con accuratezza e passione. E’ il libro ideale per collezionisti, appassionati di calcio e statistica e soprattutto per tutti i tifosi che desiderano conservare un’altra intensa stagione vissuta al fianco dell’U.S. Lecce

DAVIDE DE SANTIS – L’autore, dopo essere diventato l’equivalente di una rockstar sui social salentini grazie alla sua pagina facebook “Lecce Amarcord Davide De Santis”, dove ogni giorno fornisce notizie, dati, statistiche e curiosità sul Lecce, divenendo un punto di riferimento assoluto sia per i tifosi sia per gli addetti ai lavori che spesso prendono spunto da quanto riportato da De Santis per stilare articoli e contenuti vari che spesse volte, bisogna dirlo, sono stati anche oggetto di disputa tra De Santis e gli autori di articoli i quali spesso e volentieri si appropriano dei contenuti spesso senza citare o ringraziare la fonte.
Di seguito riportiamo una breve intervista proprio all’ autore del libro nella quale ci spiega alcuni aneddoti riguardanti questo suo lavoro e questa sua passione, mentre l’Almanacco Giallorosso 2026 è acquistabile esclusivamente su Amazon al seguente link: https://amzn.eu/d/0c0Z9qbe

Raccontaci un pò com’è nata l’idea di questo libro.

L’idea di questo libro è nata in maniera molto semplice. Mi sono ricordato che quando ero ragazzo oltre a comprare regolarmente ogni mese il Lecce Magazine, aspettavo con ansia la fine stagione per trovare in edicola Tuttocalcio Lecce, l’almanacco curato da Ludovico Malorgio che ogni anno raccontava la stagione della squadra giallorossa. Per me era diventato un volume da conservare e collezionare. Ho voluto quindi, riproporre, ovviamente a modo mio e nel mio piccolo, un almanacco che raccogliesse risultati, classifica, statistiche e curiosità della stagione appena conclusa dell’Unione Sportiva Lecce, dalla prima squadra fino al settore giovanile. Ho scelto di realizzarlo in formato cartaceo non solo per avere sempre a portata di mano tutto ciò che c’è da sapere sulla stagione giallorossa, arricchito da approfondimenti sulla storia del club, ma soprattutto per riscoprire il piacere di sfogliare un libro. Un gesto semplice, che invita a rallentare, a lasciarsi guidare dalla curiosità e che, forse, nell’epoca delle ricerche veloci su Internet stiamo un po’ perdendo.

Da dove nasce la passione, e di conseguenza la precisione e la costanza, nel raccogliere così tanti dati statistici sulla storia del Lecce?

La passione per la storia del Lecce, e successivamente per la raccolta di dati e statistiche, è nata leggendo gli articoli di Vittorio Renna. È stato lui a farmi appassionare a questo aspetto del calcio e della squadra giallorossa. Successivamente, l’amicizia con Mario Manfreda, altro grande tifoso oltre che profondo conoscitore della storia del Lecce, e la collaborazione con Diego Frigino (autore tra l’altro della pagina facebook “Passione Lecce”) hanno contribuito a far crescere sempre di più questa mia passione. Determinante è stata poi la conoscenza con gli storici delle altre squadre di calcio e con studiosi del calcio italiano in generale, come ad esempio Fabrizio Schmid anche se ce ne sarebbero tanti altri da citare. Tutti mi hanno dato un aiuto prezioso, condividendo materiali, suggerimenti e consigli che hanno contribuito a far crescere questa passione.

La tua pagina facebook “Lecce Amarcord” è tra le più interessanti e seguite del web almeno per quanto riguarda il Lecce. Però sebbene i social siano una vetrina promozionale straordinaria possono anche rappresentare delle insidie come quella che chiunque potrebbe appropriarsi di quello che tu pubblichi facendo vanificare il tuo lavoro certosino. Come ti poni dinanzi a questa possibilità?

È chiaro che il mio obiettivo, attraverso la pagina Lecce Amarcord, è quello di divulgare la storia del Lecce, mettendo a disposizione di tutti il frutto delle mie ricerche. Purtroppo, nel mondo del web è diventato fin troppo frequente imbattersi in persone, non solo tifosi del Lecce, che si appropriano del lavoro altrui e lo ripropongono come proprio, senza citarne la fonte e senza il minimo rispetto per il lavoro svolto. Non è certamente piacevole, ed è anche per questo che cerco di apporre un watermark alle fotografie che pubblico. In futuro, inoltre, mi piacerebbe raccogliere il meglio dei contenuti di Lecce Amarcord in un libro, così da dare loro una forma più completa e duratura.

Questo libro potrebbe essere adatto per essere portato sotto l’ombrellone durante le vacanze?

Certo! Anzi, credo che la vacanza sia il momento ideale per ripercorrere con calma il campionato appena concluso e approfondire, con meno carica emotiva e più lucidità, tutto ciò che è accaduto durante la stagione. È anche un modo per iniziare a proiettarsi verso il prossimo campionato di Serie A e, perché no, scoprire quali potrebbero essere i futuri protagonisti del nostro Lecce grazie alla sezione dedicata al settore giovanile.

Questa pubblicazione rappresenta un punto di partenza o d’arrivo in questa nuova avventura di scrittore?

Spero sia un punto di partenza. L’auspicio è che l’almanacco possa diventare un appuntamento fisso e atteso da tutti i tifosi giallorossi, proprio come lo era per me, da ragazzo, quando acquistavo Tuttocalcio Lecce. Allo stesso tempo, sto già lavorando ad altre pubblicazioni dedicate in modo specifico alla storia del Lecce, che rappresenta da sempre la mia più grande passione.

Per ultimo, una breve considerazione sull’ annata appena conclusa e come vedi la prossima stagione del Lecce.

È stata una stagione dura e complicata. La squadra ha sempre mantenuto una propria identità, ma ha evidenziato difficoltà nello sviluppo della manovra offensiva e questo ha inciso sull’umore dei tifosi alimentando un certo malcontento. Dobbiamo però entrare nell’ottica che il Lecce, ogni anno, si trova a competere con società che possono contare su proprietà economicamente molto forti e che hanno la possibilità di investire cifre importanti. Per questo motivo credo che, soprattutto nei momenti di difficoltà, tutti noi tifosi dovremmo remare nella stessa direzione: le critiche sono giuste e fanno parte del calcio, ma dovrebbero essere sempre costruttive e mai distruttive. Nella stagione appena conclusa, purtroppo, questo non è sempre accaduto, nonostante la società sia stata fin dall’inizio molto chiara sugli obiettivi stagionali. Mi auguro che nel prossimo campionato ci sia ancora maggiore coesione tra tutte le componenti dell’ambiente giallorosso. Permettimi, infine, di rivolgere un grande in bocca al lupo alla società, alla squadra, a mister Di Francesco e, in particolare, al direttore Stefano Trinchera, che ha raccolto un’eredità importante. Sono convinto che farà tutto il possibile per raggiungere ancora una volta l’obiettivo della salvezza.

Milan, Gonçalo Ramos e suo fratello Lourenço

Classe 2011, gioca nelle giovanili del Benfica, è una star dei social e promette molto bene. Era al Mondiale con il bomber del Milan

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Inter su Spence, incontro con il Tottenham: la trattativa

In settimana il summit decisivo: sul prezzo pesa l’effetto Mondiale, budget nerazzurro sui 35 milioni. Per la difesa sempre aperta la pista Stones

Ieri è ufficialmente finito il primo, sorprendente Mondiale della vita di Djed Spence, freccia inglese nel cuore dell’Inter. Quando i britannici torneranno da Sua Maestà potranno mordersi le mani per come il ct Tuchel si è consegnato a Messi in semifinale, ma saranno felici per aver trovato un esterno totale di 25 anni. Uno che difende e attacca per i Tre Leoni, ma che vuole davvero tornare in Italia: non nel Golfo di Genova, ma nella Milano dei grattacieli. Adesso per l’Inter, in cerca affannata di un erede di Dumfries, è tempo di affrontare la pratica inglese una volta per tutte. Nel dettaglio, è necessario sedersi al tavolo col Tottenham per capire quale sia davvero la volontà del club di Londra dopo un exploit di questo tipo in mondovisione: se non ci saranno rialzi imprevisti di prezzo, allora i nerazzurri potrebbero davvero affondare il colpo. Su questa valutazione economica si gioca tutto e lì alla fine potrebbe cadere l’asino: gli Spurs sono una bottega storicamente carissima e nuovi acquirenti potrebbero arrivare all’orizzonte a complicare le cose. 

il budget

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Al momento, sono stati appaltati circa 35 milioni per un’operazione di mercato altamente strategica, ma è difficile che gli uomini di mercato nerazzurri possano spingersi oltre: è una via di mezzo decisa a tavolino, galleggia tra i 25 investiti per Khalaili prima che saltassero fuori i problemi al cuore e i 50 del costoso sogno di inizio estate, Palestra. Il contatto decisivo arriverà da domani in poi, comunque a inizio settimana: sono ore di prudenza, senza perdere del tutto la fiducia originaria perché l’ex genoano è comunque il preferito della compagnia di esterni. Gli altri nomi restano un passo indietro, ma comunque sparsi sulla scrivania: c’è l’estro brasiliano di Vanderson del Monaco, il gradito olandese classe 2006 Read del Feyenoord che è però accompagnato da dubbi fisici, passando per l’eterno Molina dell’Atletico e il più difensivo e caro Doué. 

la suggestione

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Se la fascia destra è la priorità tecnica, i nerazzurri hanno comunque bisogno di aggiungere anche dei difensori nel motore: due secondo la teoria delle riunioni tra Appiano e Viale della Liberazione (uno più esperto, l’altro più giovane), ma ci si potrebbe limitare a una sola unità se questo Benji Pavard, cambiato negli atteggiamenti in ritiro, finisse per restare a sorpresa in nerazzurro. Anche in questo caso si parla sempre la stessa lingua, quella di Spence: l’inglese Chalobah intrigava, molto prima che la trattativa con il Chelsea saltasse ancora per le richieste troppo alte del venditore, e un altro nazionale di Tuchel come John Stones continua a vivere tra le suggestioni nerazzurre. Oggi all’Inter vige il metodo americano sui parametri zero, così diverso dalla linea di condotta che ha portato il club in cima negli ultimi anni: si limiterà l’inserimento in rosa di profili “over”, senza costi per il cartellino ma con ingaggi oltre il consentito. Al contrario, ci si concentrerà su investimenti mirati verso giovani, da pagare al club di turno ma con salario contenuto. Ovviamente, esistono eccezioni che dipendono dal valore del giocatore e dalle richieste di stipendio: quelle del 32enne Stones, proposto tramite agenti già a marzo quando era già noto l’addio al City, potrebbero non essere così alte quanto si temeva. Anche in questo caso, però, servirà tempo, nuove valutazioni e un po’ di surf tra i paletti di Oaktree.

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Gasperini: "Grazie di tutto Celik, ma saremo più forti"

La conferenza stampa di Gian Piero Gasperini si apre con una riflessione sul mercato della Roma e il passaggio di Celik alla Juventus: l’allenatore giallorosso non ne fa un dramma. [continua a leggere sulla Gazzetta dello Sport ]

Juve: la scelta di Spalletti sul tatuaggio scudetto vinto col Napoli. Ed è polemica

Il tecnico bianconero si è presentato al raduno con una sottomaglia blu a maniche lunghe, nonostante le temperature elevate. Un modo, questo sostengono i tifosi napoletani, per nascondere il tatuaggio sull’avambraccio dedicato al terzo tricolore del club azzurro. E scoppia la polemica

Alessandra Vaccaro

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