Chi è Guéla Doué, valutato dall’Inter per il dopo Khalaili

Classe 2002 dello Strasburgo, reduce da un bel Mondiale con la Costa d’Avorio, è uno dei profili nel mirino per rimpiazzare eventualmente Khalaili: l’estate scorsa era nel mirino rossonero, ma per lui chiedevano 40 milioni

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Roma su Garnacho e Moreira: le trattative

I giallorossi puntano i rinforzi per la Champions, in arrivo anche Friedkin. Il piano: l’argentino in prestito, per il belga 35 milioni

Una fascia sinistra da Champions: è un progetto concreto, è una sfida che la Roma vuole vincere. Quando il livello si alza non bastano solo muscoli e schemi, ma serve pure una scintilla di talento per accendere il gioco. E il club in questa direzione sta accelerando proprio sul corridoio laterale all’inseguimento di Alejandro Garnacho del Chelsea e Diego Moreira dello Strasburgo: esterno d’attacco e terzino sinistro di livello internazionale. Se il belga appena uscito dal Mondiale può governare la fascia con le sue progressioni imperiose e il suo tocco elegante, l’argentino tornato al centro dei pensieri giallorossi è il giocatore di estro e imprevedibilità che andrebbe ad impreziosire l’attacco di Gian Piero Gasperini. 

Trattative

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E allora il club sta lavorando su più tavoli, cercando di trovare il compromesso giusto per i due con le società d’appartenenza che fanno capo alla stessa proprietà, il consorzio statunitense BlueCo al cui vertice siede l’imprenditore Todd Boehly. Per Garnacho la Roma attende l’apertura dei Blues al prestito oneroso con diritto di riscatto, formula già adottata con successo con Malen. Il Chelsea vorrebbe monetizzare con una cessione a titolo definitivo, ma non ha ancora ricevuto offerte concrete da 50 milioni per l’argentino (che ieri non si è allenato agli ordini di Xabi Alonso, a riprova che è fuori dal progetto). Le prossime ore potrebbe imprimere una svolta alla trattativa sulla base della formula proposta dai giallorossi. Per Moreira, invece, lo Strasburgo chiede 40 milioni, mentre la Roma è disposta ad alzare l’offerta fino a 35 con bonus e percentuale di rivendita: i margini per accordarsi, quindi, ci sarebbero. Il belga è un giocatore per il quale il tecnico Gasp ha grande considerazione e vorrebbe farne un nuovo Wesley a sinistra in modo da riportare il brasiliano sull’altro corridoio. Con loro due, la Roma blinderebbe le fasce per il presente e il futuro con due propulsori instancabili. Moreira, in evidenza al Mondiale, ha peraltro voglia di Champions e in giallorosso andrebbe pure a guadagnare il triplo dell’ingaggio (ora percepisce 800 mila euro). 

Gradimento

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In attesa di un colpo a destra, il club si concentra così su Garnacho e Moreira per accentuare il tasso di pericolosità della squadra. L’argentino, in particolare, gradirebbe la Roma e in giallorosso ritroverebbe l’amico Paulo Dybala. La “cura Gasp”, d’altra parte, potrebbe rilanciarlo ad alti livelli dopo due stagioni in chiaroscuro allo United e con i Blues. Ad un anno esatto da quel sibillino post social della compagna di Alejandro in vacanza nella Capitale (con tanto di storica frase «Tutte le strade portano a Roma»), lo scenario dunque si ripresenta ora davanti agli occhi dell’argentino. E stavolta le suggestioni estive potrebbero cedere il passo a qualcosa di molto più concreto: la prossima settimana a Trigoria torneranno i Friedkin.

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Inter, nuovi esami per Khalaili: i dettagli

L’israeliano, 22 anni, individuato come erede di Dumfries sulla destra, effettuerà nuovi esami tra lunedì e martedì: l’idoneità sportiva è ancora in dubbio

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Inter su Guela Doue a destra: i dettagli

Nel mirino nerazzurro è tornato il terzino dello Strasburgo e della Costa d’Avorio, fratello di Désireé bicampione d’Europa col Psg

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Inter, Khalaili e l’idoneità sportiva tra Italia ed estero

Il professor Zeppilli: “Da noi decide la legge, negli altri paesi il giocatore. Si può discutere sulla severità del protocollo, ma la nostra è una scelta etica: se ho un atleta che rischia la morte sul campo lo fermo”

Giornalista

Il caso Khalaili spinge a un approfondimento sulle idoneità agli atleti professionisti in Italia, che rispetto a moltissimi altri Paesi ha i parametri più stringenti a tutela della salute degli sportivi. La procedura è questa: ogni società di Serie A deve sottoporre i suoi giocatori (o potenziali tali) a visite in un Centro di Medicina dello Sport, pubblico o privato accreditato, di sua fiducia. Nel caso emergessero situazioni sospette si può chiedere un parere specifico a consulenti di livello superiore. Al termine di questo percorso il calciatore è idoneo o non idoneo. E tutto questo, cosa che rende il nostro sistema particolare, è stabilito da leggi e decreti dello Stato. 

A confronto

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 Per capire meglio meccanismi e motivazioni, abbiamo contattato Paolo Zeppilli, già Professore Ordinario di Medicina dello Sport, ora cardiologo dello Sport e medico della Figc: “Un club di A è tenuto a rispettare le leggi italiane che esistono da 1982. Allora il Ministero della Sanità iniziò a prevedere la visita medico sportiva agonistica per fare attività a un certo livello. Nel 1995 c’è stato poi un decreto riservato agli atleti degli sport professionistici che aggiungeva esami a quelli per l’idoneità agonistica, in particolare la prova da sforzo massimale ed ecocardiogramma”. Massima sicurezza per legge dunque, ma altrove… “In Inghilterra hanno iniziato a fare in modo sistematico le visite mediche, ma l’ultima parola è del giocatore che si assume la responsabilità delle sue condizioni. Negli Usa non ci pensano nemmeno a visitare i giocatori, che decidono se smettere o continuare a proprio rischio e pericolo. In Spagna c’è una certa attenzione dopo casi complessi come Puerta del Siviglia: nessuno lo aveva mai visitato. Anche in Francia sono prudenti, ma non hanno una legge, decide il giocatore”. 

Prima l’atleta

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In Italia no, servono referti medici che escludano ogni rischio. Zeppilli lo spiega così: “Il nostro sistema ha 44 anni, può avere i suoi difetti, ma mette al primo posto l’atleta. Possono dire che siamo paternalistici, però certe attenzioni vogliono proteggere calciatori e società, nessuno è contento di mandare in campo un giocatore che non sta bene. Si può discutere sulla severità del protocollo, ma la nostra è una scelta di vita, etica. Se ho un atleta che rischia la morte sul campo lo fermo, ma anche all’estero dovrebbero essere più severi. È facile dire “puoi giocare” quando non ti prendi la responsabilità”.

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Milan, l’attacco ai raggi X: i punti fermi, i partenti e chi deve conquistare la conferma

Poche ore al “primo giorno” di scuola in casa del Milan. Ruben Amorim inizierà il lavoro con tanti assenti, come sempre succede negli anni in cui c’è il Mondiale, ma nella sua testa ha le idee abbastanza chiare sulla squadra che verrà. Soprattutto in attacco, dove è arrivato il grande colpo legato a Gonçalo Ramos e dove ci sarà almeno un altro acquisto di spessore in caso di partenza di Leao. Qualcuno deve ancora conquistare la riconferma, altri sono alle prese con infortuni: insomma, c’è molta carne al fuoco e queste settimane di lavoro tra il centro sportivo di Carnago e la tournée in Australia e Indonesia cancelleranno dei punti interrogativo.

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