11 LUGLIO 2026 – SERIE D: FIDELIS ANDRIA, DA LUNEDI START AGLI ABBONAMENTI
Napoli, che fai con Lukaku e De Bruyne? De Laurentiis deve decidere
Reduci da una stagione complessa in Serie A e dall’eliminazione ai quarti di finale del mondiale, si dovrà capire cosa fare con entrambi
Vai a capire cosa sia (più) giusto, se ragionare con la testa o con il cuore: e però adesso, in questo momento in cui il pallone sta quasi nel ripostiglio, e ci rimarrà per pochi giorni, bisogna scegliere almeno quale indirizzo da a se stesso. Il Mondiale di Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku è finito, il Napoli dovrà decidere e gli interessati anche, ci sono “interessi” che convergono e altri che no, come sempre, ma le riflessioni sono legittime.
LUKAKU
—Si parte dalla testa: Romelu Lukaku ha un anno di contratto, guadagna otto milioni e mezzo e incide a bilancio per dodici, è reduce da una stagione disgraziata e da un Mondiale gratificante, però al di là dei gol – tre e contano – c’è da considerarne l’utilità in prospettiva. Kevin De Bruyne “scade” pure lui a giugno 2027, cinque di ingaggio netti (e dunque quasi il doppio di costo), un campionato alle spalle in stile-Lukaku, un giretto negli States assai opaco. Si prosegue con il cuore: Lukaku è quello del quarto scudetto, nel quale ha avuto un ruolo; ha una sua personalità assai forte. De Bruyne ha una storia come nessun altro, un talento come nessun altro, una leadership come nessuno altro. E poi c’è l’aspetto tecnico: ad Allegri piacciono entrambi, per funzionalità forse Lukaku gli servirebbe di più alle spalle di Hojlund, ma De Bruyne ne solletica i gusti, perché mettere assieme i Fab Four è idea per chi ama il calcio. Poi c’è il resto, e lo decideranno gli altri: Lukaku ha corteggiatori in Turchia (Fenerbahce e Besiktas), De Bruyne non faticherebbe (o non faticherà a trovarne, volendo).
KDB
—KDB l’ha appena detto dall’America ai tifosi del Napoli: “Fatemi prendere una pausa e poi tornerò. Ho appena finito l’ultima partita della stagione, è stato un anno duro. Ho dimostrato di poter tornare in forma dopo un intervento chirurgico”. Il Napoli deve rivedere certi parametri, ha troppi calciatori, monte-ingaggi elevato, e tra le voci più imponenti ci sono quelle del genio belga e del suo “braccio armato”. Semplificando: una eventuale cessione darebbe una sforbiciata netta alle voci più ragguardevoli del bilancio; però tecnicamente anche ci sarebbe un taglio. Non è facile orientarsi e forse una mano potranno darla gli altri, presentandosi da De Laurentiis e stuzzicandolo: ma c’è poi la carta d’identità e 35 più 33 rappresentano un pregiudizio. O comunque, un sessantotto, vada come va. Non si sa mai quale sia la decisione più giusta da prendere. Mai prima.
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Juve, idea Tomori se parte Gatti: la possibile trattativa di mercato con il Milan
Il centrale inglese del Milan ha il contratto in scadenza nel 2027 e con l’arrivo di Gila potrebbe avere meno spazio. L’italiano a Torino parte alle spalle di Bremer e va in cerca di un ruolo da titolare
A volte ritornano. La Juve è tornata ad osservare con attenzione la situazione di Fikayo Tomori al Milan. Un anno e mezzo dopo il principio di accordo tra i due club, naufragato dopo il rifiuto del difensore, i bianconeri tornano a valutare l’ex Chelsea per rinforzare la difesa di Spalletti. Nonostante i numerosi alti e bassi con i rossoneri, infatti, l’inglese rappresenterebbe un profilo pronto e già abituato al calcio italiano, ovvero con quelle caratteristiche che Spalletti ha indicato come prioritarie per rinforzare la sua rosa. Prima, però, i bianconeri devono lavorare in uscita.
juve, gatti vuole giocare: è in uscita
—Non entra nessuno se non esce nessuno. Escluse le priorità portiere e centravanti, per le altre operazioni di mercato di questa estate 2026 il mantra del neo ad e dg della Juve Giovanni Carnevali è chiaro: prima le cessioni, poi i rinforzi. Tra i giocatori che possono lasciare la Continassa c’è certamente Federico Gatti. Il difensore centrale italiano mantiene un buon rapporto con Luciano Spalletti, che ne riconosce le spiccate doti di personalità, ma la scorsa stagione ha dimostrato come parta dietro a Bremer nelle gerarchie e non possa essere schierato al fianco del brasiliano per le difficoltà che i due palesano in fase di impostazione. A 28 anni, però, nel pieno della carriera, l’azzurro va in cerca di un ruolo di primo piano e si guarda intorno: legato da un contratto da oltre 3 milioni all’anno fino al 2030, ha un costo residuo a bilancio bassissimo (4 milioni) e con la sua cessione, la Juve, che lo valuta almeno una ventina, potrebbe realizzare una corposa plusvalenza. Allegri non ha mai nascosto la stima nei confronti di Gatti, ma al momento il Napoli, parola di De Laurentiis, è nelle stesse condizioni dei bianconeri: prima di comprare, deve vendere gli esuberi. Le piste turche, per il momento, non scaldano il cuore del difensore.
tomori, la juve ci ripensa: la situazione
—La Juve, però, vuole cautelarsi in caso di partenza e, così, ha rimesso gli occhi su un vecchio pallino: Fikayo Tomori, portato al Milan nel gennaio 2021 dal Chelsea dal nuovo chief football officer bianconero, Frederic Massara, e a un anno dalla scadenza del suo contratto con i rossoneri. L’inglese era già stato vicino a vestire la maglia juventina a gennaio 2025, quando Cristiano Giuntoli l’aveva individuato come sostituto ideale di Gleison Bremer. Pur essendo finito nelle retrovie nelle scelte di Fonseca prima e Sergio Conceiçao poi, però, il difensore aveva scelto di rimanere al Milan, rifiutando le offerte di Juve (che aveva virato su Kelly) e Tottenham. Un anno e mezzo dopo, la situazione per lui potrebbe tornare ad essere la stessa a Milanello: l’acquisto di Gila gli toglierà spazio e potrebbe convincerlo a guardarsi intorno. Tomori, che beneficia del Decreto Crescita, ha un ingaggio da 3,5 milioni di euro netti all’anno (4,55 lordi) e un residuo a bilancio di poco più di 7 milioni, quindi potrebbe essere un’occasione per due: per il Milan, che, cedendolo, potrebbe realizzare una plusvalenza, ma pure per la Juve. Prima, però, a Torino bisogna vendere…
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