GELBISON-TARANTO 1-1 – Taranto Football Club 1927

PRIMAVERA-4: GELBISON-TARANTO 1-1

Torna a casa con un po’ di amaro in bocca il Taranto di mister Marino che nella trasferta sul campo della Gelbison racimola un punto e recrimina per un calcio di rigore fallito da Marini con il portiere di casa abile a neutralizzare il penalty. La partita è vivace, seppur l’errore dagli undici metri arrivi solo dopo 27 minuti di gioco. È comunque l’episodio che sblocca l’inerzia della gara a vantaggio dei padroni di casa che al 29′ trovano la rete del vantaggio con Ferruzza che sfrutta una leggerezza difensiva di Di Serio e lo batte per il momentaneo 1-0. La gioia cilentana dura solo 10 minuti perché dall’altra parte Mandueke pesca il jolly del 1-1 dando ai rossoblu ionici una scossa necessaria. Purtroppo nella ripresa il risultato non si sblocca, la partita è combattuta a centrocampo e vive di ripartenze che, però, non si traducono in vere e proprie occasioni da gol. Finisce quindi 1-1, il Taranto è sicuro dei playoff e sabato in casa contro il Monterosi il congedo dalla stagione regolare con l’ultima giornata che scriverà il nome degli avversari dei rossoblu agli spareggi.

TABELLINO

GELBISON-TARANTO 1-1

GELBISON – Castiello, Acosta, Bellizio, Bilancieri, angelino, Accardo, Salzano, Di lorenzo, Ferruzza, Corda, Mormino. All.: Capodicasa (a disp. Di Vietri, Iervolino, Oricchio, Trotta, Redina, De Trizio, Messina, Di Biasi, Castagna, Vitiello, Francavilla, Schimmenti).

TARANTO – Di Serio, De Simone, Muresan, Colurciello, Barchi, Polanco, Marini, Musto, Madueke, Califano, Badji. All.: Marino (a disp. Gallitelli, Polizzi, Lo Iacono, Baratto, Valente, Cardellicchio, Koepke, Novara, Petrone).

ARBITRO – Raffaele Ruggiero di Salerno (Alessandro Baldo di Agropoli, Ricordino Maffia di Agropoli)

RETI: 29′ Ferruzza (G), 39′ Madueke (T)

NOTE – Al 27′ Castiello (G) neutralizza un calcio di rigore a Marini (T)

Fonte: Taranto Football Club Official Site

Taranto-Pescara, sfida decisiva per gli jonici. Le probabili formazioni


Partita dall’antico sapore di Serie B questa tra Taranto e Pescara. Una classica del calcio centro-meridionale che arriva in un momento decisivo della stagione soprattutto per il Taranto. C’è grande voglia in casa rossoblù di chiudere anzitempo la questione salvezza matematica senza passare dalle forche caudine degli ultimi minuti della stagione regolare. Un momento chiave della stagione per la compagine di Capuano che davanti ai propri tifosi può sfruttare una chance importante pur avendo davanti una squadra complicata come il Pescara. La parola d’ordine in casa rossoblù è tranquillità ma nello stesso tempo grinta e concentrazione per vincere una partita che non può di certo essere sbagliata. Ci sono momenti nel corso della stagione in cui dare tutto se stessi per un obiettivo. Questo è il momento di arrivare all’obiettivo salvezza matematica per il Taranto. Dimenticare Crotone è l’imperativo categorico di Ferrara e compagni. Ora concentrazione massima per vincere contro il Pescara. Di certo gli abruzzesi di Zeman non verranno a Taranto per una semplice gita di piacere. Conoscendo il tecnico boemo, il Pescara giocherà con impegno e professionalità ben sapendo che la sua posizione di classifica è già di fatto blindata con possibilità già di tuffarsi verso gli spareggi play off dove gli adriatici vorranno essere grandi protagonisti. E allora per mister Zeman sarà l’occasione per vedere qualche giovane in più insieme ad altri giocatori esperti per cercare di fare il meglio possibile in questa trasferta di Taranto. Grande curiosità per il noto gioco offensivo dell’ex tecnico del Foggia e del Lecce. Grande attesa per vedere il duello a distanza tra due tecnici decisamente diversi nel loro credo calcistico. Compattezza e attenzione alla fase difensiva per Capuano, gioco offensivo ed intensità per Zeman. Due personaggi decisamente diversi per storia calcistica e carattere personale. Vulcanico e forte Capuano, riflessivo e meno appariscente Zeman. Nei precedenti allo stadio Iacovone di Taranto vi sono sedici vittorie per i rossoblù, sette i pareggi e quattro vittorie per il Pescara 

QUI TARANTO. Per questa gara mister Capuano decide di convocare tutti i calciatori a sua disposizione.Per quanto riguarda la probabile formazione la porta rossoblù sarà difesa ovviamente da Vannucchi. Il trio difensivo dovrebbe essere composto da Evangelisti, Antonini e Formiconi; possibile però anche l’impiego di Sciacca, come avvenuto nell’ultima uscita.A centrocampo potrebbero agire gli stessi uomini della gara di Crotone: il play sarebbe quindi Provenzano che verrebbe affiancato da Antonio Romano e Mazza. Sulle fasce invece i titolari sarebbero Mastromonaco e Boccadamo, quest’ultimo però in ballottaggio con capitan Ferrara. Infine davanti, come di consueto, Bifulco e Tommasini dovrebbero comporre il tandem d’attacco.

QUI PESCARA. Zeman ha gli uomini contati nel reparto difensivo. C’è l’attaccante Lescano. Squalificati Brosco e Milani saranno rimpiazzati da Boben e Crescenzi. A centrocampo ci sarà Rafia che potrebbe essere in cabina di regia. Per non dimenticare l’imopiegno quasi certo di Palmiero. In avanti, oltre a Lescano, ballottaggio Desogus-Vergani come prima punta, sugli esterni in avanti favorito anche Merola. Vi sono 250 biglietti disponibili per i tifosi del Pescara qualora vogliano sostenere i propri giocatori

Ecco le probabili formazioni della sfida che TuttoC.com vi racconterà a partire dalle 14.10:

TARANTO ( 3-5-2): Vannucchi; Evangelisti, Antonini, Formiconi; Mastromonaco, Romano, Provenzano, Mazza, Boccadamo; Bifulco, Tommasini. A disp.: Loliva, Caputo, Manetta, Ferrara, Canalicchio, Fontana, Finocchi, Labriola, Diaby, Rossetti, Nocciolini, Semprini. All.: Ezio Capuano

PESCARA ( 4-3-3: Sommariva, Cancellotti, Ingrosso, Mesik, Crescenzi; Rafia, Palmiero, Kraja; Merola, Desogus, Lescano. A disp. D’Aniello, Pellacani, Germinario, Aloi, Vergani, Delle Monache, Mora, Cozzi All. Zdenek Zeman

Fonte:TuttoC.com

Juve, chi è Marco Landucci in panchina al posto di Max Allegri

Allegri influenzato, c’è l’ex portiere in panchina: i due lavorano assieme dall’esperienza nel Grosseto. E Padoin terrà i contatti telefonici con l’allenatore collegato da Torino

La premessa è d’obbligo: Max Allegri non è squalificato, dunque — riuscisse a star meglio in queste ore — potrebbe decidere di raggiungere in extremis la squadra a Roma e guidarla regolarmente all’Olimpico contro la Lazio. Difficile perché, trattandosi di una sindrome influenzale, in questi casi si tende a evitare il più possibile contatti con altri tesserati per evitare di far circolare il virus all’interno del gruppo. A sostituire il tecnico in panchina sarà il suo vice, Marco Landucci, collaboratore sin da una delle prime esperienze da allenatore di Max in Serie C al Grosseto. Landucci faceva però il preparatore dei portieri, come successivamente in Serie A nel Cagliari e nel Milan.

Landucci vice

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L’ex portiere della Fiorentina è diventato il secondo di Allegri…

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Monopoli, Ferrari: “A Potenza dobbiamo giocare liberi mentalmente”


Le parole del tecnico del Monopoli, Giacomo Ferrari, in vista della sfida odierna contro il Potenza: “Domenica scorsa abbiamo fatto bene in tutti i reparti – riporta antennasud.com – anche chi è subentrato a gara in corso ha contribuito al successo. Avevo detto a Manzari di giocare più vicino all’area avversaria, lo ha fatto anche grazie al supporto dei compagni. La gara del Viviani sarà difficile e importante. A Potenza l’ambiente è bello ed è una gara che chiunque vorrebbe giocare, complice la cornice di pubblico. Servirà scendere in campo con la stessa grinta mostrata contro il Latina e mi auguro che i ragazzi siano liberi mentalmente. Nutriamo rispetto per chiunque ma vogliamo ottenere quanti più punti possibili fino al termine della stagione”.

Fonte:TuttoC.com

V. Francavilla, Calabro: “Mi aspetto il solito Catanzaro, non farà sconti”


Il tecnico della Virtus Francavilla, Antonio Calabro, non si fida del Catanzaro: “Pensare che il Catanzaro possa regalare qualcosa sarebbe un errore, la partita contro il Giugliano ne è piena testimonianza. Immagino vogliano continuare a macinare record e punti, quindi mi aspetto di trovare la squadra che ha vinto meritatamente il campionato. Noi siamo reduci da una sconfitta bruciante, ma questa squadra ha sempre dimostrato di saper reagire alle batoste. In casa sappiamo esprimerci al meglio, mi aspetto una prestazione gagliarda. Vogliamo far punti contro una squadra così forte per consolidare idee e conferme. Patierno vuole essere della partita, ma dobbiamo stare attenti e tutelarlo. Ci tiene ad essere presente, però in questi casi bisogna andare con i piedi di piombo per evitare un’eventuale ricaduta”. Lo riporta antennasud.com.

Fonte:TuttoC.com

Milan, dove sono Adli e Vranck? Zero minuti anche con l’Empoli

Il belga non vede il campo da metà gennaio, il francese ha collezionato solo sette minuti da ottobre a oggi. Solo Bakayoko ha giocato meno

Al festival delle seconde linee mancavano soltanto loro, Yacine Adli e Aster Vranckx, ormai in terza o quarta fila da diversi mesi. Se la rosa del Milan fosse una griglia da Formula 1, i due centrocampisti sarebbero nelle retrovie, pronti a sgomitare per sorpassare tutti. Solo che Pioli non li vede, e quindi tanto vale procedere a piccoli giri, nascosti dai big e da uno 0-0 in casa contro l’Empoli, di fronte a 70mila persone.

Adli, che succede?

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Il francese resta il caso più eclatante. Da metà ottobre ha giocato solo sette minuti contro la Fiorentina il 4 marzo, entrato nella ripresa per riacciuffare il pari. Adli è un mistero, ma se ne parla poco. In estate ha stregato tifosi e addetti ai lavori con guizzi, giocate e assist. È stato uno dei migliori del precampionato, ma Pioli l’ha schierato dal 1′ solo contro il Verona il 22…

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Milan, da Origi a Rebic: è la sconfitta delle seconde linee

I due non segnano da mesi, ma non solo loro: male anche Pobega, De Ketelaere ha iniziato dalla panchina ancora una volta

Destini diversi, stessi volti. Delusi, dispiaciuti, corrucciati. Origi e Rebic escono dal campo a testa bassa, afferrano il giaccone, si siedono in panchina e ascoltano il rumore dello stadio con occhi pensierosi.

Fischi

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I 70mila di San Siro stanno fischiando da diversi secondi. Il belga è il primo a finire nel mirino. Il suo caso sta diventando un po’ come quello di Godot. Lo aspetti, ci speri, incroci le dita e poi resti deluso con le mani in mano, perché alla fine Origi non arriva mai. Non lascia il segno, non la butta dentro, non è protagonista. E quindi via, fuori tra i fischi dopo l’ennesima occasione sprecata, in un match dove Pioli ha voluto dare l’ennesima chance a chi gioca poco. “Fatemi vedere ciò che sapete fare”.Nessuno l’ha sfruttata.

Divock, così no

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Lo 0-0 di San Siro è il manifesto di come le seconde linee non…

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Lazio-Juve, i duelli in campo: l’analisi tattica

Lo sprint di Zaccagni e Kostic, la fantasia di Luis Alberto e Di Maria, ma peseranno soprattutto i gol di Immobile e Vlahovic. All’Olimpico ecco la supersfida tra biancocelesti e bianconeri

Le loro storie sono legate molto più di quanto si pensi. E sì, perché Zaccagni è alla Lazio grazie a Kostic. Il serbo della Juventus, nell’estate del 2021, fu a lungo corteggiato dalla squadra biancoceleste. Sarri aveva indicato in lui l’esterno offensivo sinistro giusto per il suo 4-3-3. L’affare sfumò per una serie di incomprensioni con l’Eintracht e alla fine la Lazio virò su Zaccagni. Un piano B che, alla luce di quanto l’ex giocatore del Verona sta combinando, si è rivelato quantomeno all’altezza del piano A. Ma anche quest’ultimo, visto il rendimento di Kostic con la Juve, non era così male. La differenza Stasera all’Olimpico cercheranno entrambi di confermare quanto di buono stanno facendo nel corso di questa stagione. Per il laziale è la migliore di sempre. Lo…

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Inter: la Salernitana, la crisi e la Champions League contro il Benfica

Con il pareggio di Salerno la corsa alla prossima Champions League si complica. Anche se Simone è sicuro della qualificazione…

Dal nostro inviato Davide Stoppini

E finisce sempre così con l’Inter. Finisce che non c’è mai una gioia dopo l’altra, non c’è mai una certezza che si allunghi oltre la mezza settimana. L’ufficio complicazioni cose semplici a Salerno ne ha tirata fuori un’altra. Ha ragione Simone Inzaghi quando dice “era da tanto tempo che non vedevo una partita così”. Ha meno ragione quando spiega il risultato solo con le occasioni mancate. L’Inter è una macchina che non funziona più. Che ha perso la confidenza con la vittoria. Ha perso l’abitudine a volerla, la vittoria. E ogni volta che pensi di aver toccato il fondo, ecco lì scavare un altro po’. Una vittoria nelle ultime sei partite è un bottino che neppure nei peggiori incubi sarebbe venuto fuori. La misura è colma. La società è profondamente delusa, quasi sconsolata, oltre che…

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