Ciullo: “Taranto poco prolifico ma subisce davvero poco: merita di salvarsi”


L’esperto tecnico Salvatore Ciullo, ai microfoni del Quotidiano di Brindisi, ha commentato la stagione del Taranto: “In maniera molto serana si sta giocando la salvezza ed è a un passo dall’obiettivo. La piazza ionica merita grosse soddisfazioni a livello calcistico. Il Taranto ha cambiato tanto in una stagione già iniziata e quando devi raggiungere l’obiettivo conta relativamente giocare bene o male: l’importante è che lo stesso venga centrato. Spero che il Taranto si salvi perché lo merita. Non sarà una squadra molto prolifica ma guardiamo anche i dati difensivi: subisce davvero molto poco e questo è un pregio che poche squadre possono vantare. C’è un bilanciamento importante di non poco conto che spiega la tranquillità dei rossoblù in classifica”.

Fonte:TuttoC.com

Mercato: Baldanzi vuol prendersi il Milan

Il 23 gennaio il trequartista dell’Empoli lasciò il segno contro i nerazzurri. Domani tornerà al Meazza per 90’ dalle tante sfaccettature. Non solo in campo

In narrativa si chiamano prolessi, anticipazioni di fatti che avverranno in futuro. Per Tommaso Baldanzi, lo scorso 23 gennaio potrebbe suonare, nei sogni, più o meno così. Condizionale d’obbligo. Due mesi e qualche settimana fa, il gioiellino dell’Empoli ha conquistato San Siro in un paio di minuti.

Tempo di entrare in campo a metà ripresa e decidere la sfida contro l’Inter con un graffio d’autore. Domani tornerà al Meazza per affrontare il Milan in novanta minuti dalle mille sfaccettature. Tra campo e non solo…

IN CRESCITA

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Il guizzo alla Scala del calcio ha solo confermato quanto di buono prodotto fin qui dal classe 2003 nato a Poggibonsi. In questo campionato, Baldanzi ha collezionato 19 presenze segnando 4 gol, ma soprattutto si è fatto conoscere dalla Serie A grazie a una crescita…

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La Cinquantesima | LEGA PRO

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Firenze, 6 aprile 2023 – Per i suoi 50 anni, la Coppa Italia di Serie C si mette a festa: sarà una grande serata di calcio quella che si giocherà l’11 aprile allo stadio Menti tra Vicenza e Juventus Next Gen (inizio ore 20.30) dopo il risultato dell’andata che ha visto predominare i veneti per 2-1.

E’ il primo trofeo che si assegnerà nella lunga stagione di Lega Pro e che ha regalato spesso emozioni nella sua storia lunga mezzo secolo. Tutto cominciò il 29 giugno 1973, giorno della prima storica finale a Roma tra Alessandria e Avellino quando si disputa la Coppa Italia semiprofessionisti: prevalsero i piemontesi per 4-2 dopo i tempi supplementari. Va specificato che la partita fu sospesa al 7′ del secondo tempo supplementare per invasione di campo dei sostenitori della squadra campana, per cui il Giudice sportivo assegnò la vittoria ai piemontesi che al momento della sospensione erano comunque in vantaggio per 4-2. L’anno dopo vinse il Monza che tuttora è la squadra che ne ha collezionate di più, 4. Seguono un poker di squadre che ne hanno vinte 2 e cioè Spezia, Foggia, Alessandria e Padova che si è aggiudicata l’ultima edizione (contro il Sudtirol). Il Monza è anche l’unico ad aver centrato 2 edizioni consecutive e detiene pure il record di finali giocate: 8 (di cui 3 di fila).

La bellezza di questo torneo è anche legata al fatto di trovare sul podio società che hanno fatto la storia del calcio italiano o altre più modeste ma che con orgoglio e sacrifici sono riuscite a vincerla, anche se, purtroppo, in qualche caso il club non esiste più come Virescit Boccaleone o Alzano Virescit. Nomi prestigiosi come Cagliari, Livorno, Lecce, Udinese, Triestina, Foggia si sono succeduti negli anni.

Curiosità sparse: fu il Siracusa la prima squadra a portare il trofeo nelle isole, nel 2019 vinse la Juve Under 23 (oggi Juve Next Gen), unica seconda squadra appartenente a un club di A ad esserci riuscita, nel 2020 la Coppa non si disputò causa pandemia.

La vittoria della Coppa, oltre al titolo sportivo, dal 2017 consente anche l’accesso alla fase nazionale dei play-off per la promozione in Serie B. Un motivo in più per giocarsela fino in fondo e assicurare spettacolo: appuntamento – imperdibile –  l’11 aprile.

LEGA PRO

Lo spot di Juve-Inter: razzismo, risse, noia. L'Europa è lontana

Lo spot di Juve-Inter: razzismo, risse, noia. L’Europa è lontana
Gli insulti a Lukaku, la scazzottata finale, gioco sotto ritmo e senza qualità: non è così che conquistiamo estimatori all’estero
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Juve, Vlahovic ok nella Serbia e soffre con la Juve. E Milik si scalda

Il numero 9 bianconero non sta funzionando, Allegri ripensa al polacco per la Lazio

È un po’ come se la Serbia avesse Vlahovic e la Juve soltanto Dusan in questo momento. Cannibale in nazionale e bomber in astinenza da gol nel club. Questioni di numeri e reti. Il DV9 serbo calcia di più in porta e soprattutto è molto più continuo in zona gol di quello bianconero. Difficile pensare a un semplice caso. Ma probabilmente le ragioni sono più di una: dalle pressioni differenti che deve gestire l’ex viola nelle due realtà al diverso Dna delle squadre del c.t. Dragan Stojkovic e di Massimiliano Allegri. Senza contare il valore delle avversarie.

Il confronto

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Vlahovic con la Serbia ha segnato 6 gol in 7 partite in stagione (411 minuti in tutto), mentre con la Juventus ha collezionato 11 reti in 30 gare (2295 minuti complessivi). Tradotto: Dusan in nazionale viaggia alla media di un gol ogni 69 minuti. I bianconero impiega praticamente il triplo del tempo per buttarla…

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