Milano Football Week, il report Ifis: “Turismo sportivo grande realtà”

Nei numeri illustrati alla Milano Football Week i Mondiali hanno superato le Olimpiadi, Zambrotta: “Ne capisci l’importanza giocandoli”. Christillin su San Siro: “Perché perdere questa bellezza?”

102 miliardi di euro di ricavi, il 3,4 per cento del Pil, 405 mila addetti, più 3 per cento di occupati rispetto al periodo pre Covid. Lo sport italiano, e il calcio in particolare, è uscito dal tunnel. Lo dice la seconda edizione del monitoraggio della Banca Ifis che ha fotografato una situazione in grande movimento. Uno studio prezioso per istituzioni, società sportive, sponsor.

QUANTI TURISTI

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I numeri sono stati illustrati ieri da Carmelo Carbotti, head of Strategic Marketing and Research Office dell’istituto di credito, nell’incontro “Il valore della vittoria” nell’ambito di Milano Football Week. Ma nel panorama c’è una vera e propria star: “Il turismo sportivo, che ha raggiunto 7,2 miliardi, facendo segnare un più 9 per cento rispetto al 2019”. Dati…

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Monopoli, De Risio: “Abbiamo il desiderio di fare bene in questi playoff”


Le parole di Carlo De Risio, centrocampista del Monopoli, riportate da Gazzetta dello Sport per questi playoff. “Non fa differenza, queste sono sempre partite molto complicate, dettate principalmente dagli episodi. Abbiamo il desiderio di fare davvero bene in questi playoff, ma c’è necessità di recuperare tutti le giuste forze in una nuova sfida a distanza di soli tre giorni, a iniziare da me che ritengo essere cresciuto quanto a condizione fisica”.

Fonte:TuttoC.com

Shevchenko: “Il Milan è casa mia. Il Pallone d’Oro? Lo devo ai miei ex compagni”

Il fuoriclasse ucraino alla Milano Football Week ha parlato dell’euro-derby da lui deciso nel 2003, del Pallone d’Oro e di molto altro

Andriy Shevchenko protagonista della Milano Football Week. L’ex Pallone d’Oro e fuoriclasse del Milan stamani ha partecipato a un incontro su “Tutti i gol della mia vita” presentato da Alessandra Bocci e Alessandro Alciato.

L’inizio di Sheva

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Sheva ha conquistato il palcoscenico fin da subito: “Grazie alla Gazzetta dello Sport per questo incontro – ha detto – e per la donazione che la Gazzetta ha fatto per un progetto in Ucraina. La mia carriera al Milan è stata fantastica, fin dall’inizio. Sono arrivato qua e sapevo che arrivavo in un grande club, con grandi campioni e un grande allenatore. Io venivo dalla Dinamo Kiev ed è stato uno step importante: giocare nel campionato più importante e lottare per la Champions. Ho trovato una famiglia, la grandezza dei giocatori, da Maldini a Costacurta, passando per Albertini e gli altri. Questi…

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Roma, Mourinho tra Psg, Real e la possibilità di restare: gli scenari

Ieri due collaboratori di Jorge Mendes erano a Trigoria per un summit sul futuro: i Friedkin rinviano l’appuntamento, e intanto…

A Trigoria ieri si parlava portoghese. Più del solito. José Mourinho ha ricevuto Hugo Valdir e Luis Correia, due storici collaboratori di Jorge Mendes. Solo una visita di cortesia? Nulla di più facile. Ma il meeting non passa inosservato e conferma tutte le voci che vogliono lo Special One di punta, sulle tracce di nuove opportunità. A dispetto di un altro anno di contratto e di un importante passo verso la finale di Europa League, don José da mesi sta ballando sui tavoli più imbanditi del calcio che conta. E Mendes è l’ambasciatore perfetto per questo fine.

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Baroni sfiora l’ impresa all’ Olimpico: Lecce raggiunto dalla Lazio al 95° minuto!

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(L’immagine di copertina è a cura del sottoscritto. Riproduzione vietata)

di Danilo Sandalo

Chissà cosa avranno da dire ora i tanti saccenti anti Baroni che da mesi vedono nel mister il capro espiatorio per i risultati negativi del Lecce negli ultimi due mesi.
Ieri il suo Lecce per poco non ha compiuto l’ impresa all’ Olimpico di Roma contro la Lazio dove, fino al 95′ minuto, era in vantaggio per 2-1 dopo una rimonta epica, ma soprattutto dopo essere passati in svantaggio e avendo fallito poco prima un calcio di rigore!
Insomma una gara nella quale il mister ed i suoi ragazzi hanno dimostrato ampiamente di che pasta sono fatti, riscattandosi ampiamente per l’ opaca prova offerta contro il Verona in casa la settimana scorsa, dove evidentemente, come dichiarato dallo stesso allenatore leccese, la pressione e la posta in palio erano talmente alti da provocare un’ oscuramento d’ identità a questi ragazzi.
A pochi secondi dalla fine i giallorossi erano se non del tutto salvi, ma quasi con più di un piede e mezzo piantato stabilmente nella massima serie, invece il fato ha voluto che ciò non accadesse, ma la prova di ieri fa morale e dimostra il valore e la tenuta della squadra che si è dimostrata viva e vogliosa di raggiungere un obiettivo non solo alla portata ma che ha tenuto in mano per tutto il corso della stagione.

PRIMO TEMPO – Il Lecce parte bene, con Colombo a guidare l’ attacco giallorosso supportato da Banda e capitan Strefezza, e al 23′ ottiene un calcio di rigore in seguito a un contrasto in area tra Hysaj e Blin: sul dischetto si presenta il solito Strefezza che però angola troppo e spedisce fuori alla destra di Provedel.
“Gol sbagliato, gol subito”, recita un antico proverbio calcistico, e così accade con Immobile che al 34′ minuto porta in vantaggio i suoi dopo una splendida azione del mago Luis Alberto.
La Lazio, galvanizzata dal gol del vantaggio, va vicina al raddoppio con Milinkovic-Savic al 43′ minuto, ma un super Falcone sbarra la strada al serbo.
Al secondo minuto di recupero del primo tempo però arriva l’ episodio che non ti aspetti con Oudin che sale in cattedra e dal limite dell’ area lascia partire un tiro sul quale Provedel non può nulla, pareggiando i conti e chiudendo in parità le ostilità della prima frazione di gioco.
SECONDO TEMPO – Nella ripresa il Lecce torna in campo ancora con l’ adrenalina scaturita dal gol realizzato allo scadere del primo tempo e, dopo un tentativo di Banda respinto dal portiere laziale, è ancora Oudin a regalarsi una magia siglando il gol del raddoppio dopo un assist di Strefezza, mandando in delirio tutti i tifosi salentini.
Un risultato clamoroso per i ragazzi di Baroni che tengono botta fino alle battute finali quando la Lazio spinge disperata alla ricerca del pareggio e colpisce prima un palo con Pedro al 93′ minuto e poi trova il gol rocambolesco con Milinkovic-Savic al quinto dei sei minuti di recupero concessi dall’ arbitro Maresca.
Termina 2-2 una partita che avrebbe potuto sancire la quasi salvezza per i giallorossi di mister Baroni e che invece rimanda tutto almeno alla prossima partita in casa contro lo Spezia che sarà decisiva per le sorti di una stagione che questi ragazzi hanno sempre onorato e che meritano di terminare nel modo migliore, raccogliendo i frutti di quanto hanno seminato.


L'assist di Kovacevic: "Vlahovic resti alla Juve. E intanto sia paziente"

L’assist di Kovacevic: “Vlahovic resti alla Juve. E intanto sia paziente”
Il centravanti serbo ex bianconero: “La stizza dopo il cambio? Ce l’aveva innanzi tutto con se stesso”
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Ferrero: “La mia verità. Pur di salvare la Samp cedo le quote a un euro”

Ferrero: “La mia verità: pur di salvare la Samp cedo le quote a un euro”
Il proprietario del club blucerchiato a un passo dal fallimento: “Io, Garrone, la trattativa saltata con Vialli, i tifosi e il rischio fallimento. Vi dico tutto”
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Emy Buono nuda per il Napoli, ma poi si pente: “Mi sono sentita stuprata”

Così l’influencer: “È vero che mi sono denudata ma non volevo dare il mio corpo in pasto alle persone”

Emy Buono, una delle protagoniste del programma “Ti spedisco in convento”, ha deciso di festeggiare a modo suo tra le vie di Napoli lo scudetto dei partenopei: outfit molto spinto, con solo dei copri-capezzoli sul seno e intimo azzurro. A qualche giorno di distanza dal fatto, però, l’influencer sembra essersi pentita del tutto, come ha spiegato sul suo profilo TikTok.

«Sono stata abbastanza triste in questi giorni date tutte le critiche che ho ricevuto. Mi sono sentita stuprata. È vero che mi sono denudata ma non volevo dare il mio corpo in pasto alle persone. Mi è sembrato un po’ eccessivo che le persone mi hanno baciato e toccato il culo. Una donna che si denuda non consegna il pass a un uomo per farsi stuprare»,

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Diletta Leotta: “Spalletti è unico, ha meritato lo scudetto più di tutti”

La conduttrice televisiva si racconta sul palcoscenico della Milano Football Week: “Sarebbe bello se Karius venisse a giocare in Italia. Dybala un gentiluomo del calcio e un grande appassionato di scacchi”

Francesco Pietrella e Chiara Soldi

Diletta Leotta ti guarda dritto negli occhi e ti trasmette cos’ha visto. Dietro le pupille color nocciola ci sono i colori di tutta Italia: Milan, Inter, Roma, Juventus, Lazio, Fiorentina e soprattutto l’azzurro di Napoli campione d’Italia. L’ultimo evento raccontato dalla conduttrice di Dazn ospite ieri alla Milano Football Week, evento organizzato da La Gazzetta dello Sport all’Anteo Palazzo del cinema di Milano. Diletta, arrivata al sesto mese di gravidanza, si presenta in abito scuro, stringe mani, sorride e si racconta sul palco, nell’incontro “La Signora del gol” con Cristina Fantoni. Prima di entrare in scena però, sui divanetti vicino alla sala Excelsior ha parlato dell’ultimo periodo della sua…

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Inter, Inzaghi sei vittorie di fila: la conferma è più vicina

Sei successi di fila, coppe comprese, dopo il pari di Salerno. Decisivi i recuperi di Brozovic e Lukaku, con un turnover mirato: in campionato obiettivo secondo posto

A Salerno nel momento più difficile, il venerdì prima di Pasqua e di Lisbona, Simone Inzaghi tirò fuori un concetto che nello sport a volte è abusato: resilienza. Mai vocabolo fu più azzeccato. Tre giorni dopo, nella sala stampa del Da Luz, aggiunse: “La parola chiave è insieme”. Non parlava a caso, l’allenatore. Intravedeva, proprio nelle ore in cui la sua panchina traballava – e certo che traballava, l’Inter lo avrebbe esonerato se non avesse avuto di fronte un calendario tanto compresso -, la possibilità di uscire vincitore. Intuiva la strada, dove quasi tutti sbattevano sui muri. Un mese dopo Inzaghi è lì, tremendamente tentato di aprire la guida di Istanbul per cominciare ad ambientarsi. Ma poi no, la scaramanzia ha pur sempre un valore. La resilienza però ancor di più. “Ci siamo tappati le…

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