Taranto, ritiro precampionato a Sturno: dal 20 luglio al 4 agosto


Non c’è ancora l’ufficialità ma il Taranto ha già definito date e luogo del ritiro estivo. Come riferisce il Corriere dello Sport il gruppo rossoblù si allenerà agli ordini del nuovo allenatore Di Costanzo a Sturno, in provincia di Avellino, per due settimane: dal 20 luglio al 4 agosto.

Fonte:TuttoC.com

Milan, Maldini esulta per la vittoria dell’Under 15: “Un altro scudetto!”

Paolo Maldini, direttore tecnico del Milan, è intervenuto sui social per celebrare lo scudetto dei rossoneri Under 15. Il post

Nella serata di ieri il Milan ha conquistato il suo secondo scudetto stagionale. I baby rossoneri Under 15 si sono laureati campioni d’Italia grazie alla vittoria per 1-0 firmata dall’astro nascente Francesco Camarda (qui la nostra esclusiva per conoscerlo meglio). Paolo Maldini, direttore tecnico del Milan, ha esultato per il trionfo della squadra allenata da mister Roberto Bertuzzo. Ecco le sue parole rilasciate attraverso il proprio profilo Instagram.

Theate, Thiaw e Acerbi: senza Botman il Milan prepara il piano B per la difesa

Con l’olandese ormai a un passo dal Newcastle i rossoneri cercano un’alternativa più economica: ecco i nomi sul taccuino

C’è chi si consola col grande classico “se si chiude una porta, si apre un portone”. Aggrappandosi magari allo scorso gennaio, quando il mancato arrivo di un nuovo centrale difensivo per tamponare la lunga assenza di Kjaer (il Milan aveva reputato eccessive le richieste economiche per tutti i papabili), aveva di fatto dato il via alla irresistibile parabola ascendente di Kalulu.

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Di Maria: “Juve, ci sto riflettendo. Prima vacanze e famiglia”

L’argentino intervistato da Espn: “La Juve è il club più grande d’Italia, una delle squadre interessate a me”. Il tempo che si è preso per riflettere, quantificato dall’entourage non in giorni ma in settimane, è quello che ha fatto spostare l’obiettivo del club bianconero

Mentre la Juventus ha allargato i propri obiettivi anche ad altri nomi, da settimane senza una risposta da Angel Di Maria dopo l’offerta pervenuta, è lo stesso giocatore argentino a tenere viva la pista verso Torino. “La Juve è il club più grande d’Italia, una delle squadre interessate a me. Al momento sto riflettendo, ma mi concentro sulle vacanze e la famiglia”, ha detto il Fideo intervistato da Espn nel programma Playroom quando, vestito con una maglia dei Detroit Pistons, gli è stata fatta vedere una maglia della Juventus (mentre di fronte a quella della Roma ha detto: “No, questa non mi interessa”).

Gli sviluppi

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La posizione pubblica dell’argentino in uscita dal Paris Saint…

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-ESCLUSIVA- La Storia: Gabriele Verdesca dai giovanissimi nazionali della Virtus Francavilla al settore giovanile del FCN Norimberga.

Il calcio italiano come si sa non attaversa il suo miglior periodo, i risultati della nostra nazionale del resto ne sono la reale evidenza purtroppo.
Due eliminazioni consecutive dai mondiali di calcio non arrivano per caso, ma sono il frutto di scelte infelici ma che probabilmente rientrano, ahimè, sicuramente nelle strategie odierne di interpretare il football.
Un aspetto sicuramente molto importante riguarda i settori giovanili che, tranne sporadici casi, non riescono a scovare più i talenti purissimi quali sono stati Totti, Baggio, Del Piero, Causio o Rivera, giusto per fare qualche esempio.
Ne abbiamo discusso con Gabriele Verdesca che dai giovanissimi nazionali della Virtus Francavilla è entrato a far parte dello staff di una gloriosa squadra tedesca: FCN Norimberga.
Un’ esperienza che ha messo in luce le qualità dell’ allenatore salentino (originario di Salice Salentino) classe 1979 che, dopo le esperienze da secondo ad Avetrana con mister Giuseppe Branà e di Gallipoli con mister Antonio Toma, ha avuto la possibilità di dimostrare il suo valore ottenendo un ottimo 6° posto in classifica con i suoi ragazzi.
La sua è una storia singolare fatta di passione e meritocrazia, un aspetto che in Italia forse bisognerebbe recuperare in tutti i settori della vita pubblica per poter costruire un futuro più roseo per le nuove generazioni.

Sei reduce da una esperienza più che positiva alla guida dei giovanissimi nazionali della Virtus Francavilla. Qual è il tuo bilancio personale in merito?

Personalmente sono più che soddisfatto. E’ stata una bellissima esperienza durante la quale avuto il piacere di allenare un gruppo di ragazzi davvero fantastici e soprattutto quello di lavorare per una società come la Virtus Francavilla molto attenta alla crescita ed alla formazione dei ragazzi sia dal punto di vista calcistico che sociale.

Che differenza (e di conseguenza soddisfazioni) c’è tra lavorare e guidare un gruppo di ragazzini rispetto alle compagini delle prime squadre dove ci si rapporta con un contesto di adulti?

La differenza è abissale e non si può, a mio modesto parere, che una dia più soddisfazioni rispetto all’altra. Di una cosa però sono più che sicuro ossia che lavorare e insegnare calcio ai bambini e ragazzi è molto più difficile perchè per loro devi essere un vero “Maestro” nel senso più profondo del termine. Sebbene impegnativo e ripeto anche molto difficoltoso questo ruolo e compito allo stesso tempo è anche molto stimolante perchè ai ragazzi non si trasmettono solo le competenze tecniche ma soprattutto li si prepara alla vita e a vivere il contesto sociale nel quale ci si dovranno cimentare. A tal proposito mi viene da constatare che oggigiorno ci sono sempre più allenatori e pochi “Maestri” appunto.

Allenare i ragazzi ti ha permesso di metterti in mostra e farti conoscere a tal punto che non sei passato inosservato alla dirigenza dei tedeschi del FC Norimberga i quali ti hanno scelto come timoniere per la loro scuola calcio estiva. Ci vuoi raccontare qualche dettaglio e com’è nata questa collaborazione?

Può sembrare strano ma è assolutamente tutto vero in quanto ho risposto tramite mail ad un annuncio di lavoro visto sul sito ufficiale de l’ FCN Norimberga. Dopo una prima selezione effettuata tramite collegamento da remoto e successivamente una prova sul campo, mi hanno fatto firmare un contratto di lavoro per 6 mesi come “Camp-Trainer ” presso la loro scuola calcio. Sicuramente credo che questa esperienza in Germania mi arricchirà molto sia dal punto di vista personale che professionale.

Secondo te cosa manca al calcio italiano per tornare ad essere competitivo e sfornare campioni così come avveniva in passato?

Al calcio italiano manca la “meritocrazia” che è l’ unica strada maestra da percorrere in qualsiasi ambito, sia prettamente tecnico che a livello dirigenziale. Insomma un concetto ed un comportamento da applicare a tutto campo!

Danilo Sandalo

Da Scamacca a Gnonto e Berna: la Nazionale è in vendita. In 16 sul mercato

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Sono in tanti quelli che possono cambiare club. Alcuni sono contesi, mentre gli svincolati sono ancora a spasso
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Roma-Zaniolo, da quattro insieme. Ma il futuro è incerto

Il 26 giugno del 2018 Nicolò firmava il contratto che lo ha legato al club giallorosso. Da allora è successo di tutto, dall’esplosione in campo all’ascesa nel calcio italiano, passando per momenti bui e critiche. La costante? È sempre uno dei nomi più discussi del mercato

“Poter vestire questa maglia è un orgoglio, ora devo dimostrare sul campo quanto valgo”. Quattro anni dopo Nicolò Zaniolo, infortuni permettendo, il suo valore l’ha dimostrato eccome. Ecco perché oggi è uno dei pezzi pregiati del mercato. Era il 26 giugno del 2018, quattro anni fa, quando Zaniolo pronunciava queste parole. Le prime da romanista. Perché sono 4 anni (ufficialmente domani) che indossa la maglia numero 22 giallorossa.

QUATTRO ANNI DI FUOCO

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A rivedere la foto della firma sembra passata una vita: accanto a lui c’era Monchi e Nicolò era molto più snello, con meno massa muscolare, con meno tatuaggi e la faccia di chi non sapeva bene cosa sarebbe accaduto. La Roma, su…

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Milan, Bertolucci e Pioli tra calcio, tennis e voglia di ripetersi

I due campioni insieme a tavola a Forte dei Marmi, tra la passione del tecnico per la racchetta e le prospettive rossonere

Tre sono gli allenatori di calcio che mi hanno sempre colpito per la misura, il garbo e la semplicità. Due di questi, Claudio Ranieri e Carlo Ancelotti li avevo incontrati e conosciuti, ma mi mancava il terzo: Stefano Pioli. Conoscendo in più la mia predilezione per le casacche rossonere l’amico Giorgio Cimurri mi aveva invitato a un pranzo con il mio mister presso il suo bagno a Forte dei Marmi. La sera precedente, sapendo delle difficoltà che incontro nelle prime ore della giornata mi aveva inviato un messaggio: “Domani mattina alle 7 esco in bici con Pioli, sei dei nostri?”. Sarebbe stata una grande opportunità per conoscere, lontano da occhi indiscreti, novità e progetti sulla mia squadra del cuore. Ero tentato ma era bastato uno sguardo verso le colline che circondano la Versilia declinare la proposta e rispondere “Andate avanti , vi raggiungo più…

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