Il rigore negato al Torino e la scomparsa del Var
Non si capisce il motivo del mancato intervento dopo il contatto tra Heggem e Oristanio in Bologna-Torino: manca il chiaro ed evidente errore?
Segnatevi la data: 12 settembre, quarta giornata, Genoa-Frosinone, mani di Cittadini, “on field review” con chiamata del Var Camplone, rigore assegnato dall’arbitro Rapuano alla trentaduesima partita dell’anno. È stata la prima volta di questo campionato e forse va segnata come rarità: il Var è ammutolito o la soglia è diventata talmente alta che intervenire non va più di moda. Il calcio attuale agli allenatori piace da matti: nessuno simula, tutti si rialzano, il gioco scorre, il tempo effettivo sale, si gioca e si combatte. Ma a Bologna, match contro il Torino di oggi pomeriggio, uno a uno finale, qualcosa che lascia perplessi (eufemismo) s’è visto: al minuto 72, Heggem calcia il pallone fra le gambe di Oristanio, niente rigore ed è giusto…
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Serie A, nuovo record: 43 partite di fila con almeno un gol
Chi dice che la Serie A sia un campionato bloccato deve rivedere le proprie valutazioni e aggiornarsi. Si viaggia ormai al ritmo di almeno un gol a partita, tanto che è stato battuto il precedente primato di 41 gare consecutive, stabilito nella stagione 2015-16. Lo 0-0 è diventato un risultato sempre più raro e, pensando allo scorso campionato, un cambio di rotta così rapido difficilmente sarebbe stato pronosticabile.
record
—La quinta giornata del campionato 2026-27 ha portato la striscia a 42 partite consecutive con almeno un gol, superando il precedente primato di 41 gare, stabilito nella stagione 2015-16. Monza-Sassuolo, terminata 2-1 grazie alla doppietta di Varela e alla meraviglia su punizione di Adzic, aveva permesso di eguagliare il dato. Poi, oggi pomeriggio, sono arrivati altri due gol che hanno dato una spallata decisiva al nuovo primato: quelli di Bologna-Torino, finita 1-1, e di Udinese-Cagliari, chiusa sullo 0-1. Al Dall’Ara, è stato Bernardeschi a firmare la rete che ha sbloccato il match e permesso alla Serie A avere un nuovo record.
Il gol non manca mai
—Il dato racconta un avvio di stagione nel quale le porte della Serie A sembrano essersi definitivamente aperte, anche a causa di diversi errori da parte dei portieri. Dopo quattro giornate, peraltro, il massimo campionato era già arrivato alla quinta senza registrare neppure uno 0-0: un altro elemento significativo per una Serie A che, almeno nelle prime settimane, ha fatto del gol una costante.
Pulisic torna titolare al Milan per dimenticare un anno flop
L’ultima dal primo minuto in rossonero per il fantasista risale a fine aprile. E in questo anno solare non ha mai segnato in gare ufficiali, nemmeno in nazionale. Amorim lo schiererà dall’inizio, e il Lecce in A è la sua vittima preferita
Se sta bene – e ora sta bene -, non ci sono ragazzi di belle speranze (Cisse), senatori adattati (Rabiot) o prestiti da decifrare (Hutchinson) che tengano: l’unico vero docente di ruolo, là sulla trequarti, resta lui. Christian Pulisic, l’uomo dei mezzi spazi come piace ad Amorim, il fantasista a cui bastano tre passi per saltare l’uomo e cinque metri per andare al tiro. Gli ultimi spezzoni nei quali è stato chiamato in causa sembrano fatti apposta per dimostrarlo. Non che ci fossero dubbi. Quelli semmai erano sulle sue condizioni fisiche – l’ex Capitan America bussa un po’ troppo spesso alla porta dell’infermeria – e atletiche. Che è poi la spiegazione fornita dall’allenatore dopo le prime tre giornate di campionato in cui Christian è rimasto soltanto a guardare.
quei primi tempi
—Adesso c’è un altro vento che muove la sua maglietta numero 11. Vento – anche – di necessità, perché Cardinale d’ora in avanti si aspetta ragionevolmente di veder giocare i migliori. Senza troppi altri calcoli derivanti dalla “democrazia” del minutaggio utilizzata sin qui da Amorim. Poi, certo, il discorso atletico resta comunque un tema perché Pulisic arriva da un’estate tormentata e trascorsa ai box per oltre un mese a causa della microfrattura rimediata a luglio al Mondiale. Non ha sicuramente i 90 nelle gambe, ma perché continuare – è la riflessione di Cardinale – a inserire a gara in corso i giocatori migliori quando si potrebbe provare l’ebbrezza di fare qualche gol nel primo tempo?
incertezza
—Pulisic in rossonero non gioca dal primo minuto da una vita: era il 26 aprile contro la Juve, e il Milan aveva già imboccato il vicolo cieco che avrebbe portato allo schianto nell’ultima di campionato. In generale, questo al momento resta un annus horribilis per il fantasista americano: guai fisici in serie, la delusione cocente al Mondiale casalingo terminato agli ottavi contro il Belgio, il nuovo e lungo infortunio e, soprattutto, un 2026 senza la gioia di un gol in partite ufficiali. Né col club, né in nazionale. L’unico centro è arrivato a fine maggio in amichevole col Senegal. Christian ha finito con l’accartocciarsi su se stesso e di certo la situazione in casa rossonera non ha agevolato tra l’incertezza estiva sulle modalità con cui Cardinale avrebbe dato vita al nuovo corso e un rinnovo contrattuale che continua a rimanere un’incompiuta. Tutto sempre in stallo, con una scadenza che adesso inizia davvero a incombere – 2027 -, sebbene il Milan abbia la facoltà di esercitare un prolungamento sino al 2028. Ma sono quelle opzioni a cui diventa difficile dare corso se non sono d’accordo entrambe le parti. Servirà, in queste settimane, riannodare i fili delo dialogo perché la storia (soprattutto quella recente rossonera) insegna che andare troppo in là nella stagione con un giocatore in scadenza, non è mai una cosa saggia. Intanto Christian attende il Lecce con un comprensibile sorriso: in Serie A i pugliesi sono il suo bersaglio preferito: 5 gol in altrettanti incroci.
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