Fidelis Andria, Vallarella: «Siamo rimasti in pochi, ecco chi riparte con me per il futuro»


La Fidelis Andria chiude la stagione con una sconfitta interna contro il Pompei, ma il risultato del campo passa inevitabilmente in secondo piano a causa di una tragica notizia che ha colpito la comunità biancoazzurra durante lo svolgimento della gara. Il presidente Giuseppe Vallarella, visibilmente scosso, ha espresso il cordoglio di tutta la società per la perdita di un sostenitore storico della Curva Nord.

«È un clima veramente surreale oggi, purtroppo appena iniziata la partita abbiamo avuto la notizia di questo tifoso, un tifosissimo, uno sempre presente sugli spalti della Fidelis, del nostro stadio, ci ha lasciato un ragazzo giovane, Daniele Lopetuso di 46 anni, uno storico tifoso e quindi siamo tutti veramente addolorati» ha dichiarato il numero uno del club pugliese al termine del match.

La società aveva previsto dei momenti di condivisione per celebrare la chiusura dell’annata, ma la gravità dell’accaduto ha spinto la dirigenza a fare un immediato passo indietro in segno di rispetto. «Avevamo in programma di fare alcune manifestazioni per ringraziare i soci, gli sponsor e la tifoseria però, in segno di lutto, abbiamo annullato tutto quello che era in programma» ha sottolineato Vallarella.

Analizzando invece l’andamento della sfida contro il Pompei, il presidente ha ravvisato una preoccupante somiglianza tra l’ultima gara casalinga e l’intero percorso dei leoni azzurri in questo campionato. «Diciamo che questa partita è stata l’emblema della nostra stagione, abbiamo creato sette-otto palle gol però alla fine su due loro azioni, un mezzo rigore e una palla confusa in area, è andata a finire in porta» ha spiegato con amarezza.

Secondo il massimo dirigente, la mancanza di concretezza sotto porta è stata la costante negativa che ha impedito alla squadra di raccogliere i frutti di quanto prodotto. «Noi abbiamo creato secondo me almeno sette-otto limpide occasioni da gol e non siamo riusciti a buttarla dentro quest’anno purtroppo, e questa partita è proprio l’emblema della nostra stagione sfortunata: creiamo tanto però realizziamo poco» ha ribadito.

In merito alla programmazione per il prossimo campionato di Serie D, Vallarella ha tracciato la strada per il futuro, definendo chiaramente i contorni della compagine societaria che si occuperà di guidare la Fidelis Andria. «Per il futuro praticamente siamo rimasti io e i soci che l’anno scorso mi hanno aiutato a pagare gli stipendi della scorsa stagione che non erano di nostra competenza» ha rivelato il presidente.

La base da cui ripartire sembra essere dunque un gruppo ristretto e fidato di collaboratori che ha già dimostrato solidità nei momenti di difficoltà finanziaria ereditati dal passato. «Siamo rimasti io e questi sette-otto soci storici che mi hanno aiutato, ripeto, a pagare gli stipendi lo scorso anno e praticamente ripartiamo io e questi otto amici nel programmare una stagione che spero sia un po’ più gratificante rispetto a quella di quest’anno» ha concluso Vallarella.

Fonte:NotiziarioCalcio.com

Casarano, mister Di Bari: «Siamo una mina vagante, ho capito le esigenze della squadra e i risultati si vedono»


Il sorriso di mister Di Bari al termine della sfida vinta contro il Monopoli racconta molto più di mille analisi tattiche, segnando un traguardo fondamentale nel percorso dei rossoazzurri. «Diciamo che è un’altra grande soddisfazione che ci troviamo in questo percorso di un anno e mezzo, sapevamo benissimo le aspettative di questa partita, un’aspettativa importante da parte della tifoseria e da parte della società, ma ci tenevamo anche noi» ha esordito il tecnico in sala stampa.

Il momento positivo arriva dopo un periodo complicato che ha richiesto riflessioni profonde e cambiamenti strutturali nel modo di stare in campo della squadra salentina. «Venivamo comunque da due sconfitte in campionato che sinceramente mi hanno fatto crescere perché soprattutto la partita qui col Monopoli abbiamo cambiato sistema di gioco e i risultati si stanno vedendo, perché comunque questa mi sa che è l’ottava partita e sono risultati straordinari di quello che stiamo facendo» ha sottolineato l’allenatore con orgoglio.

L’approccio alla gara è stato uno dei fattori determinanti per scardinare i piani degli avversari, costretti a rivedere i propri assetti già nella prima frazione di gioco. «Siamo stati bravi come approccio, ho visto i miei giocatori belli concentrati e penso che a livello tattico siamo stati bravi perché se poi la squadra avversaria nel primo tempo fa tre cambi significa che era in grossa difficoltà» ha spiegato Di Bari analizzando l’andamento del match.

Nonostante un leggero calo nella ripresa, la gestione della gara è rimasta saldamente nelle mani del Casarano, che ha saputo soffrire quando necessario. «Siamo stati forse meno lucidi il secondo tempo però abbiamo anche sprecato qualche transizione per chiudere definitivamente la partita, ma sono contento, sono molto contento, il Casarano sta bene sotto tutti i punti di vista» ha aggiunto il mister guardando già alle prossime sfide.

L’entusiasmo sembra essere la benzina di un gruppo che non vuole porsi limiti, trasformando la mancanza di pressioni ossessive in una forza propulsiva. «È normale che ora diventa bello ma diventa anche stancante perché comunque domani partiamo per Cosenza e sappiamo tutti le difficoltà che può avere una squadra quando gioca ogni tre giorni» ha ammesso sinceramente il tecnico rossoazzurro.

«C’è una parte del nostro corpo che si chiama entusiasmo che io sono stato sempre attaccato per questa parola ma per me è fondamentale, quindi io spero che questo entusiasmo sia veramente il recupero di questa squadra e andiamo a Cosenza a giocarci a viso aperto» ha proseguito Di Bari con determinazione. «Quello che succede succede, però è normale che ora ci prendiamo anche gusto, andremo a giocarci la nostra partita a Cosenza sapendo che ci vuole umiltà però ci proviamo» ha ribadito con forza.

Il legame con la piazza di Casarano si è ulteriormente rafforzato dopo questo successo, celebrato con grande partecipazione anche dai tifosi rimasti in città. «Non ho regalato io la felicità ma abbiamo fatto una cosa insieme, purtroppo io sono sempre convinto che i grandi risultati avvengono con l’unione, è la prima parola che io ho detto quando sono arrivato il 12 o 13 dicembre l’anno scorso» ha ricordato l’allenatore.

«Abbiamo avuto un’unità di intenti tutti e abbiamo fatto cose straordinarie, ci siamo persi un po’ nel momento negativo ma sono contento perché io vivo a Casarano da un anno e mezzo e sto bene col presidente, è un rapporto bellissimo» ha confessato. «È normale che mi lego sempre di più ed è normale che questo progetto, l’ho sempre detto, lo sento mio» ha concluso Di Bari evidenziando il senso di appartenenza che lo lega ai colori sociali.

Analizzando le sfide passate contro lo stesso avversario, il tecnico ha evidenziato come la maturità tattica sia stata la chiave per ribaltare l’inerzia dei precedenti scontri stagionali. «La prima partita l’abbiamo persa per un episodio perché fino al 66° il Monopoli non era entrato in area, poi ci siamo un po’ persi» ha spiegato Di Bari entrando nel dettaglio del lavoro svolto con lo staff.

«In quel momento la squadra non stava benissimo fisicamente per fare un calcio uno contro uno a tutto campo, quindi ci siamo messi di reparto e questo mi fa crescere perché io penso che nel calcio non ci voglia integralismo» ha affermato con estrema onestà intellettuale. «Bisogna essere intelligenti, io non mi reputo un allenatore forte ma mi reputo una persona molto intelligente, quindi ho capito l’esigenza della squadra che avevo in quel momento e ci siamo adattati».

Le individualità hanno fatto la differenza in un contesto collettivo che funziona, a partire da figure di esperienza che portano equilibrio e qualità alla manovra. «Maiello lo chiamiamo il professore perché è troppo intelligente, è un giocatore che riesce a capire dove stare e come stare, è un leader in campo ed è un ragazzo che ti porta entusiasmo» ha dichiarato il tecnico spendendo parole importanti per il suo centrocampista.

«È un giocatore che ho voluto a tutti i costi, mi è dispiaciuto perché anche lui ha vissuto qualche critica di troppo, avere Maiello a Casarano deve essere un privilegio» ha sottolineato Di Bari difendendo le scelte di mercato fatte dalla società. Un plauso è andato anche all’autore del gol vittoria, capace di essere decisivo nel momento più importante della stagione.

«Ciccio Grandolfo è un professionista come pochi, un ragazzo che fa della sua professionalità l’arma migliore e si sta trovando bene» ha commentato il mister riguardo all’attaccante. «Siamo contenti per il gol, so che è il suo dodicesimo centro senza calciare i rigori, l’abbiamo aspettato anche fin troppo perché doveva arrivare prima ma ho detto: o Grandolfo o nessuno».

«Sa benissimo lui quanto l’ho desiderato e quanto l’ho voluto, ed è normale che ora i fatti mi diano ragione» ha concluso Di Bari chiudendo la conferenza con la soddisfazione di chi ha visto premiato il proprio lavoro e la propria visione calcistica. Il Casarano ora guarda avanti, conscio di essere diventato una mina vagante temibile per chiunque in questi playoff.

Fonte:NotiziarioCalcio.com

Fasano, Padalino avvisa tutti: «I playoff contro la Paganese? Sarà una gara completamente diversa»


Il Fasano chiude la stagione regolare tra gli applausi scroscianti del proprio pubblico, travolgendo la Paganese con un punteggio tennistico che certifica lo stato di grazia della formazione pugliese. Al termine del match, il tecnico Padalino ha analizzato la prestazione dei suoi ai microfoni di Antenna Sud, sottolineando la professionalità del gruppo.

«Abbiamo onorato il campionato fino alla fine. Sono contento perché era importante chiudere bene davanti ai nostri tifosi» ha esordito l’allenatore, visibilmente soddisfatto per l’atteggiamento mostrato in campo dai suoi calciatori nonostante il traguardo della promozione diretta fosse ormai sfumato.

Nonostante la pioggia di reti, il mister ha ammesso con onestà che il piazzamento d’onore non era nei pensieri immediati della squadra durante lo svolgimento della gara. «Francamente, anche quando abbiamo realizzato i gol non pensavamo di riuscire ad arrivare secondi. L’importante era finire con una vittoria il nostro campionato».

Il successo odierno funge da antipasto per quello che sarà il primo turno degli spareggi, dove il Fasano incrocerà nuovamente il destino dei campani. Tuttavia, Padalino ha voluto gettare acqua sul fuoco dei facili entusiasmi, prevedendo uno scenario tattico e agonistico del tutto differente.

«Vedremo poi cosa succederà nei playoff. Partendo dal presupposto che i playoff hanno importanza relativa, sono sicuro che la gara che ci aspetta di nuovo contro la Paganese sarà completamente diversa. Come questa settimana ci prepareremo per provare a vincere» ha ribadito con fermezza il tecnico.

L’intervista è stata anche l’occasione per affrontare un tema d’attualità che ha coinvolto il calciatore Corvino, legato alla sua partecipazione alla Kings League. L’allenatore ha espresso un parere ponderato sulla competizione, pur evidenziando le criticità legate al calendario agonistico tradizionale.

«Non sono contro la Kings League, credo però che vada gestita in modo diversa. Se un giocatore si fa male in un momento cruciale del campionato, è difficile. Andrebbe giocato in altri tempi» ha spiegato Padalino, ponendo l’accento sulla tutela fisica degli atleti durante la stagione regolare.

In chiusura, il mister ha ricordato come l’autonomia decisionale dei club resti l’unico vero filtro per evitare situazioni spiacevoli. «Per fortuna ogni società può decidere se mandare o meno un calciatore. Adesso però stacchiamo la spina per un attimo e focalizziamoci solo sull’obiettivo dei playoff».

Fonte:NotiziarioCalcio.com

Top & Flop di Monopoli-Casarano


Impresa del Casarano che vince a Monopoli e stacca il pass per il secondo turno dei play off di serie C per la promozione in serie B. Finisce, invece, la stagione del Monopoli con una partita sicuramente molto al di sotto delle proprie possibilità e caratterizzata da molti errori tecnici. Il Casarano non ha sbagliato praticamente nulla e ha costruito la sua vittoria soprattutto nel primo tempo realizzando le due reti che risulteranno poi decisive. Nella prima frazione di gioco si nota subito un Monopoli molto contratto e un Casarano paradossalmente più sciolto. La squadra di Di Bari si rende subito pericolosa con una carambola nell’area di rigore del Monopoli che vede il portiere di casa Albertazzi compiere un intervento in respinta piuttosto difficile. Sempre il Casarano, subito dopo, riesce a sbloccare il risultato con una violenta conclusione di Ferrara che sorprende Albertazzi. Passa qualche minuto e arriva il raddoppio del Casarano con l’ex Grandolfo che di testa finalizza un bel cross di Versienti. Il Monopoli sembra anestetizzato e non produce, di fatto, nulla. Nella ripresa Colombo cambia tre pedine ma il canovaccio della partita sembra non cambiare. Il Monopoli fa fatica a proporsi e il Casarano si difende con ordine. I padroni di casa si rendono vivi con una conclusione al volo di Battocchio con sfera che termina di poco fuori. Il Casarano, in ripartenza, sfiora il tris con Chiricò il quale si presenta in area di rigore ma il suo tiro è bloccato da Albertazzi. Nel finale il Monopoli prova a spingere e va vicino al gol con Vinciguerra che con un diagonale sfiora il palo. E’, di fatto, l’unica palla gol vera creata dal Monopoli. Finisce tra i fischi del pubblico di Monopoli deluso dalla prestazione dei suoi beniamini che, mestamente, chiudono la stagione. Per il Casarano grande vittoria e, ora, squadra salentina chiamata ad una nuova impresa. Mercoledi 6 maggio, infatti, i rossoazzurri andranno a far visita al Cosenza per il secondo turno dei play off.

TOP

Battocchio ( Monopoli): il capitano è l’ultimo a mollare e le prova tutte soprattutto nel secondo tempo con un tiro al volo di poco fuori. MAI DOMO

Versienti ( Casarano): fa l’assist a Grandolfo per il raddoppio dei rossoazzurri e gioca una grande partita non fermandosi mai. MOTORINO

FLOP

Manzi ( Monopoli): stavolta il guerriero di mille battaglie incappa in una serata negativa con alcuni errori di impostazione. DISTRATTO

Nessun giocatore del Casarano merita l’insufficienza. Tutti i giocatori del Casarano disputano una partita ottima stando concentrati per tutti e novanta e più minuti con pochissime sbavature.

Fonte:TuttoC.com

Manfredonia, missione compiuta. Il patron Rotice: «Salvezza sofferta, ma stiamo costruendo un modello vincente e sostenibile»


È un traguardo che sa di liberazione, arrivato all’ultimo respiro ma per questo ancora più dolce. Il Manfredonia Calcio 1932 conquista la salvezza nell’ultima giornata di campionato contro l’Acerrana e si garantisce la permanenza in Serie D per il terzo anno consecutivo (quarta volta totale nella storia recente del club). Un risultato sudato, figlio di un’annata complessa ma affrontata con una chiara visione societaria.

A farsi portavoce della gioia dell’intero ambiente biancoceleste è il patron Gianni Rotice, che nel post-partita ha analizzato a caldo le emozioni e i significati di questa impresa, elogiando la compattezza dell’ambiente.

“Sì, il traguardo è stato raggiunto all’ultima giornata, in una partita che come al solito ci ha fatto soffrire – ha esordito Rotice –. Pensavamo di salvarci con qualche giornata di anticipo, ma l’abbiamo fatto oggi. La soddisfazione resta grandissima: un applauso immenso va a questi ragazzi, a tutto lo staff, al mister e a tutti coloro che sono stati intorno alla squadra. Tutta la struttura e tutta la società hanno dimostrato di muoversi all’unisono verso un’unica direzione”.

Una direzione tracciata la scorsa estate, quando la dirigenza ha deciso di voltare pagina, puntando su una linea verde e su conti in ordine. “È un percorso iniziato con questo anno calcistico, in cui si è dato vita a un progetto nuovo, in discontinuità col passato. Un progetto che metteva al centro persone e gruppi che hanno amato e dimostrato di amare il Manfredonia. Persone che, di volta in volta, dentro e fuori dal campo, hanno costruito quella bellezza che oggi si chiama ‘salvezza’. È logico che recriminiamo qualche punto perso per strada, ma alla fine ci godiamo per il terzo anno consecutivo questa permanenza in D. La bontà di questo progetto è certificata dal fatto che finiamo con più punti rispetto agli anni precedenti. Da qui ripartiamo: bisogna dire bravi a questi ragazzi, che sono cresciuti giorno dopo giorno”.

Il patron sipontino rivendica con orgoglio le fondamenta di quello che definisce un vero e proprio “Modello Manfredonia”: “A fianco al risultato sportivo c’è anche il dato finanziario, con il mantenimento dell’equilibrio dei conti. Partiamo da una squadra che ha un’età media bassa e che può soltanto crescere. Ragazzi e under che hanno dimostrato di voler bene a questa maglia, e soprattutto i giovani del settore giovanile e della ‘Scuola Calcio’ che iniziano ad affacciarsi alla prima squadra. Questo è un modello che cresce in maniera forte, ma che, per continuare a farlo, deve essere sostenuto. Ci aspettiamo, da parte delle istituzioni e di tutti, quella vicinanza non solo in termini di procedure, ma per rendere questa società e questa città calcistica sempre più grandi. Deve esserci una sinergia totale che metta sempre al centro la crescita dei nostri giovani”.

Fondamentale, in questa rincorsa all’obiettivo, è stato l’apporto incondizionato della piazza e dei tifosi, accorsi numerosi anche in trasferta ad Acerra. “L’importanza del gruppo è stata fondamentale, così come il fare gruppo con i tifosi. La gradinata e i sostenitori che erano qui ad Acerra ci hanno spinto, e questo clima di armonia ha aiutato il progetto a crescere. I tifosi sono stati determinanti, il loro sostegno lo abbiamo avvertito ovunque. Il bello di questo percorso è che sta avvicinando le famiglie, sta avvicinando la gente alla squadra e al brand Manfredonia Calcio”.

E dopo la tensione, è finalmente arrivato il momento di sciogliere le righe e lasciarsi andare alla gioia. Rotice ha infatti chiamato a raccolta un’intera città per la serata: “L’invito lo faccio a tutti quelli che ci hanno sostenuto: vi aspetto per stare tutti assieme al Miramare stasera alle ore 20:00, al nostro ritorno, per goderci questo momento con tantissima gioia. Consentitemi, dopo tanta sofferenza per un anno che ci ha visti su tutti i campi lottare, alla fine è logico che ci meritiamo il grande urlo: Forza Manfredonia!”

Fonte:NotiziarioCalcio.com

Futuro Barletta, parla Mister Paci: «Ecco cosa ci siamo detti dopo la sconfitta col Nardò e cosa accadrà ora»


Nonostante il clima di festa che circonda il Barletta per il traguardo raggiunto, la sconfitta subita contro il Nardò ha lasciato un retrogusto amaro in Mister Massimo Paci. Il tecnico, intervenuto ai microfoni di Antenna Sud, ha voluto analizzare il momento della squadra con la consueta schiettezza, non nascondendo un certo disappunto per l’atteggiamento visto in campo.

«Non mi dà tanto fastidio perdere, quanto vedere la squadra non dare tutto in campo. In questa partita è mancato quel mordente che ci ha contraddistinto per tutto il cammino, e questo è un aspetto che un allenatore fatica sempre ad accettare, anche quando l’obiettivo principale è stato ormai messo in bacheca».

Il tecnico ha però voluto immediatamente riportare l’attenzione sull’eccezionale percorso compiuto dai suoi uomini durante tutto l’arco della stagione, rivendicando con forza la legittimità del primato ottenuto in un girone complesso come quello della Serie D.

«Abbiamo fatto un grande campionato, dove abbiamo meritato il primo posto e la promozione. Non bisogna dimenticare da dove siamo partiti e quanto lavoro sia stato necessario per arrivare fin qui. I ragazzi sono stati encomiabili per lunghi tratti della stagione e questo risultato è il giusto premio per una piazza che ha sempre spinto forte».

Il tema caldo, tuttavia, resta quello legato alla prossima stagione e alla permanenza dell’allenatore sulla panchina biancorossa, un nodo che verrà sciolto molto presto attraverso un confronto diretto con la dirigenza del club.

«Nei prossimi giorni mi incontrerò con la società per definire il futuro. È necessario sedersi a un tavolo e capire quali siano le intenzioni e i progetti per affrontare la categoria superiore. C’è stima reciproca, ma come sempre nel calcio bisogna essere allineati su tutto per poter proseguire un cammino insieme».

Il Barletta si prepara dunque a vivere settimane intense, sospeso tra la gioia per il ritorno tra i professionisti e la necessità di blindare i protagonisti di questa cavalcata trionfale, a partire proprio dalla guida tecnica.

«Il calcio vive di programmazione e di stimoli. Ora è il momento di godersi quanto di buono fatto, ma con la consapevolezza che il futuro si costruisce da adesso. Vedremo cosa emergerà dal colloquio con la proprietà, l’importante è il bene di questa maglia e di questi colori».

Fonte:NotiziarioCalcio.com

Cerignola, Maiuri: “Usciamo a testa alta, ma alcune decisioni arbitrali…”


Vincenzo Maiuri, tecnico del Cerignola, come riportato da Antenna Sud ha parlato dopo l’eliminazione dai playoff per mano del Crotone: “Usciamo con un pareggio che ci consente comunque di lasciare la competizione a testa alta. La squadra ha interpretato bene la partita, mantenendola in equilibrio come doveva fare. Il gol subito ci ha messo in difficoltà, siamo riusciti a reagire, ma purtroppo troppo tardi. Ci sono stati episodi che fanno discutere. In altre occasioni magari siamo stati anche favoriti, ma oggi alcune decisioni arbitrali ci hanno penalizzato. Detto questo, sarebbe un alibi soffermarsi troppo su questi aspetti: preferisco fermarmi qui e sottolineare la prestazione della squadra”.

“A fine gara mi sono anche emozionato nel salutare i ragazzi, perché quello che hanno fatto resta. Sono usciti dai momenti difficili con carattere, appartenenza e personalità: non era semplice, e per questo sono orgoglioso di loro. Peccato non essere riusciti ad andare avanti. Quando sono arrivato l’obiettivo era fare un buon campionato, e la salvezza è stata raggiunta con largo anticipo. Poi, una volta arrivati ai playoff, è normale crederci fino in fondo. Ci fermiamo sull’1-1, ma resta il percorso fatto, anche nei momenti complicati come le cinque sconfitte consecutive, quando i tifosi non ci hanno mai fatto mancare il loro sostegno”.

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Gravina, Ragno a testa altissima: «Stagione straordinaria. Abbiamo raggiunto 55 punti e ci siamo seduti al tavolo delle grandi»


Si chiude con una vittoria di prestigio (3-2 contro la Real Normanna) il campionato del Gravina, ma i tre punti non bastano per agguantare il treno playoff a causa della contemporanea vittoria del Nardò sul Barletta. In sala stampa, però, mister Nicola Ragno traccia un bilancio estremamente positivo della stagione dei gialloblù, rivelando un retroscena legato a un “bigliettino” scritto ad inizio anno.


“Abbiamo fatto un grandissimo campionato, indipendentemente dal risultato di oggi che, pur con la vittoria, non ci ha consentito di partecipare ai playoff”, esordisce il tecnico. “Se guardiamo il nostro percorso dall’inizio del campionato, direi che è stato diviso in due parti: la prima con numeri da salvezza, chiusa a 22 punti, e poi un girone di ritorno in cui ne abbiamo fatti ben 33. È una media da promozione diretta o quasi. Andando in crescendo, bisogna dire grazie a questi ragazzi che anche oggi hanno fatto una grande prova. Forse, complice il caldo, ci siamo mangiati qualche gol di troppo che ci avrebbe permesso di chiudere la partita prima, ma alla fine quando subisci un gol diventa tutto più difficile perché l’avversario ci crede e noi incontravamo una grande squadra, il cui valore non dipendeva solo da noi. Abbiamo accettato serenamente questo risultato e posso essere fiero di quello che si è fatto”.


Ragno sottolinea la capacità del gruppo di superare gli ostacoli: “Ci sono stati dei momenti non bellissimi, ma ne siamo usciti alla grande con il grandissimo lavoro fatto tutti insieme. Sapevamo la forza di questa squadra e ritengo che alla fine abbiamo raccolto quello che abbiamo seminato. La società è contenta: non era facile in un Girone H difficilissimo. Basta guardare le squadre che hanno investito tanto e che ora si giocheranno anche i playout. Essere arrivati quinti a pari merito è un grande risultato, ci siamo seduti al tavolo delle grandi”.


Incalzato su cosa prevalga tra la gioia per il percorso e il rimpianto per i playoff sfumati all’ultimo respiro, l’allenatore non ha dubbi: “Non si può tornare indietro. Partiamo dal presupposto che siamo partiti in ritardo, e quando parti in ritardo qualcosa inevitabilmente la perdi per strada. Abbiamo avuto quattro momenti, due positivi e due negativi, in cui abbiamo subito 3-4 sconfitte consecutive, scivolando in zona playout. Ma alla fine siamo cresciuti tanto e abbiamo ottenuto ciò che pensavamo potesse dare questa squadra. Purtroppo, abbiamo pagato gli infortuni: non in tre reparti, ma la sfortuna di aver avuto infortuni consecutivi solo tra i difensori centrali. Questo in un campionato difficile lo paghi. Se devo cercare la vera differenza, forse l’ha fatta la partita in casa col Nardò: eravamo avanti 2-1 e abbiamo subito il pari negli ultimi minuti. Senza quel risultato, chissà. Resta però il fatto che siamo il quarto miglior attacco del torneo, con quasi 50 gol fatti e 16 vittorie”.


Sul fronte della programmazione futura, il tecnico predica calma ma traccia la rotta: “Parlare di programmi dopo pochi minuti dalla fine della stagione è troppo presto. Sicuramente, se dovessimo ripartire, il primo pensiero andrà a ciò che di buono è stato fatto quest’anno. Valuteremo il lavoro dello staff tecnico, il mio lavoro e quello dei ragazzi. Tutti quanti siamo usciti con una gestione equilibrata da un momento molto delicato, grazie alla compattezza societaria, dello spogliatoio e di un lavoro coordinato con l’area tecnica. E non posso non sottolineare la vicinanza di una tifoseria straordinaria, che non ci ha mai fatto mancare il sostegno. Aver finito bene, con entusiasmo, sarà un motivo per facilitare un nuovo inizio. L’obiettivo della società era incardinare un quinquennio nel migliore dei modi. Quest’anno abbiamo centrato tre obiettivi: ridare entusiasmo a una piazza che lo aveva parzialmente perso, fare un campionato il più possibile vicino al tavolo delle grandi, e iniziare a strutturare il settore giovanile. La società ora si prenderà un paio di settimane per ricompattarsi, poi sono certo che avrà tutte le carte in regola per ripartire”.


Infine, Ragno svela un aneddoto: “All’inizio dell’anno, su un bigliettino che tenevo nel portafogli, avevo scritto un numero: 55. Era il mio obiettivo di punti per questa stagione. L’ho tirato fuori oggi: ci abbiamo creduto fino alla fine e li abbiamo raggiunti. È la chiusura di un cerchio”.

Fonte:NotiziarioCalcio.com