Inter, cade il tabù scontri diretti: col Real per confemarsi

Nel 1967 l’unico successo nerazzurro al Santiago Bernabeu, lo stadio dove vinse il Triplete nel 2010. Chivu giocò titolare contro il Bayern 

E fu così che anche Chivu s’infastidì: “Sono stufo del discorso sugli scontri diretti. L’anno scorso l’Inter si poteva attaccare solo su questo e sull’eliminazione col Bodo”. Ora lo scenario sembra cambiato. Alla prima gara utile, contro un Napoli mai superato nelle ultime cinque sfide e di fronte a un Max Allegri con cui era uscito sconfitto due volte su due, l’allenatore nerazzurro ha battuto la prima big dell’anno mettendo in soffitta un fastidioso tabù, almeno per il momento. Il campionato è lungo, la Champions sta per iniziare e le sfide di livello contro le big saranno ancora molte. Tuttavia, dopo un 3-2 in rimonta che resterà nella storia dell’annata e forse anche del club, Chivu s’è tolto qualche sassolino. “Per me sono tutti scontri diretti. Si gira sempre come si vuole riportare, anche perché la negatività porta la notizia e i click”. 

crescita

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Un breve recap dell’annata scorsa. L’Inter campione d’Italia e di coppa ha battuto solo una volta la Juventus – nella partita della nota simulazione di Bastoni con tanto di rosso a Kalulu -, poi ha perso entrambi i derby, perso l’andata col Napoli e pareggiato al ritorno, oltre ad essere uscita sconfitta dall’Allianz contro i bianconeri a inizio campionato. In Champions invece – se consideriamo le sfide più importanti – ha battuto solo il Borussia Dortmund, perdendo contro Atletico, Liverpool e Arsenal. A referto anche il bel successo contro l’Ajax all’Amsterdam Arena. Insomma, qualcosa da migliorare c’era. Da qui la “narrazione” relativa ai big match, anche se Chivu l’ha ribaltata a suo favore alla prima partita utile. L’Inter l’anno scorso ha battuto anche tre volte il Como in modo netto, rifilato cinque gol alla Roma e sette alla Lazio in tre partite, Coppa Italia compresa. Il pensiero di Chivu è sempre stato il seguente: “Tutte le partite sono importanti”. Tant’è che l’Inter ha vinto lo scudetto col miglior attacco del campionato con 89 reti, 24 in più dei comaschi.

ora il real

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Il Bernabeu è un’occasione d’oro per ribadire che i suoi sono cambiati, anche se da quelle parti l’Inter non vince da quando la Spagna era ancora sotto la dittatura franchista. Un altro mondo. L’unica vittoria a casa Blanca risale al primo marzo del 1967, quarti di finale di ritorno della vecchia Coppa dei campioni, 2-0 secco con gol di Renato Cappellini e autorete di Zoco. L’allenatore era Helenio Herrera. Il tridente del Real era composto da Gento, Amancio e Grosso. Nell’Inter c’erano Sandro Mazzola e Giacinto Facchetti. L’ultima vittoria in assoluto contro i Blancos è del 25 novembre 1998 invece, fase a gironi di Champions, 3-1 a San Siro con doppietta di Baggio e guizzo di Zamorano. Tuttavia, il Bernabeu resterà sempre lo stadio del Triplete, della Champions e del 2-0 al Bayern. Chivu giocò da titolare. Ci tornerà da allenatore dopo 16 anni. Due gli obiettivi: vincere e creare nuovi ricordi. 

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6 SETTEMBRE 2026 SERIE C – SALERNITANA – CAVESE 1-1

Fonte: TeleRegione Color Official Youtube channel

6 SETTEMBRE 2026 SERIE C – CASERTANA – SCAFATESE 2-2

Fonte: TeleRegione Color Official Youtube channel

6 SETTEMNRE 2026 SERIE D – REAL FORIO – BRINDISI 4-1

Fonte: TeleRegione Color Official Youtube channel

7 SETTEMBRE 2026 SERIE D – NARDO’ – BISCEGLIE 0-2

Fonte: TeleRegione Color Official Youtube channel

Brindisi, il ds Righi si prende tutte le colpe: «La responsabilità è mia perché la squadra l’ho fatta io»


Il pesante passivo di quattro reti a una subito sul campo del Real Forio lascia strascichi profondi in casa Brindisi, dove la sconfitta maturata nell’ultimo turno di campionato ha aperto una riflessione immediata all’interno dell’ambiente biancazzurro. Al termine della sfida, il direttore sportivo della formazione adriatica, Righi, si è presentato di fronte ai giornalisti per fare il punto sulla contesa, assumendosi pienamente l’onere della prestazione negativa fornita dalla squadra.

Il dirigente del club ha analizzato senza troppi giri di parole la debacle patita sul terreno di gioco dell’isola verde, sottolineando la superiorità mostrata dagli avversari di giornata: «I passaggi a vuoto sono tutti difficili da mandare giù, ma guardando la realtà dei fatti è persino preferibile che certe figuracce arrivino nelle battute iniziali della stagione. Nella giornata odierna il Real Forio ha disputato una prova semplicemente eccezionale, che mi ha impressionato in positivo sotto tutti i punti di vista».

Nel corso della sua disamina, il direttore sportivo ha evidenziato come l’iniziale situazione di punteggio favorevole non avesse comunque rispecchiato i reali valori espressi sul campo dalle due compagini: «Persino nei momenti in cui siamo riusciti a portarci in avanti nel punteggio, la percezione netta era che quel vantaggio non fosse affatto meritato per quanto stavamo producendo. La responsabilità di questo risultato ricade interamente sul sottoscritto, dal momento che l’organico l’ho allestito io in prima persona e se in questa domenica non sono stato in grado di trasmettere i giusti stimoli o di indovinare le scelte sui calciatori, la colpa è da attribuire esclusivamente al direttore sportivo».

In conclusione del suo intervento, il dirigente dei biancazzurri ha comunque riconosciuto la buona volontà mostrata dalla squadra, indicando però la strada tattica e caratteriale che il gruppo dovrà intraprendere per rialzare la testa: «Sul piano dell’impegno i ragazzi hanno provato a combinare qualcosa in campo, tuttavia da qui in avanti dobbiamo compiere un salto di qualità importante e cercare di assumere un atteggiamento del tutto simile a quello esibito dal Forio».

Fonte:NotiziarioCalcio.com

Fabio Capello: “La Roma è davvero l’anti-Inter”

L’ex allenatore giallorosso: “Gasperini ha voluto due titolari per ruolo e ha fatto bene: i risultati si sono visti. Ma occhio a…”

L a stessa fame, la stessa anima forte. Fabio Capello rivede nella Roma di Gasp lo spirito della squadra tricolore del 2001. E spiega perché può credere nello scudetto: “Perché ha proseguito sullo stesso itinerario della scorsa stagione e sta mantenendo lo stesso atteggiamento con una base di gioco e qualità importante: in più ha schierato un giocatore nuovo, Mora, che si è già inserito perfettamente nei meccanismi della squadra. L’avevo detto anche venti giorni fa: l’anti-Inter in effetti è la Roma”. 

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Potenza, Tisci: “Vittoria non facile, il Monopoli ha grande qualità”


Ivan Tisci, allenatore del Potenza, ha commentato in sala stampa la vittoria di misura sul Monopoli, terzo successo consecutivo che porta i lucani in vetta al girone C a punteggio pieno, partendo da una riflessione sul valore di una vittoria sofferta rispetto a un successo netto: “Questo è un punto per me cruciale, l’ho detto a fine partita negli spogliatoi ai ragazzi: è chiaro che è sempre bello vincere soffrendo il meno possibile, ma una gara così può temperare di più il gruppo, può far capire a questi ragazzi che il girone è difficile, che tutte le partite sono complicate, e che quando non riesci a chiuderle devi essere bravo anche a difenderti con ordine. Credo che oggi i ragazzi, sotto questo punto di vista, siano stati bravi. Giocavamo contro un’ottima squadra, che farà un ottimo campionato perché ha elementi importanti per la categoria e un’ottima organizzazione di gioco: siamo stati bravi noi a creargli difficoltà nel primo tempo, poi i ragazzi hanno lavorato bene anche nella fase di non possesso, ed è un aspetto su cui lavoriamo, quindi sono contento”.

Sulla scelta, nei minuti finali, di cambiare contemporaneamente le due punte esterne e il centravanti invece di irrigidirsi con cambi più conservativi: “Io e il mio secondo cerchiamo di leggere il più possibile le situazioni, e ogni partita fa storia a sé: non sempre si può lavorare nello stesso modo. Oggi abbiamo pensato fosse giusto cambiare i tre davanti perché avevano spinto tantissimo per settanta minuti, ed erano stati molto bravi in entrambe le fasi: quando chiedi questo tipo di lavoro ai tuoi attaccanti, la coperta diventa corta e devi fare una scelta. Non sono uno a cui piace aggiungere il difensore in più, ma non è una regola fissa, potrebbe succedere anche in futuro: non bisogna essere testardi, cerco di fare quello che leggo in quel momento. Avendo tre giocatori forti, e altri in panchina che non potevano entrare, cambiare i tre davanti era un modo per continuare a dare pressione, per far arrivare il meno possibile gli avversari nella nostra area, visto che il loro obiettivo era occupare l’area di rigore con due attaccanti molto pericolosi. Siamo stati bravi a restare il più possibile lontani dalla nostra area: era l’obiettivo, ci siamo riusciti con la giusta sofferenza, e oggi questa scelta ci ha ripagato. Vedremo in futuro se sarà il caso di ripeterla o fare altro, ma l’atteggiamento deve essere questo”.

A chi in sala stampa ha elogiato l’intesa a centrocampo tra Bando e De Marco – coppia giovanissima capace di neutralizzare un reparto di qualità come quello del Monopoli, con Battocchio, Garritano, Greco e Scipioni – il tecnico rossoblù ha voluto sottolineare un concetto: “Trovo ingeneroso parlare del fatto che De Marco possa essere oscurato dal ricordo di Lucas Felipe, che non c’è più: è un giocatore forte, e ho sempre detto che averlo o non averlo avrebbe fatto differenza. Oggi lavoriamo con due ragazzi giovani che possono avere un futuro roseo se continuano così, magari facendo anche loro il salto che ha fatto Lucas Felipe. Sull’altro ragazzo: da quando abbiamo iniziato lavora e crede molto in quello che gli proponiamo, un allenatore può proporre tante cose, ma se dall’altra parte non trovi ragazzi che ci credono e provano a metterle in campo, diventa complicato. Oggi lo stanno facendo, i risultati e le prestazioni gli danno ragione. Sono ancora giovani, ci sono momenti in cui mi fanno anche un po’ arrabbiare, ma fa parte del percorso: continuiamo a lavorare con loro come con gli altri, penso anche ai ragazzi che hanno giocato l’altra sera, tutti giovani e importanti. Sono molto contento di questa intesa a centrocampo. Il Monopoli è davvero un’ottima squadra, costruita bene: ho incrociato il loro direttore sportivo e mi sono complimentato con lui, e non lo dico per essere banale dopo una vittoria, è una squadra che abbina qualità, intensità e struttura, come piace a me. Non era facile, e non si può mai annullare un avversario: bisogna limitarlo il più possibile sfruttando le proprie caratteristiche, e ci siamo riusciti”.

Sull’episodio dell’86’, quando la squadra ha temporeggiato in mezzo al campo aspettando un movimento degli attaccanti che non è arrivato: “Li avevo messi lì proprio per avere il coraggio di andare in avanti, sapendo che con quelle caratteristiche sarebbe stato difficile per loro contenerli – sia nel tenere palla per farci salire, sia nell’attaccare la profondità. Stessa cosa per i due esterni scelti: l’idea era continuare a spingere e provare a chiuderla senza perdere l’equilibrio a centrocampo. Sinceramente mi sono arrabbiato non tanto per il mancato movimento in avanti, quanto per una leggera superficialità nella gestione del pallone in quella situazione – può starci per la stanchezza, ma nel loro percorso di crescita devono imparare che a volte bisogna essere anche un po’ meno puliti e più sporchi, perché conta essere concreti. Ci lavoreremo”.

Tisci trova anche qualche aspetto negativo nella vittoria: “Quello che emerge di più è che dopo il primo tempo, e anche dopo l’inizio del secondo, avremmo dovuto chiudere prima la partita: nella ripresa abbiamo avuto un paio di situazioni importanti, anche con Castorani. C’è sempre da migliorare, ma resto soddisfatto delle due fasi, affrontate con grande attenzione e spirito. È sempre bello vincere largamente, anche perché chiudendo prima le partite non dai la possibilità agli avversari di restarci dentro: i nostri attaccanti hanno qualità importanti, e lavoreremo in allenamento per renderli più cinici, più precisi e lucidi nelle scelte finali. Oggi comunque siamo stati abbastanza lucidi, mi viene in mente la scelta di Gianluca D’Auria, che è stata quella giusta anche se sfortunata nel non trovare l’angolino: l’importante, per me, è sempre arrivare alla conclusione. Mi arrabbio di più quando sbagliamo le scelte, come quando nel primo tempo abbiamo forzato troppo la verticalizzazione diretta, che oggi non era la strada giusta: era più semplice arrivare con l’ampiezza, perché loro erano molto bravi a chiudere la profondità. Quando l’abbiamo capito, siamo stati pericolosi: lavoreremo per migliorare anche questo, ma mi tengo l’1-0”.

Sui due episodi arbitrali della gara – il gol annullato al Monopoli a fine primo tempo e il raddoppio annullato a Selleri nella ripresa – il tecnico si è detto soddisfatto della gestione del direttore di gara: “Direi di sì, perché comunque la possibilità di rivederlo con la FVS c’è sempre: se non ci fosse stata, la partita magari andava sul 2-0, ma sono cose che capiteranno anche in futuro. Sul contatto di mano nel secondo episodio ne ho parlato con il quarto uomo: è da valutare, perché di solito un’autogiocata non va fischiata, era un rimpallo e il braccio era vicino al corpo del giocatore, quasi una protezione. L’arbitro ha avuto la possibilità di rivederla e ha scelto così. Stessa cosa per la situazione di fine primo tempo sul fallo di mano: anche lì la sensazione era che il loro difensore avesse alzato il braccio, ma la spiegazione dell’arbitro è stata che, rivedendola, il pallone non ha colpito il braccio ma la spalla. Io credo sempre alla buona fede: è un arbitro esperto, al quinto anno, che conosce bene le regole e la categoria, quindi non credo abbia avuto difficoltà a decidere in un senso o nell’altro. Ci prendiamo quello che ha deciso, sarà così anche in futuro, e speriamo di avere un pizzico di fortuna in più”.

Guardando al doppio impegno esterno della prossima settimana, con il Potenza reduce da tre vittorie su tre: “Lo stato mentale è buono, lo era anche prima della partita: i ragazzi stanno bene, le vittorie aiutano, aumenta l’autostima e la consapevolezza di quello che possiamo fare, senza però volare troppo alti. Aver fatto nove punti è tanta roba, ma il campionato è lungo e complicato: so che arriveranno momenti di difficoltà, fa parte del percorso, cercheremo di farli arrivare il più tardi possibile o di superarli, perché l’equilibrio deve essere questo. Venerdì prossimo affronteremo la Salernitana, un’altra partita difficile ma bella: ci arriviamo mentalmente e fisicamente bene, con una classifica che dice tanto ma non significa nulla, dobbiamo prepararla come sempre. Quando lavori dopo una vittoria, la settimana la vivi con un sorriso diverso: io cercherò comunque di non mollare, di spingere, perché non mi fido di nessuno, nemmeno degli avversari. Studio molto, sapevo dove venivo, conoscevo l’ambiente. Sono contento e felice di questa esperienza, sarò sempre a disposizione di tutti: so che ci saranno momenti in cui le cose non andranno bene, e chiedo proprio a chi ci ha applaudito oggi di starci vicino anche in quei momenti. Mi sono goduto la curva da lontano a fine partita: vedere i miei ragazzi festeggiare insieme è una soddisfazione, perché lavoriamo anche per questo”.

Fonte:TuttoC.com

𝐅𝐢𝐧𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐔𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞: 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐚𝐳𝐳𝐮𝐫𝐫𝐚 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚 𝐢𝐧 𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐭𝐚 𝐬𝐮𝐥 𝐆𝐚𝐥𝐚𝐭𝐢𝐧𝐚. 𝟐-𝟏 𝐚𝐥 𝐕𝐞𝐧𝐭𝐮𝐫𝐚

𝐺𝑙𝑖 𝑎𝑧𝑧𝑢𝑟𝑟𝑖 𝑠𝑜𝑓𝑓𝑟𝑜𝑛𝑜 𝑛𝑒𝑙 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑜 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜, 𝑚𝑎 𝑐𝑎𝑚𝑏𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑚𝑎𝑟𝑐𝑖𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑟𝑖𝑝𝑟𝑒𝑠𝑎 𝑒 𝑓𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑖𝑙 𝑚𝑎𝑡𝑐ℎ.

Servivano tre punti per mettersi in moto ai ragazzi di mister Di Simone e tanti sono quelli conquistati dagli azzurri nella partita del Ventura.

Un ottimo Galatina imbriglia i padroni di casa per oltre un’ora e passa in vantaggio al 18’ con Lupo, che spinge in porta il pallone rimasto vagante in area dopo la prima respinta di Lullo sulla conclusione ravvicinata di Panadero.

Negli ultimi 30’ la verve dell’Unione e i cambi di mister Di Simone riescono a cambiare l’inerzia della partita e, dopo un assedio nel finale, gli azzurri la ribaltano: Ferrara al 67’, da distanza ravvicinata sugli sviluppi di un calcio piazzato, e il subentrato Croce a 10’ dal termine, anticipando tutti sul primo palo su un cross di Zinetti, ribaltano il match in favore dei padroni di casa.

L’Unione vince, conquista la prima vittoria stagionale e manda un messaggio: il campionato inizia adesso.

𝐔𝐍𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐂𝐀𝐋𝐂𝐈𝐎 𝐁𝐈𝐒𝐂𝐄𝐆𝐋𝐈𝐄-𝐆𝐀𝐋𝐀𝐓𝐈𝐍𝐀 𝟐-𝟏

Unione Calcio Bisceglie: Lullo, Farucci (11’ s.t. Barrasso), Pignataro, Pucinelli, Ferrara, Lobjanidze (25’ s.t. Bufi), Lorusso, Diaz (11’ s.t. Conte), Falciano (11’ s.t. Croce), Zinetti, Ramos (44’ s.t. Monopoli).
Panchina: Lamanuzzi, Loseto, Caputi, Touray, Barrasso, Conte, Croce, Bufi, Monopoli. All. Di Simone.

Galatina: Caroppo, Togora (30’ s.t. Candido), Monteduro, Marin (22’ s.t. Fruci), Dorini, Mengoli, Abatelillo (25’ s.t. Mirizzi), Lupo, Panadero (8’ s.t. Mariano), Prekdukaj, Fane (11’ s.t. Flordelmundo).
Panchina: Carretta, Donno, Quarta, De Paolis, Candido, Fruci, Mirizzi, Mariano, Flordelmundo. All. Marino.

Arbitro: Simonelli (Isernia).
Assistenti: Gugliotta (Bari) e Tateo (Molfetta).

Reti: 18’ p.t. Lupo, 21’ s.t. Ferrara, 35’ s.t. Croce.
Espulsi: /
Ammoniti: Barrasso, Conte.
Recuperi: 2’ p.t.; 5’ s.t.

Alessandro Pappolla
𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑐𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒&𝑆𝑡𝑎𝑚𝑝𝑎
𝐔𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐂𝐚𝐥𝐜𝐢𝐨 𝐁𝐢𝐬𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢𝐞

📸 Alessio Ferrante

Fonte: Facebook official page

DON UVA, CHE CARATTERE: RIMONTA 3-3 CONTRO IL NOICATTARO

Un pareggio che vale molto più di un semplice punto. Al “Francesco Di Liddo” termina con un pirotecnico 3-3 la sfida tra Don Uva Calcio e ASD Noicattaro, formazione ben attrezzata e costruita per recitare un ruolo da protagonista in questo campionato.

Una partita dai due volti per i ragazzi di mister Angelo Carlucci. Nel primo tempo il Don Uva soffre il buon avvio degli ospiti e paga alcune disattenzioni, trovandosi costretto a rincorrere prima sullo 0-2 e poi sull’1-3. Nella ripresa, però, cambia completamente l’inerzia della gara: i biancogialli rientrano in campo con un altro piglio, aumentano intensità e pressione e, soprattutto, mostrano grande resilienza, senza disunirsi nonostante il doppio svantaggio. Arriva così la rimonta fino al 3-3, con la possibilità, nel finale, addirittura di completare il sorpasso.

L’avvio è subito in salita per il Don Uva: al 1’ il Noicattaro trova il vantaggio con un diagonale di Protino. Gli ospiti partono forte e al 3’ si rendono ancora pericolosi con la conclusione al volo di Magista.
Risposta biancogialla al 5’: Vitale mette al centro per Caputo, che colpisce di testa trovando però pronto il portiere barese.
Al 10’ arriva il raddoppio del Noicattaro. Conclusione da fuori area, Loiodice respinge ma Protino si fa trovare sulla respinta e fa doppietta. Gli ospiti continuano a creare e al 18’ Loiodice deve intervenire ancora per tenere a galla i suoi.

Il Don Uva prova a scuotersi. Al 19’ Andriano conclude verso la porta, con Straziota che blocca in due tempi. Al 21’ punizione di Vitale che termina di poco fuori, mentre due minuti più tardi è Binetti a impegnare nuovamente l’estremo difensore ospite.
La pressione dei padroni di casa viene premiata al 25’: ancora dal super ispirato Vitale che pennella un cross al bacio per Caldarulo, il quale di testa batte Straziota e riapre la partita: 1-2.

La gioia, però, dura poco. Il Noicattaro colpisce nuovamente con Fieroni, che frutta un’ingenuità difensiva.
Ma il Don Uva non si abbatte. Al 37’ prodigioso interventi del portiere rossonero su una pericolosissima punizione di Vitale.

La grande occasione per accorciare arriva proprio allo scadere del primo tempo: gran lavoro ancora di Vitale che dribbla il suo diretto avversario e scarica dietro per Rafanelli, il quale spreca da ottima posizione.

Nella ripresa il Don Uva alza il ritmo.
Al 9’ Binetti recupera un pallone preziosissimo e serve Caputo, il quale, freddo davanti a Straziota, infila all’angolino il gol del 2-3, riaprendo così la contesa.
I biancogialli sentono che la partita può cambiare e ancora lo scatenato Vitale al 14’ si procura un calcio di rigore che permette a Caldarulo di regalarsi la sua doppietta personale da ex. È 3-3.

La squadra di Carlucci continua a crederci. Al 28’ ancora Caldarulo cerca la porta con una conclusione al volo che termina fuori misura.
Nel finale torna a farsi vedere anche il Noicattaro: al 34’ Daddabbo lascia partire una conclusione dalla distanza che si stampa sul palo.

L’ultima, enorme occasione della partita è però del Don Uva. Al 44’ De Mango, ben subentrato al posto di Vitale, penetra in area e disegna un grande cross per Di Pilato, che si ritrova quasi a tu per tu con il portiere: il controllo non è perfetto, l’attaccante ritarda la conclusione e sfuma così la possibilità del clamoroso 4-3.

Finisce 3-3 al “Francesco Di Liddo”. Un punto prezioso contro una squadra di assoluto valore, ma soprattutto una gara che lascia al Don Uva indicazioni importanti.
Carattere, reazione e resilienza: sono questi gli aspetti da cui ripartire, insieme alla consapevolezza che alcune disattenzioni viste nella prima frazione andranno corrette.

Il campionato continua domenica prossima, quando il Don Uva sarà impegnato in trasferta sul campo del San Severo.

DON UVA CALCIO 1971 – NOICATTARO: 3-3
Marcatori
: Protino (NO) al 1’ e al 10’ pt, Caldarulo (DU) al 25’ pt e al 14’ st, Fieroni (NO) al 26’ st, Caputo (DU) al 20’ st.

ASD DON UVA CALCIO 1971: Loiodice, Muciaccia, Lullo (Amoruso dal 46’ st), D’Addato (cap.), Murolo, Andriano, Caldarulo (Bruno dal 38’ st), Binetti, Caputo (Di Pilato dal 24’ st), Vitale (De Mango dal 43’ st), Rafanelli (Di Pilato dal 17’ st).
A disposizione: Del Rosso, Franklin, Sciusco, Vecchio.
All.: Angelo Carlucci.

ASD NOICATTARO: Straziota, Natuzzi, Difino (cap., Trerotoli dal 24’ st), Stella, Desiderato (Dentico dal 11’ st), Magista (Mosaico dal 4’ st), Lucarelli (Daddabbo dal 33’ st), Cassano, Madio (Paltera dal 43’ pt), Protino, Fieroni.
A disposizione: Lovreglio, Lena, Smaldini, Turitto.
All.: Eustacchio Gismondi.

Arbitro: Fiore di Foggia.
Assistenti: Miraglia e Torraco di Foggia.

Fonte: Facebook official page