31 AGOSTO 2026 VIRTUS FRANCAVILLA SEGNALI POSITIVI DALLA COPPA GIOCO, VIVACITA’ E VITTORIA
Calciomercato Fiorentina: Moise Kean va al Como, al suo posto Beto
Nei giorni scorsi lo strappo dopo due stagioni in viola. Lo sostituirà l’ex Udinese, arrivato a Firenze nel pomeriggio
Moise Kean saluta Firenze e parte in direzione Como. La Fiorentina ha dato l’autorizzazione alle visite mediche dopo che l’operazione era già stata chiusa nei giorni scorsi per 35 milioni di base fissa a cui aggiungere dei bonus per arrivare a 40, la cifra richiesta dai viola per cederlo. L’accordo era stato trovato già da tempo ma per autorizzare la partenza e le visite con i lombardi, la Fiorentina stava aspettando di chiudere per il sostituto. A Firenze è arrivato Beto nel primo pomeriggio e Kean ora può cominciare la trafila con il Como, fra test e firma.
L’ADDIO
—Moise saluta così i colori viola dopo due stagioni, la prima ad altissimi livelli, la seconda con delle difficoltà anche a causa dei problemi fisici, soprattutto alla…
Adnan Aziz, il sogno beninese costruito chilometro dopo chilometro
Ci sono percorsi che nascono nelle grandi accademie, circondati da osservatori, strutture importanti e riflettori. E poi ci sono quelli che nascono lontano dai grandi palcoscenici, costruiti giorno dopo giorno attraverso lavoro, sacrifici, cambiamenti e tanta perseveranza.
Il percorso di Adnan Aziz appartiene a questa seconda categoria.
Nato il 1° gennaio 2002 a Djougou, nel nord del Benin, il giovane attaccante beninese ha lasciato progressivamente il proprio Paese per cercare di costruire il suo futuro nel calcio europeo.
A 24 anni, la sua storia è già caratterizzata da diversi Paesi, campionati ed esperienze che hanno contribuito a formare il suo carattere e la sua visione del calcio.
Ma per lui, la parte più importante deve ancora arrivare.
Un sogno nato a Djougou
Come molti giovani appassionati di calcio, Adnan Aziz ha iniziato a sognare una carriera professionistica nel suo Paese.
Le sue prime esperienze con Tchemabi FC e successivamente con Soleil FC gli hanno permesso di muovere i primi passi nel calcio organizzato e di sviluppare progressivamente le proprie qualità da attaccante.
Con un’altezza di circa 1,86 metri, possiede un profilo fisico che gli permette di essere competitivo nei duelli e di avere una presenza importante nell’area di rigore.
Ma oltre alle caratteristiche fisiche e tecniche, c’è un elemento che ha accompagnato fin dall’inizio il suo percorso: la voglia di andare oltre.
Il suo sogno non era limitato al calcio beninese.
Voleva conoscere altri ambienti, confrontarsi con nuovi metodi di lavoro e soprattutto mettersi alla prova di fronte a nuove sfide.
Lasciare il Benin per cercare la propria opportunità
Partire all’estero rappresenta sempre una sfida importante per un giovane calciatore.
Significa imparare a vivere lontano dalle proprie abitudini, scoprire nuove culture, adattarsi a nuove esigenze e, in alcuni momenti, accettare di ripartire quasi da zero.
Per Adnan Aziz, questo percorso inizia con un’esperienza in Italia, con il Pro Cittiglio.
Successivamente arriva una nuova esperienza nella Repubblica Ceca, con il FK Králův Dvůr.
Due Paesi, due ambienti e due esperienze differenti che gli permettono di conoscere meglio le esigenze del calcio europeo.
Ogni cambiamento diventa così una scuola.
Ogni allenamento rappresenta un’occasione per imparare.
Ogni difficoltà diventa un’opportunità per crescere.
Una nuova esperienza in Francia
Il suo percorso prosegue poi in Francia, dove vive esperienze con Angers MFC e Olympique Saumur.
Anche questa fase rappresenta un capitolo importante della sua crescita.
Il calcio francese gli permette di confrontarsi con un ambiente caratterizzato da intensità, disciplina tattica e forte lavoro collettivo.
Per un giocatore che costruisce la propria carriera lontano dal Paese d’origine, la capacità di adattarsi rapidamente diventa fondamentale.
Adnan Aziz comprende sempre più che nel calcio il talento, da solo, non è sufficiente.
Servono pazienza, disciplina, sacrificio e la capacità di continuare a lavorare anche quando le cose non vanno immediatamente come si vorrebbe.
L’Italia, un nuovo capitolo
Dopo le esperienze all’estero, l’Italia torna a occupare un posto importante nel suo percorso.
Adnan Aziz entra a far parte, tra le altre esperienze, dell’ASD Licata Calcio, prima di proseguire con l’ASD Juvenilia Roseto.
Queste tappe gli permettono di accumulare esperienza e di continuare a lavorare sul proprio profilo di attaccante.
In ogni nuova squadra deve conquistare il proprio spazio, comprendere le richieste dello staff e dimostrare sul campo le proprie qualità.
È un processo che non sempre è semplice.
Ma Adnan Aziz ha scelto di considerare ogni esperienza come una parte del proprio percorso di crescita.
Non guarda soltanto alla destinazione finale.
Per lui conta anche il percorso necessario per arrivarci.
Una mentalità forgiata dai cambiamenti
Ciò che caratterizza maggiormente la sua storia non è soltanto il numero di Paesi nei quali ha giocato.
È soprattutto la capacità di continuare ad andare avanti nonostante le incertezze.
Passare dal Benin all’Europa, per poi confrontarsi con diversi campionati e differenti culture calcistiche, richiede una grande forza mentale.
Bisogna accettare i cambiamenti, i periodi di attesa, le opportunità che non sempre si concretizzano e i momenti in cui l’unica cosa da fare è continuare a lavorare.
Tutte queste esperienze hanno contribuito a rendere Adnan Aziz un giocatore più maturo.
Il suo percorso gli ha insegnato che nel calcio non tutto va sempre secondo i piani.
Ma questo non significa arrendersi.
Il Benin sempre nel cuore
Se la sua ambizione è affermarsi a livello di club, c’è un altro sogno che occupa un posto speciale nel suo cuore: rappresentare il proprio Paese ai massimi livelli.
Adnan Aziz ha già fatto parte dell’ambiente delle selezioni giovanili del Benin, in particolare nelle categorie U20 e U23.
Queste esperienze internazionali hanno rafforzato il suo desiderio di indossare un giorno la maglia dei Guépards a livello senior.
Per un giocatore originario di Djougou, rappresentare il Benin sarebbe molto più di un semplice traguardo sportivo.
Sarebbe un modo per restituire al proprio Paese una parte di ciò che il calcio gli ha dato.
Il suo obiettivo è quindi continuare a migliorare e avvicinarsi, passo dopo passo, alla nazionale maggiore.
Una carriera ancora tutta da scrivere
A 24 anni, Adnan Aziz non considera il proprio percorso come una storia già conclusa.
Al contrario.
Le esperienze vissute fino a oggi rappresentano per lui una base sulla quale costruire il futuro.
La sua ambizione è continuare a crescere, migliorare le proprie prestazioni, acquisire maggiore esperienza e avvicinarsi progressivamente ai livelli più alti del calcio.
Sa che il percorso sarà ancora lungo.
Ma è proprio questo a mantenere viva la sua motivazione.
Non vuole bruciare le tappe.
Vuole costruire.
Lavorare.
Imparare.
E farsi trovare pronto quando arriveranno nuove opportunità.
Da Djougou ai campi europei
La storia di Adnan Aziz, in fondo, va oltre quella di un semplice calciatore alla ricerca di un posto nel calcio professionistico.
È la storia di un giovane beninese che ha scelto di uscire dalla propria zona di comfort per inseguire un sogno.
Da Djougou all’Italia, dalla Repubblica Ceca alla Francia e poi nuovamente all’Italia, il suo percorso racconta una volontà costante di continuare ad avanzare.
Ci sono ancora molte pagine da scrivere.
Ma una cosa è certa: il sogno nato a Djougou non è mai stato abbandonato.
Ancora oggi, Adnan Aziz continua a lavorare con la stessa convinzione: il percorso può essere lungo, gli ostacoli possono essere numerosi, ma finché il sogno rimane vivo, bisogna continuare ad andare avanti.
E forse, un giorno, dopo aver percorso tanti chilometri per costruire la propria carriera, potrà tornare idealmente al punto di partenza in una forma completamente diversa: con la maglia del Benin sulle spalle e il nome di Adnan Aziz tra quelli che rappresentano con orgoglio i colori dei Guépards.
Woltemade alla Juve? Come gioca, i suoi segreti, il soprannome
La storia dell’attaccante su cui si fionda la Juve: un anno fa il Newcastle lo pagò 90 milioni, all’inizio non si pensava potesse avere uno sviluppo del genere, poi…
Un talento incompiuto. Questo, fino a 18 mesi fa, era il commento più frequente su Nick Woltemade. Era uno di quei giocatori destinati, forse, a non riuscire mai ad affermarsi. Poco più di un anno dopo, invece, è considerato uno dei calciatori più interessanti del movimento calcistico tedesco. Ora pensa a lui pure la Juventus (ma attenzione al Borussia Dortmund). Alto 198 centimetri, non sovrasta la maggior parte degli avversari solo per la sua statura: con 6 gol durante gli Europei U21 del 2025 è definitivamente esploso. Da quel momento ha tutti gli occhi puntati addosso. Per mesi ha fatto avanti e indietro fra nazionale maggiore e U21, eppure non ha mai cambiato atteggiamento. “Viene e fa come se nulla fosse – ha raccontato il suo compagno di squadra in U21 Eric Martel -. Non ci si accorge nemmeno che intorno a lui c’è grande euforia. Non è cambiato di una virgola”. La sua serenità maschera le difficoltà che ha vissuto in passato.
la storia
—Tutto è iniziato a Brema, la città natale di Woltemade. Già all’età di 17 anni è entrato a far parte della prima squadra del Werder, debuttando in Bundesliga. Tuttavia, negli anni successivi non è riuscito a imporsi come da pronostico. Gli si imputava l’incapacità di fare il salto di qualità. A 20 anni è stato prestato all’Elversberg, oggi in Bundesliga ma all’epoca (nel 2022) ancora in terza serie. Lì Nick è riuscito a segnare 10 gol in 31 presenze, servendo 9 assist ai compagni. Tornato a Brema, però, sono riemersi i problemi. Ha faticato ad adattarsi al livello della Bundesliga, il suo primo gol lo ha segnato solo a maggio del 2024, alla 39esima presenza complessiva. Eppure quell’estate lo ha preso Stoccarda, che aveva terminato il campionato al secondo posto. Un trasferimento considerato azzardato dai più, ma che poi si è rivelato determinante. Lì Woltemade ha segnato 12 gol, diventando subito fondamentale nel sistema di gioco di Hoeness. Non era un semplice finalizzatore, aiutava la squadra nello sviluppo del gioco. A Stoccarda veniva perfino paragonato a Messi. Il suo soprannome, infatti, era Woltemessi. Curioso, visto che i due si passano quasi 30 centimetri.
In realtà, però, era un modo per far capire quanto fossero sorprendenti la sua agilità e la sua mobilità data la sua struttura fisica. Pur essendo un gigante Woltemade è agile. Nick ha anche un ottimo rapporto con la famiglia. Mamma Corinna e papà Tim lo sostengono sempre dalla tribuna. Le poche volte che mancano sono comunque presenti sui parastinchi del figlio. “Prima della partita bacio sempre i parastinchi. Sopra ho stampato i volti di tutte le persone a me più care. Per questo mi piace baciarle tutte prima di giocare. Così le sento sempre accanto a me”. Per lui il Bayern ha messo sul piatto oltre 60 milioni di euro. Alla fine, dopo un lungo tira e molla, si è trasferito al Newcastle per quasi 90 milioni complessivi.
curiosità
—Il fatto che Woltemade sia diventato calciatore non era affatto scontato. Fino ai 14 anni ha giocato anche a pallamano. “Ero bravo, devo ammetterlo. Fino ai 14 anni ho praticato entrambi gli sport contemporaneamente”. Ha scelto il calcio solo perché altrimenti, per giocare a pallamano, avrebbe dovuto lasciare Brema. “Non ci sono grandi squadre in città”. Suo padre e suo nonno sono noti tifosi dello Stoccarda, per questo in famiglia si è celebrata una grande festa quando si è trasferito in biancorosso. Lì ha vissuto al centro della città. “Lo preferisco alla periferia, era così già a Brema”. Non mangia carne e non beve alcolici. Più che per convinzioni personali lo fa per abitudini: “Mio papà non ha mai bevuto un goccio d’alcol, di conseguenza non è mai venuto l’impulso nemmeno a me”. Pur essendo alto 198 centimetri non ama colpire la palla di testa. Emerge, paradossalmente, molto più per le qualità palla al piede. Dopo una doppietta al Chelsea nel dicembre del 2025 si è confrontato nella tv inglese con Peter Crouch. L’ex attaccante del Liverpool, scherzando, ha affermato di aver finalmente trovato qualcuno con il quale “posso parlare guardandoci negli occhi. Solo te puoi capire quali sono i vantaggi e gli svantaggi di avere gambe così lunghe”.
due single in inghilterra
—Per Nick anche l’amicizia rappresenta un valore importante. Fin da adolescente aveva stretto un patto con il suo migliore amico: se uno dei due fosse andato a vivere all’estero, l’altro lo avrebbe seguito. E così è accaduto. Single lui, single il suo amico, Woltemade in Inghilterra condivide l’appartamento con il ragazzo col quale è cresciuto insieme. Non solo: Nick ha raccontato che da quando ha esordito in nazionale Kimmich, capitano dei tedeschi, gli manda un messaggio di incoraggiamento prima di ogni partita con il Newcastle. Nella sua prima stagione in Inghilterra ha fatto registrare 11 gol in 51 partite. Ci si aspettava di più, ma il salto, dallo Stoccarda, e con l’etichetta dell’acquisto record per il Newcastle, non era facile. Eppure i bianconeri hanno continuato a puntare su di lui: questo, in Germania, viene visto come la dimostrazione del fatto che non è stato sbagliato l’acquisto, ma che il Newcastle, che ha chiuso il campionato al 12esimo posto, non era il club ideale per il quale giocare nell’ultima annata. Ora cerca il riscatto. Un po’ come è già accaduto in Germania.
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Atalanta, i convocati per il Bologna: out Kristensen
Ventidue i giocatori selezionati da Sarri in vista del match contro i rossoblù, valido per la 2ª giornata di Serie A
L’Atalanta, reduce dal successo per 2-1 con il Sassuolo nell’esordio in campionato e dal passaggio turno nei play-off di Conference League conto l’Hapoel Tel-Aviv, si appresta ad affrontare il Bologna per la 2ª giornata di Serie A. Ventidue i giocatori convocati da Sarri, che – come comunicato dal club attraverso nota ufficiale – dovrà fare a meno di “Hien e Kamaldeen Sulemana, i quali proseguono le terapie” e di Kristensen, che “ha effettuato lavoro personalizzato in campo”. Non ancora in lista il neo acquisto Franck Kessié, mentre c’è l’altro nuovo volto arrivato dal mercato: Eljif Elmas.
i convocati di sarri
—Carnesecchi, Sportiello, Vismara; Bellanova, Bernasconi, Kolasinac, Kossounou, Obrić, Scalvini, Zappacosta; Cassa, Éderson, Elmas, Pasalić, Samardzić, Sulemana, Zalewski; De Ketelaere, Gaetano, Krstović, Raspadori, Scamacca.
SERIE C | Foggia, messaggi al campionato e ultime 48 ore di mercato: c’è nome nuovo per l’attacco…
Fonte: Telesveva Official Youtube channel
Gallo in dubbio, si rivede Berisha, nei capitolini ballottaggio Soulè-Rodrigo Mora. Le probabili formazioni di Lecce-Roma
di Danilo Sandalo
Posticipo della seconda giornata di campionato che vede il Lecce di Eusebio Di Francesco opposto alla Roma di Gian Piero Gasperini che all’esordio in campionato ha letteralmente surclassato la Fiorentina all’Olimpico, imponendosi con il punteggio di 3-0 e lanciando un chiaro segnale al campionato come pretendente per il titolo.
Dal canto suo il Lecce si presenta a questa gara forte della vittoria all’esordio contro il Venezia in trasferta e con un organico più completo che lo stesso allenatore giallorosso ha definito di “qualità”.
Allo stesso tempo per il Lecce questa potrebbe essere una gara importante non solo per la classifica, ma per constatare se vi è realmente la possibilitò di “diventare grandi”.
La gara con la Roma pertanto arriva al momento giusto, per tastare fin da subito le ambizioni dei salentini ed il loro livello di maturità che potrebbe far sognare un intero territorio.
LECCE – Per quanto riguarda la formazione iniziale preoccupano ancora le condizioni di Gallo, nel caso in cui dovesse dare forfait è pronto Ndaba.
Si rivede invece in panchina Medon Berisha, infortunato di lunga data, che in settimana ha svolto regolarmente allenamento con il gruppo così come sostenuto da Di Francesco in conferenza.
Per il resto solito ballottaggio tra Stulic e Geubbels.
ROMA – Nella Roma l’unico dubbio di Gasperini riguarda l’impiego di Rodrigo Mora o Soulè, con il primo leggermente in vantaggio.
Per il resto largo spazio alla formazione che alla prima di campionato ha strapazzato la Fiorentina.
PROBABILI FORMAZIONI
LECCE (4-2-3-1): Falcone; Veiga, Tiago Gabriel, Gaspar, Gallo(Ndaba); Coulibaly, Gorter; Pierotti, Ngom, N’Dri; Geubbels.
All.: Eusebio Di Francesco
ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Lulli, Koné, Cristante, Wesley; Dybala, Mora(Soulè); Malen.
All.: Gian Piero Gasperini
ARBITRO: Signor Daniele Chiffi sezione AIA di Padova
DIRETTA TV/STREAMING: DAZN, Sky
Calcio d’inizio ore 18:30 Stadio “Via del Mare”.
