Don Uva Calcio – OBIETTIVO RAGGIUNTO!

La società Don Uva Calcio è orgogliosa di annunciare la salvezza matematica conquistata nella stagione 2025/26 con due giornate d’anticipo.

Un traguardo importante, meritato, costruito giorno dopo giorno con sacrificio, lavoro e spirito di gruppo.
Un grande ringraziamento va a tutto lo staff tecnico, ai dirigenti e a tutte le persone che ogni giorno vivono con passione la nostra realtà.
Ma soprattutto l’applauso più grande è per i ragazzi, veri protagonisti di questo campionato: hanno lottato su ogni campo, giocandosela con tutti e dimostrando di meritare pienamente questo risultato. Non sono mancati i momenti difficili, ma sono stati affrontati e superati restando uniti sempre.
Il Don Uva vuole chiudere al meglio queste ultime partite e festeggiare l’obiettivo raggiunto. Per questo invita tutti al campo domenica per la festa salvezza contro l’Apricena.
Vi aspettiamo per un pomeriggio insieme all’insegna dello sport e del divertimento.

#DonUvaCalcio #Salvezza #ObiettivoRaggiunto #Stagione202526 #ForzaDonUva TeamWork OrgoglioBiancogiallo BiancoEGiallo

Fonte: Facebook official page

Serie D, il punto sul girone H: Sprint al cardiopalma per il quinto posto e abisso a un passo in coda


Siamo giunti all’ultima, fatidica curva. La 33ª e penultima giornata del Girone H di Serie D ha definito le gerarchie assolute, ma lascia clamorosamente aperti i giochi per gli obiettivi secondari e per la drammatica lotta per la sopravvivenza. A novanta minuti dal termine della stagione regolare, i margini di errore si sono letteralmente azzerati. Le calcolatrici sono ormai inutili: adesso contano solo i nervi saldi, perché le sentenze emesse finora sono inappellabili, ma il destino di mezza classifica si deciderà sul filo di lana dell’ultimo turno.


Il cielo sopra il Girone H si tinge di biancorosso: il Barletta, dall’alto dei suoi 70 punti, guarda tutti dall’alto in basso, con il pass per la Serie C già matematicamente in tasca. Una cavalcata dominante che ha reso le ultime settimane una pura passerella per la capolista.

Dietro la corazzata pugliese, il quadro dei play-off è quasi del tutto definito. Il Martina (62 punti) si assicura con autorevolezza la seconda piazza, seguito a ruota dal Fasano (59) e dalla Paganese (58). Per queste tre formazioni la qualificazione alla post-season è cosa fatta, ma l’ultima giornata sarà cruciale per determinare la griglia finale e il vantaggio del fattore campo negli spareggi.


Il vero thriller della zona alta riguarda l’ambitissimo quinto posto, l’ultimo valido per accedere ai play-off. Nardò e Gravina si trovano appaiate a quota 52 punti, protagoniste di un braccio di ferro che si risolverà solo all’ultimo secondo utile. Chi la spunterà negli ultimi 90 minuti si prenderà il sogno, chi cadrà vedrà vanificata un’intera stagione. Sono invece aritmeticamente tagliate fuori dai giochi Afragolese (49), Fidelis Andria (48) e Virtus Francavilla (47): a una giornata dal termine, il gap di tre punti dalle quinte le condanna in virtù degli scontri diretti o dei piazzamenti, chiudendo un’annata forse al di sotto delle aspettative per piazze così blasonate. La Real Normanna (43) assiste serena, avendo già blindato una tranquilla permanenza in categoria.


Se in testa si lotta per sognare, in coda si combatte per non sprofondare nell’incubo. Il campionato ha già emesso la sua sentenza più amara per l’Acerrana, fanalino di coda fermo a 14 punti e da tempo matematicamente retrocesso in Eccellenza.

Ma la vera carneficina sportiva si sta consumando appena sopra. Il penultimo posto, che significa retrocessione diretta, è attualmente occupato dal Ferrandina a quota 30 punti. I lucani sono a una sola, drammatica lunghezza dal Pompei (31), che occupa l’ultima casella valida per sperare nei play-out. Nel prossimo e ultimo turno, il Ferrandina ha un solo imperativo: vincere e sperare in un passo falso del Pompei, altrimenti sarà Eccellenza diretta.

Poco più su, Heraclea (35) e Nola (38) sono impantanate nella griglia play-out. Il Nola proverà un disperato assalto nell’ultima giornata per tirarsi fuori dalla “zona rossa” e agganciare il terzetto formato da Sarnese, Francavilla e Manfredonia, tutte a quota 40 punti. A queste ultime basta un piccolissimo sforzo – o semplicemente mantenere l’attuale distacco per la forbice punti – per potersi considerare definitivamente salve, ma guai ad abbassare la guardia troppo presto.


Il sipario sta per calare, ma il copione è ancora da scrivere. La 34ª giornata sarà una passerella trionfale per il Barletta, ma un inferno di emozioni per il resto del gruppo. Gli occhi saranno tutti puntati sul duello a distanza Nardò-Gravina per l’ultimo posto al sole, e sulla disperata rincorsa del Ferrandina sul Pompei per evitare il baratro. Non c’è più spazio per calcoli o rimpianti: è tempo dell’ultimo, definitivo verdetto.

(Nota: L’articolo è stato redatto analizzando i salti in classifica e gli scenari matematici derivanti dalla graduatoria della 33ª giornata, in assenza dei tabellini dei singoli match dell’ultimo turno).

Fonte:NotiziarioCalcio.com

Serie D, la classifica cannonieri del girone H: bagarre per il podio tra Addessi e Santoro


La classifica marcatori del girone H della Serie D è stata aggiornata dopo la trentatreesima giornata. La vetta vede ora un cambio della guardia: D’Anna del Nardò si isola al comando raggiungendo quota 14 reti complessive.

Al gradino successivo del podio troviamo la coppia formata da Addessi della Sarnese e Santoro del Gravina, entrambi a quota 13 reti. Segue Mateus Castro del Barletta che si attesta al terzo posto solitario con 12 centri stagionali. A quota 11 reti si conferma un folto gruppo composto da Corvino (Fasano), Gioielli (Afragolese), Silvestro (Martina) e Sosa (Virtus Francavilla). In doppia cifra, a quota 10 reti, troviamo invece Barone del Francavilla.

Scendendo a quota 9 reti, si posiziona un quintetto formato da Ahmetaj (Virtus Francavilla), Berardocco (Nola), Carretta (Virtus Francavilla), Lattanzio (Barletta) e Marquez (Fidelis Andria). La concorrenza rimane altissima anche nelle posizioni successive, con numerosi protagonisti pronti a dare battaglia nelle ultime giornate di campionato.

Classifica marcatori aggiornata alla 33ª giornata

14 reti

S. D’Anna (Nardò)

13 reti

S. Addessi (Sarnese)

D. Santoro (Gravina)

12 reti

Mateus Castro (Barletta)

11 reti

V. Corvino (Fasano)

F. Gioielli (Afragolese)

M. Silvestro (Martina)

F. Sosa (Virtus Francavilla)

10 reti

V. Barone (Francavilla)

9 reti

M. Ahmetaj (Virtus Francavilla)

L. Berardocco (Nola)

M. Carretta (Virtus Francavilla)

R. Lattanzio (Barletta)

F. Marquez (Fidelis Andria)

8 reti

A. Basanisi (Gravina)

F. Galeazzi (Nola)

V. Labriola (Paganese)

G. Malcore (Barletta)

7 reti

A. Ferrara (Afragolese)

C. Foggia (Sarnese)

N. Loiodice (Fasano)

M. Rajkovic (Sarnese)

6 reti

B. Barranco (Fasano)

L. Jallow (Manfredonia)

A. Kisseih (Ferrandina)

J. D. Molina (Gravina)

P. Santarpia (Sarnese)

E. Urain (Manfredonia)

5 reti

P. Costanzo (Paganese)

F. D’Arcangelo (Martina)

J. Da Silva (Francavilla)

A. Gatto (Fidelis Andria)

F. Laringe (Barletta)

F. Longo (Afragolese)

M. Mastrovito (Martina)

G. Montaperto (Afragolese)

A. Porzio (Afragolese)

S. Resouf (Martina)

A. Santarpia (Martina)

M. Scaringella (Gravina)

A. Schenetti (Heraclea)

E. Zenelaj (Martina)

Fonte:NotiziarioCalcio.com

Brindisi, il futuro di Righi è un rebus: «Ad oggi dire che resto sarebbe prendere in giro qualcuno»


Il direttore sportivo del Brindisi, Emanuele Righi, è intervenuto nel corso della trasmissione «GOL – Speciale Eccellenza Pugliese», facendo il punto su una situazione societaria e personale ancora in fase di definizione. Il dirigente ha parlato con estrema schiettezza, non nascondendo i dubbi che lo attanagliano in merito alla prossima stagione agonistica.

«Mi sono già incontrato e ho avuto modo di parlare con la società. Non è sicuro che io rimanga a Brindisi, non posso dare il 100%. Devo riflettere. La società, devo essere onesto, mi ha soddisfatto», ha esordito Righi, mettendo subito in chiaro che la sua permanenza in biancazzurro non è affatto scontata nonostante il buon rapporto con la proprietà.

Il direttore sportivo ha poi voluto sgomberare il campo da eccessivi sentimentalismi, riportando la discussione su un piano puramente professionale e lavorativo, senza ipocrisie.

«Noi siamo professionisti, è inutile girarci intorno: la parte economica e i benefit sono importanti. Non faccio discorsi romantici. Servono anche i soldi, perché è il nostro lavoro. La società è stata fantastica, mi ha spiazzato positivamente», ha precisato, elogiando comunque il comportamento della dirigenza brindisina.

Le riflessioni del dirigente riguardano però anche l’organizzazione interna e la gestione complessiva del progetto tecnico, con la volontà di correggere alcune dinamiche emerse durante l’ultima annata.

«C’è un pensiero mio legato alla competizione, alla gestione della società e ad alcune situazioni. Quest’anno alcune cose sono andate in un certo modo, e il prossimo anno vorrei che andassero diversamente. Su alcuni aspetti devo riflettere», ha ammesso Righi, lasciando intendere che il nodo non sia solo economico.

Il tempo delle decisioni finali si avvicina, ma il direttore preferisce non fare promesse che non è ancora certo di poter mantenere, chiedendo ancora un piccolo margine temporale per sciogliere le riserve.

«Mi prendo ancora qualche giorno, credo che dalla prossima settimana sarà tutto più chiaro. Però se devo essere sincero, ad oggi dire che resto sarebbe prendere in giro qualcuno», ha confessato con onestà, sottolineando come la bilancia delle decisioni sia ancora in equilibrio precario.

Lo sguardo di Righi si è poi spostato sulle enormi difficoltà che presenterà il prossimo torneo di Serie D, un girone H che si annuncia come una vera e propria arena dove nessuno potrà considerarsi al sicuro.

«Se supero alcune riflessioni personali, il prossimo anno sarà ancora più difficile. Sarà un campionato complicato. Se non sei al 1000 per 1000, è l’inizio della fine. Può retrocedere chiunque. Tutte faranno squadre per provare a vincere. Il girone H sarà un campionato clamoroso», ha vaticinato il direttore sportivo.

Uno dei temi centrali della discussione è stato ovviamente quello delle risorse finanziarie necessarie per allestire una rosa competitiva, un elemento che influirà pesantemente sulle sue scelte future.

«Uno dei miei motivi di riflessione riguarda il budget per competere. Chi fa questo lavoro e ha vinto sa che vuole vincere, non stare a guardare gli altri. Però non sono il fenomeno che vince tutto: servono idee, lavoro e fortuna. Il budget è importante, ma non è l’unica cosa», ha spiegato Righi, bilanciando l’importanza dei soldi con quella della competenza.

La possibilità di restare è dunque legata a doppio filo alle ambizioni della piazza e alla capacità della società di garantire gli strumenti minimi per dare battaglia sul campo.

«Se ho il budget per competere per vincere è più facile che resti a Brindisi, ma non è una condizione obbligatoria. Se non c’è, ci si inventa qualcosa. Non avevamo il budget più alto del campionato. Probabilmente eravamo terzi o quarti come disponibilità economica. C’erano almeno due squadre davanti a noi», ha ricordato analizzando l’ultima stagione.

In chiusura, il direttore ha voluto tracciare il profilo di quello che dovrà essere l’atteggiamento del Brindisi nel prossimo futuro, a prescindere da chi sarà l’interprete principale sul mercato.

«Se resto, cercheremo di essere guastafeste. Il Brindisi non può fare un campionato anonimo, ma il budget non sarà mai da prima fascia. Però questo non significa tirarsi indietro. Brindisi per me è un legame importante che rimarrà sempre. In certi momenti ti senti sopra la terra, vivi emozioni forti. È stato bellissimo condividere la gioia promozione con tutti i tifosi, davvero», ha concluso Righi.

Fonte:NotiziarioCalcio.com

Derby pugliese sul mercato: Monopoli e Barletta si sfidano per un 2004 di Serie D


Il mercato estivo inizia a scaldarsi in Puglia, dove due storiche piazze si preparano a un vero e proprio duello per assicurarsi uno dei profili più interessanti messi in luce nell’ultimo campionato.

Secondo quanto emerso dalle recenti indiscrezioni raccolte dalla redazione di TuttoC.com, il Monopoli e il neopromosso Barletta avrebbero puntato con decisione lo stesso obiettivo per rinforzare le rispettive rose.

Al centro del desiderio dei due club c’è Alejo Garnica, l’esterno offensivo argentino che si è reso protagonista di una stagione di altissimo livello con la maglia del Nardò, attirando su di sé i riflettori dei professionisti.

Il calciatore, un classe 2004 che fa della velocità e della tecnica individuale le sue armi migliori, ha dimostrato di avere un impatto devastante negli equilibri offensivi della compagine neretina.

I numeri stagionali parlano chiaro e giustificano l’interesse dei club di categoria superiore: Garnica ha infatti collezionato finora un bottino prezioso composto da 5 reti e 6 assist vincenti per i compagni.

Questa capacità di incidere sia in fase di finalizzazione che in quella di rifinitura lo ha reso uno dei giovani più ambiti del panorama regionale, scatenando una competizione che promette scintille.

Da un lato il Monopoli cerca di far valere la propria solidità nella categoria per convincere il ragazzo, dall’altro il Barletta punta sull’entusiasmo della recente promozione per tentare il colpaccio.

Le manovre per il mercato estivo sono dunque già entrate nel vivo e le due società pugliesi sembrano intenzionate a non lasciarsi sfuggire l’occasione di tesserare il giovane talento sudamericano.

Nelle prossime settimane si capirà quale delle due pretendenti riuscirà a trovare l’affondo decisivo, in quello che si preannuncia come uno dei tormentoni locali della prossima sessione di trasferimenti.

Il Nardò osserva per ora l’evolversi della situazione, consapevole di aver valorizzato un elemento che sembra ormai pronto per il definitivo salto di qualità nel calcio che conta.

Fonte:NotiziarioCalcio.com

Il direttore Costantiello: «Il Gravina ci rappresenta, lo facciamo per senso di appartenenza»


Il traguardo dei playoff non è più un miraggio per il Gravina, che grazie alla convincente vittoria contro l’Afragolese ha raggiunto il quinto posto in coabitazione con il Nardò. Un risultato che è il frutto di un lavoro profondo, analizzato dal direttore generale Pino Costantiello durante il suo intervento nel programma «LuNeDì Puglia».

Il dirigente ha voluto sottolineare come la storia recente del club sia una garanzia di qualità per l’intero territorio: «Questi tredici anni non sono trascorsi invano, sono passati da qui molti calciatori che oggi giocano in categorie superiori. Per noi questa non è la prima attività, ci muoviamo per puro senso di appartenenza. Il Gravina ci rappresenta pienamente e per questa ragione cerchiamo sempre di dare il massimo».

In città l’aria è cambiata e si respira un clima di grande attesa per l’ultimo atto della stagione regolare: «Per il momento vogliamo goderci questa galoppata, l’entusiasmo che si percepisce tra i tifosi è notevole. È già in programma un incontro societario durante il quale inizieremo a definire i progetti futuri. Il nostro è un lavoro fatto di passaggi graduali e quest’anno la piazza ha mostrato una maturità incredibile».

Secondo Costantiello, la forza del gruppo si è vista proprio nel superamento degli ostacoli iniziali, quando i risultati tardavano ad arrivare: «Siamo stati capaci di oltrepassare i momenti critici, l’intera tifoseria è rimasta compatta e ha saputo fare quadrato attorno all’allenatore. Ricostruire una squadra da zero ogni stagione non è mai un’operazione semplice, soprattutto perché siamo partiti in ritardo a causa dell’ingresso di nuovi soci che hanno portato nuova linfa al progetto».

Le difficoltà fisiche che hanno condizionato la prima parte del torneo sono servite da stimolo per una reazione societaria di alto livello: «Inizialmente siamo stati penalizzati da diversi infortuni, ma è stato proprio in quel frangente che ho compreso la vera maturità di questa società. Abbiamo seminato bene e ora stiamo raccogliendo i frutti di quanto fatto finora».

Inevitabile un pensiero alla possibilità di un salto nel calcio professionistico, un traguardo che il direttore generale osserva con pragmatismo: «Approdare nel professionismo sarebbe bellissimo, ma la nostra realtà attuale è fatta di un’organizzazione costruita passo dopo passo. Bisogna essere concreti e continuare a lavorare con questa mentalità».

Ripercorrendo le tappe della rimonta, il dirigente ha individuato il momento esatto in cui la squadra ha cambiato marcia: «Mister Ragno non ha mai avuto paura, è stato bravo a trasmettere sempre grande tranquillità. Credo che la sfida della svolta sia stata quella con il Nardò, terminata con un pareggio al novantatreesimo minuto. In precedenza andavamo sotto e non riuscivamo a risalire, mentre contro i neretini abbiamo reagito subito».

Resta un piccolo neo proprio in quell’incontro, nonostante sia stato il punto di rottura positivo della stagione: «Il mio rammarico più grande è legato proprio a quel gol incassato negli istanti finali contro il Nardò. Tuttavia, da lì in poi abbiamo capito di potercela giocare con chiunque».

Infine, Costantiello ha tracciato la strada per il prossimo anno, lasciando intendere che la volontà è quella di dare continuità alla guida tecnica: «Parleremo presto con Ragno per valutare se le prospettive e i progetti per la prossima stagione saranno simili. L’intenzione è quella di continuare a crescere insieme».

Fonte:NotiziarioCalcio.com

Cerignola, Maiuri: “Abbiamo rimontato due volte contro un grande Benevento”


Grande emozione ieri per Vincenzo Maiuri, tecnico dell’Audace Cerignola, tornato a Benevento per l’ultima di campionato dopo averne vestito la maglia nella stagione 1997/98: “È stata un’atmosfera bellissima. Mi complimento con il Benevento per una vittoria meritatissima, ottenuta con gioco e con un risultato veramente superiore – ha evidenziato in sala stampa dopo il pari ottenuto sul campo. – Tanto di cappello alla squadra, al mister e alla società, che ha messo a disposizione una rosa davvero importante. Vedere uno stadio così pieno è stato bellissimo. Non sono riuscito a salutare tutti: avrei voluto andare anche nei distinti e in curva, ma la scena era giustamente della squadra, quindi mi sono tirato fuori. Ho salutato la tribuna prima di rientrare negli spogliatoi. Io non dico cose di parte. Sono arrivato qui da ragazzo, a 27 anni, fidanzato (quella fidanzata oggi è mia moglie). Ho vissuto una stagione bellissima, ho conosciuto tanti beneventani e con alcuni di loro ho ancora un rapporto. Sono veramente contento che il Benevento abbia vinto questo campionato meritatamente“.

Riguardando invece la partita, cosa è rimasto alla sua squadra per provare ad approfittare del momento di festa del Benevento e vincerla? “Al momento di festa del Benevento non credevo molto prima della partita. Quando c’è un’affluenza numericamente così importante, la squadra va in campo per vincere con grande decisione e appartenenza. Noi abbiamo sbagliato alcune cose sui loro gol, però siamo stati sempre in partita e abbiamo rimontato due volte contro una grande squadra. Ripartiamo verso i playoff con questi aspetti positivi: una squadra viva, che fisicamente sta bene, motivata e sempre dentro la partita. Lo abbiamo dimostrato oggi contro un Benevento veramente ottimo, una squadra stellare. Abbiamo fatto la nostra parte. Magari potevamo portare a casa qualcosa in più, ma ripartiamo con buone sensazioni“.

A proposito della condizione con cui arriverà il Cerignola ai playoff: “Nel girone di ritorno abbiamo fatto 30 punti, mentre nel girone di andata ne avevamo fatti 24. C’è stata quindi una grossa crescita a livello mentale: la squadra ha saputo capire e entrare meglio dentro le partite. Nel girone di andata abbiamo lasciato tanti punti per strada a causa di alcune situazioni in cui eravamo poco lucidi nelle conclusioni. Nel ritorno abbiamo capitalizzato meglio alcune occasioni, anche se non sempre, perché potevamo fare molto di più. Questa è un po’ la pecca della squadra: non concretizziamo tutto quello che creiamo. Dobbiamo ripartire dopodomani nella preparazione della partita contro il Crotone, sapendo che dobbiamo essere più cinici all’interno delle partite“.

Fonte:TuttoC.com

Altamura, Mangia: “Peccato non aver regalato altra gioia. Se resto? Dipende”


Per uno strano gioco del destino il Team Altamura abbiamo ha il campionato con uno 0-4 e lo ha chiuso con uno 0-4. Però in mezzo i biancorossi si sono divertiti tantissimo, tanto che l’uscita dal campo è stata accompagnata dagli applausi di tutta la tribuna. In sala stampa mister Devis Mangia spiega cosa tiene di questo campionato e cosa è meglio dimenticare in fretta: “Tengo tutto: compreso il primo 4-0, compreso il 4-0 di oggi, compresa la contestazione e qualche parolina non gentile. Tengo soprattutto quello che siamo riusciti a trasformare insieme durante l’anno e gli attestati di stima che ho ricevuto oggi. Non mi era mai capitato di ricevere riconoscimenti di questo tipo e mi fa davvero piacere, perché spero che abbiano apprezzato sia il lavoro che la persona. Di questo ringrazio tutti. Mi dispiace non essere riuscito a regalare un’altra soddisfazione oggi. Mi dispiace davvero tanto. Purtroppo a fine stagione le partite si giocano tanto sui nervi e sulle energie fisiche e nervose rimaste. Noi oggi abbiamo fatto due errori gravi nella prima parte di gara. Abbiamo avuto un’occasione importante all’inizio che non siamo riusciti a concretizzare. Poi quei due errori hanno portato immediatamente a due gol. Quando hai meno energie diventa più complicato raddrizzare una partita del genere“.

La formazione con qualche sorpresa era figlia proprio del fatto che c’era gente un po’ in debito d’ossigeno: “Sì, qualcuno l’abbiamo visto un po’ stanco nell’ultimo periodo. Oggi, sapendo anche le caratteristiche del Casarano (che difende in un modo e attacca in un altro), abbiamo fatto delle valutazioni sulle caratteristiche di alcuni giocatori. Secondo me la gestione era corretta, anche le occasioni che abbiamo avuto all’inizio lo dimostravano. Purtroppo poi sono arrivati due infortuni uno dietro l’altro. Quando concedi situazioni del genere, perdi palla vicino alla tua porta e dai ripartenze veloci a giocatori come quelli del Casarano, rischi di essere punito. E noi siamo stati puniti“.

Inevitabile parlare di futuro: “Se questa è l’ultima conferenza di Mangia ad Altamura in questa stagione o l’ultima in assoluto come allenatore dell’Altamura? Non lo so, dipende. A Coverciano mi hanno insegnato che quando ti fanno domande particolari la risposta migliore è “dipende”. Quindi rispondo: dipende. Se a luglio mi immaginavo la stagione esattamente così? No, sinceramente no. Mi aspettavo che oggi potessimo giocarci la salvezza, il playout o una posizione interna ai playoff. Invece i ragazzi sono stati bravissimi, sono cresciuti tantissimo. Quando dai spazio a così tanti giovani possono esserci dei cali, che sono fisiologici. Però quando fai certe scelte hai sempre un punto interrogativo: o succede quello che è successo, oppure rischi di finire in un fosso. Sono stati bravi loro, sono stati bravi anche i più grandi che li hanno aiutati tanto, davvero tanto. Mi auguro che questa stagione sia un tesoro per tutti questi ragazzi giovani, qualcosa che magari scopriranno col tempo e con il prosieguo della loro carriera“.

C’è comunque qualche rammarico per quel punticino che è mancato, guardando la classifica nel corso della stagione: “Qualcosa in giro l’abbiamo lasciata durante l’anno, è vero. Però sono sicuro che può dire lo stesso l’allenatore dell’Atalanta, che ha lasciato punti per strada. Faccio i complimenti all’Atalanta perché è una squadra con valori importanti. Forse è giusto così. Il calcio è fatto in modo particolare: arriva il momento in cui in alcune situazioni ti chiede il conto. Oggi è stata così“.

Fonte:TuttoC.com

Dilettanti Per Passione, Stagione, 2025-2026: 34ª Puntata.

0

Programma realizzato in collaborazione con: Calciowebpuglia; sSport E Eventi Web; Vincenzo Nannavecchia, giornalista.

Fonte: Spontina Prencipe Official youtube channel

Potenza, De Giorgio: “Siamo la mina vagante ma non ci culliamo su questo”


Il Potenza chiude con un pari contro il Monopoli in una gara caratterizzata da gol, capovolgimenti di fronte, parate dei portieri… l’emblema perfetto di una partita dell’ultima giornata. Qualche esperimento in difesa non è andato come ci si aspettava, ma alla fine è un pareggio senza infortuni e senza squalifiche: “Credo che abbiamo fatto anche una buona partita – ha esordito in sala stampa mister Pietro De Giorgio. – Tranne i primi 15 minuti, in cui sia Kirwan che Bura non hanno preso bene le misure e abbiamo concesso un uno contro uno col portiere (cosa che non facciamo mai). Soprattutto nel secondo tempo siamo stati tanto tempo nella metà campo avversaria e abbiamo creato veramente tanto. Usciamo da quest’ultima partita con sensazioni positive perché abbiamo dato minutaggio a Bura, che veniva da una settimana di virus intestinale, a Delle Monache che aveva avuto un piccolo problema, e abbiamo fermato Schimmenti per un affaticamento al flessore dovuto ai carichi di queste due settimane. Hanno giocato Mazzeo, è rientrato Erradi, ha giocato Maisto. È stato un bel banco di prova per arrivare alla fine del campionato con tutti a regime: sette centrocampisti in piena forma, gli attaccanti che stanno bene. Abbiamo preservato anche Camigliano, che aveva un problema alla spalla ma sta lavorando senza contatto, e abbiamo evitato la squalifica a Riggio. Sono contento soprattutto della qualità del secondo tempo: abbiamo fatto degli sviluppi veramente interessanti contro una squadra ben organizzata in fase di non possesso. Peccato perché nel secondo tempo meritavamo qualcosa in più. Abbiamo avuto diverse occasioni per fare gol (Petrungaro di testa con Selleri, Delle Monache con Ghisolfi, la traversa di Felippe…). Abbiamo concesso solo due tiri, abbastanza esterni, su cui Cucchietti ha fatto due interventi tranquilli. Sono contento anche perché finalmente ho visto Cucchietti parare: non vediamo spesso il portiere impegnato in tante parate, visto che spesso abbiamo subito gol incredibili o eurogol. Ripeto, sono contento perché siamo arrivati a fine campionato con quello che ci eravamo prefissati: una squadra che sta molto bene fisicamente, che ha lavorato bene e tutti al regime. Siamo riusciti, lavorando, a dare contenuto ai risultati, e questo fa sempre bene a qualsiasi squadra“.

Adesso viene il bello. Chiusa la regular season, De Giorgio ha dato qualche giorno di riposo ai giocatori, allo staff e a sé stesso, perché è stato un periodo molto stancante: “Il messaggio è stato quello di staccare completamente la spina: non guardare nessuna partita, stare tanto tempo con le famiglie e rilassarsi. Devono essere due o tre giorni di pieno relax. Da giovedì, quando rientriamo, piedi per terra, testa calata e nessun sorriso quando ci si allena. Fuori dal campo, negli spogliatoi, voglio che scherzino tra di loro. Ma il messaggio è stato chiaro: staccare perché ne abbiamo bisogno. Giovedì però dobbiamo arrivare qua con una voglia incredibile di iniziare questi playoff. Su due piedi mi sento di dire che ci arriviamo con la testa giusta, con la gamba giusta e con l’entusiasmo giusto“.

Il Potenza ha chiuso a 49 punti come lo scorso anno. Si parla molto del Potenza come mina vagante dei playoff: “Io cosa mi porterei di positivo e cosa eliminerei di negativo in vista dei playoff? Lo dico da un po’ di tempo: in questi due anni abbiamo fatto un lavoro importante a Potenza, riconosciuto da tutti, soprattutto fuori Potenza. Si parla tanto del “modello Potenza”, non solo per i principi di gioco, ma anche della società, dell’ambiente, della tifoseria e della città. Abbiamo raggiunto obiettivi importanti. La bravura (e anche un po’ di fortuna) è stata quella di poter vincere anche un trofeo. Siamo la mina vagante, come è stato detto anche nel sorteggio di Coppa Italia. Non ci culliamo su questo. Dalle parole dobbiamo passare ai fatti. Abbiamo una voglia incredibile di continuare a fare bene senza farci distrarre. Il cammino fatto in questi due anni è molto importante non solo per il Potenza Calcio, non solo per i giocatori e per il mister, ma per tutto l’ambiente e la città di Potenza. Questa è la cosa che mi soddisfa di più: è stato un lavoro completo a 360 gradi, senza escludere nessuno. Continuo a dire che Potenza può essere un’isola felice anche per gli anni successivi, perché qua c’è tutto per fare calcio“.

Fonte:TuttoC.com