Genoa, De Rossi verso il cambio di modulo: doppio trequartista con Amorim e Baldanzi

Cresce la condizione del brasiliano e dell’ex Roma. Il tecnico studia il modulo migliore per esaltarli

Genoa, si cambia. Dal 3-5-2 al 3-4-2-1 o al 3-4-1-2. Solo questione di tempo: era (ed è) un po’ nella logica delle cose. In principio, Daniele De Rossi è rimasto stregato dalle qualità di Amorim, già nel momento in cui il Genoa gli ha sottoposto una rosa di nomi per rinforzare la mediana e la trequarti del Genoa. Il brasiliano è giovane, ma ha talento da vendere. Il resto lo ha fatto (anzi, lo farà) l’ormai ex romanista Baldanzi, che da quando è arrivato a Genova, sul finire del mercato, ha subito manifestato una voglia matta di scendere in campo. Un piccolo guaio muscolare ereditato dagli ultimi giorni di lavoro a Trigoria lo ha costretto a una ripresa dell’attività agonistica con molta cautela.

Genoa, Le prime indicazioni

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La trasferta di Cremona, domenica…

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Scifo, Sforza, Gaudino, Meola: i paisà del calcio

Il siciliano Vincenzo, che fu paragonato a Rivera e a Platini e giocò con alterne fortune con Inter e Torino, fu il capostipite di una serie di figli di immigrati italiani che illuminò il calcio negli anni Ottanta-Novanta. Nessun fuoriclasse ma tanti buoni giocatori che lasciarono il segno

Vincenzo Scifo – che oggi 19 febbraio festeggia i 60 anni – è stato il paisà più talentuoso degli anni 80: giocava un calcio di geometrie pulite, era elegante e compassato e persino nell’acconciatura – il ragazzo si impomatava di gel come il Ralph Macchio di Karate Kid – c’era la volontà di marcare uno stile. Figlio di Agostino e di Alfonsina, siciliani di Aragona, in provincia di Agrigento, che negli Anni 50 – quando le miniere di zolfo avevano chiuso – erano partiti per altre miniere e altre oscurità, verso La Louvière, in Belgio; Vincenzino aveva con il pallone il rapporto confidenziale che i bambini hanno con un…

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Inter, quanti errori in difesa contro il Bodo

Il centrale ex Lazio si conferma affidabile quando l’attaccante avversario è uno strutturato alla Haaland ma va in difficoltà se è mobile. E così si accende un altro allarme in vista del playoff di ritorno contro il Bodo

I vecchi fantasmi indossano sciarpe, cappelli, calzamaglie e guanti, imbacuccati pure loro da capo a piedi per proteggersi dal freddo, ma comunque presenti per tormentare ancora la nuova Inter, colpita al gelo da tre saette di ghiaccio scagliate dalla favola Bodo. La chiave di volta della sconfitta è stata la difesa traballante, infilata due volte su tre per vie centrali. Zoom sui gol. Il primo è stato un concorso di colpe con Mkhitaryan: Acerbi beffato in uscita e Bastoni in ritardo in marcatura. Nel terzo Fet ha sorpreso la retroguardia con uno scavetto che ha mandato in tilt le marcature. 

errori di reparto

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Chivu ha pagato errori individuali e di…

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