22 APRILE 2026 – SERIE C: FOGGIA, RICHIESTA LA PROROGA DELL’AMMINISTRAZIONE GIUDIZIARIA
Milan-Juve e il mercato: Maignan, Tomori, David, Cambiaso, De Winter, Thuram
Obiettivi, rimpianti, sogni sfumati. Milan-Juventus non si gioca solo in campo, ma pure fuori. Ed è lì che, molto spesso, si giocano le vere partite. Negli anni è diventata quasi una sfida a distanza sul mercato: nomi che girano, trattative che si incrociano, colpi sfiorati all’ultimo secondo. Il Milan che segue Thuram e se lo ritrova alla Juve, Tomori che sembra a un passo dall’addio e poi cambia tutto, Cambiaso che resta un nome caldo per il Milan di Allegri. Insomma, oltre che una rivalità, Milan-Juve è una partita a scacchi. Abbiamo scelto sei storie, tutte legate al presente.
SERIE C | Foggia, Chionna chiede una proroga dell’amministrazione giudiziaria. Barilari intanto…
Fonte: Telesveva Official Youtube channel
SERIE D | La “vita” barlettana di Romano: da Matera… a Foggia, due anni tra scetticismo e successi
Fonte: Telesveva Official Youtube channel
Franco Giambavicchio tra Juve, Italia e Perù
Dal primo contratto da professionista con la Juventus fino all’esperienza in Coppa America U17 con il Perù: i bianconeri stanno crescendo un centrocampista di talento assoluto, che fino all’Under 15 era azzurro, poi…
Se avete avuto un marzo migliore di quello di Franco Giambavicchio, fatevi pure avanti. Anzitutto, la firma con la Juventus fino al 2028: primissimo contratto da pro’, opzione per eventuale prolungamento, piano di crescita ben definito che fa rima con Primavera (prossimo anno), magari anche Next Gen e poi chissà… Come chicca, la foto di rito in sede tra Michele Sbravati e Gianluca Pessotto. Subito dopo la firma, ecco il volo intercontinentale direzione Paraguay, sede della Coppa America Under 17, dove s’è preso la scena col suo Perù. Risultato? Quattro partite, altrettante sconfitte. Ma queste poco. Resta infatti l’esperienza, e su tutto le due sfide contro Argentina e Brasile.
SSD Massafra – Ds Corbascio tuona: “Massafra parte lesa del campionato”
Le dichiarazioni del direttore sportivo del Massafra Sandro Corbascio riguardo la vicenda sul tesseramento di Pentimone, rilasciate alla trasmissione GOL – SPECIALE ECCELLENZA PUGLIESE, in onda ogni lunedì alle ore 17.30 sui canali Facebook e YouTube di Blunote.
«Una vicenda complessa che va avanti da oltre quattro mesi e che descrive bene il percorso che stiamo vivendo: pieno di ostacoli e con continue “spade di Damocle”. Dobbiamo pensare al campo, ma anche a ciò che accade fuori, soprattutto sul piano della giustizia sportiva.
Parto dalla cronologia. Il tesseramento del giocatore Pentimone è stato depositato dal Massafra il 31 ottobre, prima del mio arrivo. Io sono subentrato il giorno successivo e ho gestito la fase successiva della vicenda.
Quando ho iniziato la mia attività, anche amministrativa, ho notato che il tesseramento risultava già approvato dall’Ufficio Tesseramenti del Comitato Regionale Puglia. Nonostante ciò, ritenendo che potesse esserci un’anomalia nella firma, ho scelto per prudenza di non impiegare il calciatore nelle prime due gare di novembre.
Il 7 novembre ho inviato una PEC all’Ufficio Tesseramenti per avere un riscontro definitivo: la risposta è stata chiara, il tesseramento era regolare. A quel punto, con una doppia conferma ufficiale, abbiamo iniziato a schierare il giocatore, che è stato utilizzato per 12 partite.
Il 14 dicembre arriva però un ricorso del Brilla Campi, a mio avviso improponibile. Di solito i ricorsi riguardano calciatori non tesserati o squalifiche non scontate, non tesseramenti già approvati dagli organi competenti.
La vicenda passa quindi agli organi federali nazionali e, con sorpresa, sia in primo che in secondo grado il tesseramento viene giudicato irregolare. Una decisione che ribalta quanto comunicato ufficialmente il 7 novembre.
Nel frattempo, alcune società impegnate nella lotta salvezza — tra cui Taurisano, Brilla Campi, Ugento e Galatina — hanno presentato esposti chiedendo un punto di penalizzazione per ciascuna delle 12 partite disputate dal giocatore. Se una cosa del genere dovesse concretizzarsi, sarebbe uno scandalo a livello nazionale: non si è mai vista una società operare correttamente, con tesseramenti verificati e approvati, e poi essere comunque penalizzata.
Nelle prossime ore sarò in Procura FIGC per chiarire la mia posizione. In qualità di dirigente accompagnatore, ho sempre certificato la regolarità dei tesseramenti sulla base delle comunicazioni ufficiali ricevute. Mi trovo quindi a dover difendere la mia professionalità per aver fatto giocare un calciatore dichiarato regolare dagli organi competenti.
Oltre al caso Pentimone, abbiamo subito altri ricorsi — sempre da Brilla Campi e Taurisano — relativi ai tesseramenti di Gramegna, Sergio e Kordic, tutti gestiti da me e tutti regolarmente approvati.
Tengo a sottolineare che la mia professionalità non è in discussione: la benemerenza FIGC ricevuta a febbraio e il titolo di direttore sportivo professionista conseguito a Coverciano sono frutto di un percorso costruito sul campo. So che esistono invidie e tentativi di scaricare responsabilità, ma ho la coscienza a posto.
Faccio anche notare una contraddizione: lo stesso avvocato che oggi contesta il Massafra ha difeso il Taurisano in un caso analogo contro il Foggia Incedit, ottenendo esito favorevole nonostante un calciatore fosse sceso in campo prima della validazione del contratto. Questo rende ancora più difficile comprendere le contestazioni attuali.
Io voglio un confronto: voglio capire come un tesseramento dichiarato regolare possa diventare irregolare. Viviamo un’incertezza totale da oltre quattro mesi. Domenica si gioca l’ultima giornata, ma non sappiamo quale sarà la nostra posizione finale, né se e come disputeremo i play-out.
In tutto questo devo difendere un gruppo di ragazzi che si sta giocando la salvezza, in un contesto complicato tra dinamiche interne, esterne e continue critiche da parte di chi spesso non conosce il lavoro sul campo.
Sono molto coinvolto emotivamente, ma vado avanti con determinazione. Non ho alcun problema a dimostrare la correttezza del mio operato.
Infine, tengo a precisare che il Presidente Vito Tisci non ha alcun ruolo diretto in questa vicenda. La giustizia sportiva segue un iter autonomo e non è corretto attribuirgli responsabilità. Svolge il suo lavoro e non è giusto chiamarlo in causa per questioni che non rientrano nelle sue competenze».
Fonte: Facebook official page
Audace Cerignola, Vitale: “Con l’Altamura partita quasi a senso unico”
Gaetano Vitale, centrocampista dell’Audace Cerignola, è intervenuto all’interno della trasmissione Stadio Aperto, in onda su Telesveva, per fare il punto della situazione dopo il pareggio contro il Team Altamura: “E’ stata una partita quasi a senso unico, abbiamo avuto tantissime occasioni ma ne abbiamo finalizzata una sola. Il punto ci sta un po’ stretto, ora dovremo cercare di fare le nostre fortune nell’ultima gara a Benevento. Negli ultimi due anni avevo già fatto qualche gol, ora ho superato il record personale e ho messo affianco anche sette assist. Russo è uno degli esterni più forti della categoria, io sono stato bravo a segnare ma lui ha messo un gran pallone in mezzo: è uno dei giocatori più forti della C nel suo ruolo, gli devo pagare una cena per l’assist che mi ha fatto“.
“Il direttore sportivo è stato bravo a non cambiare tutto nel momento più difficile – ha proseguito Vitale -. Tutta la squadra è sempre stata col mister, i risultati non giravano ma le prestazioni c’erano. Alla dodicesima giornata eravamo penultimi: nessuno si aspettava di salvarsi sette-otto partite prima e di giocarsi i Playoff. Noi creiamo tanto ma finalizziamo poco, il mister ne parla spesso in settimana: io sono uno di quelli che sbaglia di più davanti alla porta. Il presidente ha salutato i tifosi dopo la partita con l’Altamura, ma non c’è ancora nulla di ufficiale: tutti sperano che rimanga, ci mette sempre la faccia e spende un sacco di soldi per questa squadra. Col Benevento sarà una bellissima partita, una posizione in più o in meno può cambiare tutto in ottica Playoff“.
Paganese ko a Gravina, Novelli non ci sta: «Inconcepibile farsi mettere dietro dall’avversario su quella palla»
La sconfitta rimediata dalla Paganese sul campo del Gravina lascia un retrogusto amaro in bocca a mister Raffaele Novelli, che nel post-partita ha analizzato con estrema schiettezza la prestazione dei suoi uomini. Nonostante un controllo del gioco quasi costante, la formazione azzurrostellata è tornata a casa a mani vuote, vittima di errori d’attenzione che hanno vanificato quanto di buono costruito in fase di manovra.
«L’approccio e l’attenzione messi in campo, specialmente nella prima parte del match, rispecchiavano esattamente quello che dovevamo fare» ha esordito l’allenatore campano. «Tuttavia, c’è un problema di fondo: siamo belli esteticamente, giochiamo un buon calcio e produciamo molte situazioni, ma poi pecchiamo nel momento decisivo. Abbiamo messo dentro un’infinità di cross, ma li attacchiamo con i tempi sbagliati o leggendo male la traiettoria».
«Con tutto il rispetto per il Gravina che sta disputando un ottimo campionato, è inconcepibile concedere una punizione mettendosi dietro all’avversario su una palla vagante di quel tipo» ha proseguito Novelli con fermezza. «Non è una questione di qualità degli avversari, ma di capire che le partite si decidono sui minimi dettagli. Non dobbiamo mai farci scavalcare: se stiamo difendendo, dobbiamo stare davanti all’uomo e non commettere banalità, specie contro chi ha specialisti nei calci piazzati».
Il tecnico ha poi tracciato un parallelo con le ultime uscite, evidenziando una crescita sul piano del gioco che però non ha portato i frutti sperati in termini di punti. «Rispetto alla gara interna con la Frattese o a quella con la Ferrandina, la squadra ha ripreso a giocare con maggiore qualità. Abbiamo dominato la danza, trovando sempre gli spazi giusti per affondare, ma nel calcio se non concretizzi le occasioni poi vieni punito alla prima disattenzione».
«Abbiamo spinto molto con i terzini e lavorato bene tra le linee, ma quando arriviamo al dunque facciamo sempre un tocco di troppo» ha spiegato il mister azzurrostellato. «La determinazione nell’area di rigore deve essere totale. Se attacchi il cross in modo blando, favorisci l’intervento del difensore; se invece lo fai con cattiveria, diventi letale. Oggi abbiamo sprecato troppe situazioni potenziali per mancanza di ferocia».
Interrogato sulla natura di questi continui blackout, Novelli ha spostato il discorso sul piano della maturità psicologica del gruppo. «Non è che qualcosa non vada nel senso assoluto del termine, ma fa parte di un percorso di crescita che a volte subisce delle soste improvvise. È proprio in questi momenti che bisogna insistere nel lavoro quotidiano per eliminare i difetti che poi ci creano difficoltà insormontabili durante i novanta minuti».
«Ci manca ancora quel salto mentale necessario per comprendere alcuni aspetti che nel calcio sono fondamentali se si vogliono vincere le partite» ha ammesso con amarezza l’allenatore. «Dobbiamo capire una volta per tutte cosa è realmente essenziale per chiudere i conti. Abbiamo iniziato creando gioco e occupando bene gli spazi, ma poi siamo caduti ancora una volta per non aver compreso l’importanza della concretezza».
«Bisogna assolutamente fare qualcosa di diverso, prendendo ciò che di positivo ha offerto questa gara ma eliminando drasticamente le leggerezze» ha concluso Raffaele Novelli. «Non si può dominare il campo e poi uscire sconfitti per un episodio causato da una nostra mancanza. È un peccato, perché la squadra ha dimostrato di saper stare in campo, ma i risultati passano attraverso una soglia di attenzione che oggi è venuta meno nel momento cruciale».
Fonte:NotiziarioCalcio.com