Juventus, quanto è costato Vlahovic per ogni gol e ogni minuto in bianconero

L’attaccante serbo firma con il Besiktas e dice addio definitivamente al club torinese dopo 4 anni e mezzo: le cifre dell’investimento tra stipendi e ammortamenti

Giornalista

L’era Dusan Vlahovic alla Juventus è pronta a chiudersi definitivamente. L’attaccante serbo è infatti atteso a Istanbul, dove firmerà il suo nuovo sostanzioso accordo con il Besiktas dopo la scadenza del contratto con il club torinese e le trattative mai avanzate per il rinnovo. Quattro anni e mezzo dopo il suo arrivo dalla Fiorentina, l’attaccante serbo saluta Torino con 68 gol in 168 presenze e un conto complessivo per i bianconeri che racconta bene anche l’altra faccia della sua esperienza juventina: quella economica. 

quanto è costato vlahovic

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Tra stipendio lordo e ammortamento del cartellino, il costo complessivo sostenuto dalla Juventus per Vlahovic nel periodo considerato ammonta a 162,13 milioni di euro, di cui 76,78 milioni in stipendi lordi e 85,36 milioni complessivi di ammortamenti (di cui 70 milioni per il cartellino versati alla Fiorentina, 10 di commissioni per gli agenti e il resto come bonus). Ma il rendimento economico peggiora sensibilmente se si guarda alle ultime stagioni. Una cifra che, rapportata alla produzione sul campo, permette di fotografare in maniera concreta quanto è costato ogni gol, ogni presenza e ogni minuto del centravanti serbo.  

quanto è costato ogni gol

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Il dato più immediato è quello relativo alle reti: ognuno dei 68 gol segnati da Vlahovic è costato alla Juventus circa 2,38 milioni di euro, con un rendimento altalenante tra le stagioni. Nel 2022-23 il costo per gol era stato di 2,27 milioni, mentre nel 2023-24 era sceso a 1,81 milioni grazie ai 18 gol, il suo miglior bottino stagionale a Torino. Nel 2024-25 è risalito a 2,46 milioni. Nell’ultima stagione il rapporto è diventato particolarmente pesante: 10 gol a fronte di un costo complessivo di 41,75 milioni, pari a 4,18 milioni per rete. Anche il costo per presenza restituisce la stessa fotografia. Vlahovic ha giocato 168 partite con la Juventus: ciascuna è costata in media 965 mila euro. Il dato è cresciuto anno dopo anno, passando dai 680 mila euro del 2021-22 ai 758 mila della stagione successiva, fino ai 948.886 euro del 2024-25. Nel 2025-26, con 23 presenze, il costo medio è arrivato a 1,82 milioni per partita. 

quanto è costato ogni minuto

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C’è poi il dato forse più particolare, quello cioè legato al tempo effettivamente trascorso in campo. Nei suoi anni juventini Vlahovic ha disputato in totale 10.766 minuti. Dividendo il costo complessivo per il minutaggio, emerge una cifra di 15.060 euro per ogni minuto giocato. Anche in questo caso, l’ultima stagione segna il punto più alto: 1.162 minuti disputati a fronte di 41,75 milioni di costo, per un valore di 35.930 euro al minuto. Il bilancio finale resta quello di un attaccante capace di segnare 68 gol in 168 presenze, ma anche di un investimento da oltre 162 milioni di euro che, guardato attraverso i numeri, ha prodotto un costo medio di 2,38 milioni a rete, 965 mila euro a presenza e 15.060 euro per ogni minuto in campo.

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Lukaku-Vlahovic, prima i soldi e poi il resto: si aprono le porte della Turchia

Richieste troppo elevate per i due attaccanti. La loro nuova vita in Turchia che da qualche giorno ha messo in vetrina anche Salah, nuova stella del Trabzonspor

Chi troppo vuole, Turchia stringe. È ciò che accade a due pezzi da novanta come Dusan Vlahovic, alla firma con il Besiktas, e Romelu Lukaku, che si accorda con il Fenerbahce. Il serbo svincolato dalla Juventus percepirà otto milioni di euro più i bonus per tre stagioni, il belga si trasferisce dal Napoli in cambio di sei milioni più altri rituali bonus: andrà a incassare circa dieci milioni moltiplicati per due anni. Si tratta di due centravanti che sono ancora in vetrina non soltanto per i loro gol, ma perché conservano un bel peso mediatico: insomma, non sono mai passati inosservati. Manterranno i loro stipendi top, in linea per esempio con l’appannaggio garantito a un’altra costosa punta della Super Lig, Victor Osimhen in forza al Galatasaray dopo i…

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VIDEO Spence all’Inter: chi è, ruolo, caratteristiche e numeri del nuovo acquisto

Djed Spence è un nuovo giocatore dell’Inter. L’esterno inglese arriva dopo un’ottima stagione con il Tottenham e un Mondiale giocato da protagonista con l’Inghilterra, ma il suo percorso parte molto più lontano, dai campi di Londra e da una lunga gavetta prima di arrivare in Premier League. Dribbling, progressione e duttilità sono alcune delle caratteristiche principali del nuovo acquisto nerazzurro, chiamato ora a inserirsi nel sistema di Chivu. Ma che giocatore ha comprato davvero l’Inter?

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Roma, problemi per Mora: il Porto ci ripensa. Mendes prova l’ultima mediazione

Si complica la trattativa dei giallorossi per l’esterno trequartista: chieste nuove condizioni per l’obbligo di riscatto. Intanto raggiunta l’intesa con l’Inter per Luis Enrique

Alessio D’Urso

Un’altalena di illusioni ha scandito le ultime 24 ore di Rodrigo Mora, rimasto sospeso nel limbo di una trattativa tra Porto e Roma che ieri mattina pareva ormai prossima ai titoli di coda. Ed invece in serata l’improvvisa frenata, lo stallo, il silenzio, a causa di nuove condizioni richieste dal presidente del club portoghese André Villas-Boas in particolare sulla formula dell’obbligo di riscatto su cui le parti avevano a lungo ragionato nelle precedenti 48 ore. Un colpo di scena che inevitabilmente potrebbe rendere non più fattibile l’operazione e rallentare per il momento anche le altre trattative in piedi da giorni: come quella, per esempio, per l’esterno brasiliano dell’Inter Luis Henrique, individuato per blindare le fasce laterali. 

nel dettaglio

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La Roma ha proposto al Porto un prestito da 7 milioni con diritto di riscatto a 43 che si tramuterebbe in obbligo al raggiungimento di alcune condizioni. Tra gli obiettivi, i giallorossi hanno inserito il 60% delle presenze e la qualificazione alla prossima Champions. Il Porto, invece, ha chiesto più garanzie e condizioni favorevoli e più facili da raggiungere. Secondo altre fonti, Vilas-Boas ad un certo punto avrebbe anche scartato proprio la soluzione del prestito chiedendo un pagamento cash alla Roma. Che, fin dal primo momento, ha richiesto il giocatore con la formula del prestito anche per esigenze di bilancio e per lasciare aperta la porta ad almeno un altro acquisto. Da una parte, dunque, l’agente Jorge Mendes ha spinto per la chiusura dell’affare proprio mentre il trequartista si allenava ieri pomeriggio sotto il sole agli ordini di Francesco Farioli. Dall’altra, la Roma che prendeva atto sul far della sera delle nuove condizioni. Difficile dire se oggi un nuovo cambio di prospettiva possa riavvicinare le parti: è possibile, comunque, visti i continui colpi di scena degli ultimi giorni. E soprattutto perché il potente Mendes farà di tutto per riportare attorno ad un tavolo i dirigenti portoghesi e giallorossi. 

attesa

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E l’incertezza del momento sul fronte Mora costringerà la Roma a predisporre in ogni caso un piano B per un giocatore che ricopra la stessa zona di campo del 19enne e a prendersi probabilmente qualche giorno in più per definire proprio l’operazione Luis Henrique, per la quale l’Inter e il club giallorosso hanno già raggiunto un principio di accordo. Ieri i dirigenti nerazzurri hanno comunicato ufficialmente al giocatore di essere pronti alla sua cessione dal momento che la Roma ha presentato un’offerta di 28 milioni più bonus. Da parte sua, il brasiliano ha confermato di non aver alcuna preclusione nei confronti della Roma, ma di voler solo conoscere in modo più approfondito il progetto tecnico giallorosso. Diversamente da quanto emerso in un primo momento, quindi, non ci sono mai state distanze tra i procuratori dell’esterno e il club romano sul fronte dello stipendio (all’Inter il brasiliano percepisce 2 milioni di euro a stagione). Ma a questo punto è probabile che l’intera questione verrà discussa con i nerazzurri tra qualche giorno, non subito, non appena verrà chiarita la posizione di Mora, che è da giorni una priorità per Gian Piero Gasperini. Un’operazione da 50 milioni che ora però, all’improvviso, si è maledettamente complicata.

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Mercato Juventus: Suzuki apre al prestito, Lucumi è vicino

Per la fumata bianca sul portiere giapponese serve chiudere col Psg. Per il colombiano il Bologna può accettare 20 milioni più Cabal

Guglielmo Buccheri e Filippo Cornacchia

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Un doppio sì per chiudere, di fatto, il cerchio. Il primo, quello di Zion Suzuki, è “condizionato” a una serie di fattori che devono coincidere; il secondo, quello di Jhon Lucumi, c’era già, ma, adesso, è più forte perché il Bologna ha aperto la porta alla trattativa. Suzuki e Lucumi per la felicità di un tecnico, Luciano Spalletti, tornato dalla tournée in Asia e Australia con l’agenda piena e ricca di appunti tattici, ma non solo.

Ore decisive

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Suzuki, in uscita dal Parma destinazione la casa dei campioni d’Europa del Psg per 35 milioni di euro, non avrebbe alcun problema ad accettare un nuovo, immediato, trasloco per sposare la causa bianconera fino al prossimo giugno: il portiere giapponese conosce il nostro campionato e conosce l’ambizione che si vuole coltivare alla Continassa e dintorni. I colloqui tra l’ad Giovanni Carnevali e l’entourage di Suzuki alla presenza del direttore sportivo Frederic Massara sono andati in scena senza strappi o resistenze: il pallone, ora, passa tra le mani di Luis Enrique, allenatore parigino, e della stessa società più brava d’Europa nelle ultime due edizioni di Champions. Il motivo? A Parigi non hanno ancora le idee molto chiare su quella che dovrà essere la loro gerarchia tra i pali nella stagione cominciata con la vittoria nella finale di Supercoppa Europea e, le idee deve chiarirsele per primo il tecnico spagnolo: il via libera al trasferimento in prestito del portiere giapponese alla Juventus è ipotesi reale, anzi molto reale, ma, allo stesso tempo, c’è da aspettare cosa si diranno e quale impressione farà Suzuki a Luis Enrique. Sullo sfondo rimane, poi, la questione formale legata al probabile contratto di prestito da definire in tutti i suoi passaggi: chi paga lo stipendio del giocatore, quali le condizioni per il ritorno a Parigi nel prossimo giugno, quale lo sforzo economico complessivo per un club, i bianconeri, che non vorrebbero passare per quelli che valorizzano un profilo giovane e interessante senza alcun ritorno. Temi, tutti, da affrontare seduti attorno a un tavolo visto che fino a ora si è mossa solo una diplomazia in contatti, numerosi, ma “solo” telefonici. Suzuki si avvicina, ma le trappole sulla strada verso Torino non sono state disinnescate tutte: le prossime ore, da qui a Ferragosto, saranno quelle decisive anche perché Carnevali e Massara vogliono consegnare il nuovo numero uno a Spalletti per l’inizio della settimana quando le attenzioni saranno rivolte al debutto in campionato di Frosinone in agenda domenica 23 agosto. In lista di attesa rimangono i soliti noti: Vicario in testa con il Tottenham da convincere per il prestito e Lunin con il Real Madrid ugualmente da convincere per la sua partenza verso la Continassa.

Spalletti aspetta

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Da Suzuki a Lucumi, da un sì all’altro. La partita sul nome del difensore del Bologna si è, improvvisamente, arricchita di un particolare ingombrante: la disponibilità del club emiliano ad accettare l’offerta bianconera. Una svolta dopo i primi tentennamenti, una piccola, grande rivoluzione dopo i primi contatti: la società di Saputo chiedeva non meno di venticinque milioni di euro, adesso è scesa attorno ai venti con il gradimento di Cabal come parte dell’operazione. Se un sì tira l’altro, quello del colombiano è stato forte e deciso fin dal primo affondo da Torino: Lucumi ha, da subito, messo la Juventus al primo posto dei suoi desideri e, alla luce di un accordo con il Bologna in scadenza nel giugno del 2027, ha chiesto di essere ceduto fin da questa sessione di mercato. No, non se ne parla: così la risposta fino a qualche ora fa. Sì, se ne può parlare: la virata di queste ore. Spalletti ha individuato in Lucumi il profilo ideale per la sua difesa e per la sua visione di gioco e, Lucumi, ha apprezzato la considerazione del tecnico bianconero a tal punto da rifiutare ogni altra possibile offerta. La prossima settimana dalle chiacchiere degli intermediari si passerà all’incontro ad altissimo livello Carnevali-Fenucci con l’obiettivo di arrivare alla fumata bianca attesa da tempo. Il sì di Suzuki va alla prova Luis Enrique, quello di Lucumi è più blindato: Spalletti può passare un Ferragosto con gli effetti speciali.

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