Intervista Altafini: “Milan-Benfica, 900 euro di pensione, il Como”
José nel 1963 fu l’eroe della prima Coppa dei Campioni, vinta contro i portoghesi: “Merito di Maldini e di un infortunio. A 88 anni lavoro, guido anche per 300 chilometri in un giorno e chiedo perdono a Dio: ho scherzato troppo. Il Milan? Sempre nel mio cuore”
…Juve, la formazione di Spalletti contro il Nec
Il rientro di McKennie e Cambiaso offrono novità tattiche ai bianconeri. Idea due punte: il tedesco con Kolo
Cambiare molto per non cambiare niente: la trappola che Luciano Spalletti deve evitare è un po’ “gattopardesca” ora che arriva l’Europa e con l’Europa il tempo delle partite senza soluzione di continuità. Cambiare molto è condizione, l’unica, in campo perché oltre il Nec – domani sera all’Allianz Stadium – c’è uno spazio limitato per preparare il delicatissimo incrocio di domenica pomeriggio – sempre allo Stadium – con l’Atalanta dell’ex Sarri alla luce del rovescio di Reggio Emilia: il problema, ingombrante, è che sempre di otto assenti bisogna parlare nonostante l’infermeria dia qualche segnale incoraggiante. Spalletti recupera due dei suoi fedelissimi – McKennie e Cambiaso -, ma non può contare su Zhegrova, fuori dalla lista Uefa, e Kelly, che deve scontare il rosso della passata stagione contro il Galatasaray: gli altri sei out, Yildiz, Thuram, Locatelli, Ekhator, Cabal e Boga, raccontano storie di recuperi lunghi o lunghissimi.
Sarri nella testa
—E, allora? L’ex ct azzurro è chiamato a dare una sterzata nella formazione muovendosi dentro un sentiero stretto: il “peso” dell’Europa League è doppio, da una parte c’è la chiara volontà della società di arrivare fino in fondo, dall’altra c’è un campionato che non ammette più passi falsi per non sgonfiarsi sul nascere. Ma, come detto, dar vita ad una piccola, profonda rivoluzione è cosa logica e giusta dopo le ferite delle ultime ore. L’atteso recupero di McKennie e Cambiaso vale, almeno in partenza, più per il secondo che per l’americano: l’azzurro si è messo alle spalle un problema non muscolare, da qui la più rapida discesa sotto i riflettori. Cambiaso potrebbe prendere il posto di Celik o spostare l’ex giallorosso a metà campo, da esterno a destra: in quest’ultimo caso, l’ipotesi di un cambio di modulo con il ritorno alla difesa a tre prenderebbe corpo. Il polacco Grabara insidia Vicario perché per Spalletti “…la Juventus ha due numeri uno…”: in coppa l’avvicendamento, soprattutto nella prima fase, è più di un’idea. Gatti insidia Bremer per due motivi: il difensore che sa fare l’attaccante d’emergenza si porta dietro l’adrenalina del gol contro il Milan sui titoli di coda, il capitano brasiliano l’immagine di gambe molli e testa distratta dentro il ko a casa Sassuolo, soprattutto nella giostra finale.
La ferita di Reggio Emilia
—Da metà del terreno da gioco in sù è un bel rompicapo. Douglas Luiz, in Emilia, ha terminato la sua fatica camminando: mai aveva vissuto un tour de force così intenso negli ultimi tempi. Ma Douglas Luiz non può rifiatare, non ora: accanto al brasiliano ci sarà l’energia di Sarr, qualche scatto a Reggio Emilia, pronto a dare il suo contributo in Europa con McKennie in attesa dalla panchina e con l’aura di chi cambia le cose. Là davanti, si sono persi gli esterni: Boga, come detto, è fermo ai box, Zhegrova può fare solo lo spettatore così Nico Gonzalez e Conceiçao sono destinati alla staffetta con vista Atalanta. Il tema attaccante rimane quello dominante perché Spalletti non vuole scendere dal carro di Kolo Muani, ma, fino adesso, il carro continua a sbagliare strada: da qui, la probabile scelta di responsabilizzare Woltemade, pronto al debutto dal via, ma, allo stesso tempo, la volontà di non dare l’impressine di aver cambiato idea mettendo Kolo Muani in disparte. Tradotto: con l’obbligo di non pestarsi i piedi, contro il Nec potrebbe prendere forma l’inedita coppia di punte o seconde punte con il gigante tedesco più centrale e l’attaccante francese più periferico. La sensazione è che l’ostacolo olandese non sia di quelli insormontabili (eufemismo), ma possa rappresentare una sorta di gara provino con sfide più probanti all’orizzonte. D’altronde, calendario alla mano, lo spazio per gli esperimenti non c’è: il campionato si fermerà dopo la tappa del prossimo fine settimana, ma la palla passerà alle nazionali e, al rientro, per i bianconeri, e non solo, è previsto un impegno ogni tre giorni fino a fine novembre. Reggio Emilia impone una svolta, a Spalletti il compito di muoversi tra infortunati, squalifiche, rientri.
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Bologna, addio Domenico Tedesco: le parole dell’ex tecnico
A Casteldebole l’incontro con la società e il saluto del tecnico. Alle 16 scatta ufficialmente la nuova gestione con il primo allenamento
Domenico Tedesco è arrivato alle 8.53 a Casteldebole per i saluti finali ed è uscito dal Centro Tecnico attorno alle 10.15. “Quello che ci siamo detti con la società rimane fra noi – racconta alla guida della propria macchina l’ormai ex tecnico del Bologna -: posso solo dire che solo stato accolto da questa città in maniera strepitosa e avrei voluto rimanere di più”.
atmosfera
—Il viso non è teso, le parole sembrano apparentemente serene. “Di sicuro sono molto, molto dispiaciuto. Cos’è successo? Niente di particolare: è il calcio. Mi vedete sereno? Solo fuori: sono molto dispiaciuto perché questa gente merita tanto, purtroppo sino stato solo due volte in questo stadio, atmosfera fantastica, in città, attorno alla squadra è qualcosa di molto bello. Ringrazio davvero tutti per come mi hanno accolto. Se ci sono rimpianti per come è stata costruita la squadra assieme? Quel che volevo dire l’ho detto…”. Sorride, saluta e va dopo soli due mesi effettivi da allenatore del Bologna. Oggi primo allenamento di Raffaele Palladino: inizio ore 16.
A. Toma Maglie – Conferenza stampa prepartita della Presidente
Conferenza stampa prepartita della Presidente
Fonte: Facebook official page
Top & Flop di Picerno-Catania
Al “Donato Curcio” il Catania trova una vittoria pesantissima e travolge il Picerno con un 4-2 maturato soprattutto grazie a un primo tempo devastante. Gli etnei, dopo un avvio equilibrato, cambiano volto alla mezz’ora e nel giro di quattro minuti costruiscono il triplo vantaggio. Il Picerno prova a reagire nella ripresa, ma il poker di Cicerelli sembra chiudere definitivamente i conti. Nel finale arrivano le reti di Pugliese e Abreu, ma il Catania resiste e porta a casa tre punti importanti.
Il primo squillo è degli ospiti, con Vallocchia che dopo appena un minuto prova la conclusione al volo sugli sviluppi di un disimpegno impreciso del Picerno, senza però trovare lo specchio. La squadra di De Luca prova a gestire il possesso e al 6′ si fa vedere con Del Fabro, bravo a chiudere su Quaini. Poco dopo è ancora Russo a cercare la profondità, ma la sua posizione è irregolare. Il Picerno risponde con Franco, che al 17′ conquista una buona punizione, mentre al 22′ Pugliese prova a sfruttare un cross morbido dello stesso Franco: il colpo di testa è però troppo centrale e Dini blocca.
Il Catania cresce con il passare dei minuti. Al 28′ Di Gennaro prova la girata sugli sviluppi di un’azione offensiva, ma il pallone termina alto. Tre minuti più tardi arriva la svolta. Il Picerno concede troppo spazio e Ierardi ne approfitta inserendosi in area: il difensore trova il tempo giusto e batte Marcone, firmando lo 0-1. Il vantaggio sblocca definitivamente gli etnei. Al 33′ una nuova leggerezza difensiva dei lucani permette a Bruzzaniti di recuperare palla e calciare forte verso la porta: Marcone viene battuto per la seconda volta.
Non c’è neppure il tempo di reagire. Un minuto dopo il Catania cala il tris. Russo conclude verso la porta, Marcone respinge, ma sulla ribattuta si avventa Cavuoti che non sbaglia. È lo 0-3 e il Curcio piomba nel silenzio. Il Picerno prova a scuotersi, ma fatica a trovare spazi contro una squadra etnea che gestisce con personalità il vantaggio. Al 39′ Marcone evita il quarto gol anticipando Cicerelli in uscita, mentre nel finale di tempo Abreu prova a impensierire Dini senza successo.
Il secondo tempo riparte con il Picerno che prova ad alzare il baricentro. De Luca inserisce Rillo al posto di Pistolesi, ma il Catania continua a controllare la gara. Al 53′ Vallocchia sfiora il poker con una conclusione potente dal limite che termina di poco a lato. Il Picerno cerca di reagire attraverso Franco e Abreu, ma la squadra di Emilio Longo appare sempre in controllo. Al 57′ arriva infatti il quarto gol. Bruzzaniti serve una palla splendida a Cicerelli, che si coordina alla perfezione e con una conclusione al volo firma lo 0-4.
Il Catania potrebbe addirittura trovare la manita un minuto più tardi. Cicerelli si presenta a tu per tu con Marcone, ma spreca una ghiotta occasione per completare la propria serata da protagonista. Longo inserisce poi Insigne e Corbari, mentre il Picerno prova a cambiare qualcosa con gli ingressi di Perri e Coppola. La formazione lucana trova finalmente una reazione concreta al 75′: cross dalla destra, velo di tacco di Abreu e Pugliese si presenta davanti a Dini, battendolo con freddezza per l’1-4.
Il finale si complica per il Catania. All’83’ Virgilio entra in area e viene travolto da Masciangelo: l’arbitro indica il dischetto ed espelle il terzino etneo. Dopo il controllo al FVS, il rigore viene confermato. Dagli undici metri si presenta Abreu, che all’88’ spiazza Dini e firma il 2-4. Il Picerno ci crede e prova a sfruttare i sette minuti di recupero. Al 91′ Bellodi sfiora il gol sugli sviluppi di un corner, mentre al 92′ Dini compie un intervento importante sulla torsione di Del Fabro. Il Catania stringe i denti, anche in nove uomini nella fase finale per l’uscita momentanea di Ierardi, e riesce a difendere il doppio vantaggio fino al triplice fischio.
Finisce 2-4 al “Donato Curcio”. Il Catania costruisce la vittoria con un primo tempo praticamente perfetto e torna a casa con tre punti pesanti, mentre il Picerno paga a caro prezzo il blackout di metà primo tempo. La reazione finale dei lucani non basta per completare la rimonta.
Ecco i Top&Flop:
TOP:
Ierardi (Catania): Sblocca una partita che fino a quel momento sembrava incanalata sui binari dell’equilibrio e lo fa con un inserimento da vero attaccante aggiunto. Si fa trovare nel posto giusto al momento giusto, approfittando di una disattenzione della retroguardia lucana, e firma lo 0-1. È il settimo centro con la maglia del Catania e soprattutto il gol che dà il via alla serata perfetta degli etnei. Non si limita alla rete: resta dentro la partita, garantisce presenza fisica e contribuisce a una prestazione difensiva solida fino alla fase finale. IL GRIMALDELLO
Pugliese (Picerno): In una serata che per il Picerno sembra compromessa già nel primo tempo, è uno dei pochi a non arrendersi. Cerca di dare profondità alla manovra, attacca gli spazi e continua a giocare anche quando il risultato sembra ormai irrecuperabile. Al 75′ trova il gol dell’1-4 con grande freddezza, sfruttando il velo di Abreu e battendo Dini con una conclusione precisa. È la fotografia di una squadra che prova almeno a salvare l’orgoglio. ORGOGLIO LUCANO
FLOP:
La difesa del Picerno: Una serata da dimenticare. Il blackout arriva tutto insieme tra il 31′ e il 34′, quando il Catania trova tre gol in appena quattro minuti sfruttando altrettante letture difensive tutt’altro che impeccabili. Prima l’inserimento di Ierardi, poi l’errore che spalanca la strada a Bruzzaniti e infine la respinta raccolta da Cavuoti. Il Picerno perde riferimenti, concede campo e non riesce più a ricomporre il reparto. Nella ripresa prova a reagire, ma il poker di Cicerelli spegne definitivamente le speranze. BLACKOUT
Masciangelo (Catania): Il Catania domina per larghi tratti e sembra avere la partita completamente in mano, ma nel finale arriva una macchia evitabile. Il terzino travolge Virgilio in area e costringe l’arbitro a indicare il dischetto, oltre a lasciare gli etnei in dieci uomini. Il Picerno accorcia dagli undici metri e prova a rientrare in partita, trasformando una fase finale che poteva essere di semplice gestione in un finale decisamente più complicato. INGENUO
