Inter, Milan, Juve: il commento sulle amichevoli di Archetti sulla Gazzetta

Le indicazioni dalle amichevoli delle big: la Juve ha buone indicazioni da Alajbegovic e Kolo Muani ma deve risolvere il problema tra i pali, il Milan è troppo brutto per essere vero. Intanto Chivu sorride e scopre anche Bovio…

Le principali squadre italiane vanno dall’altra parte del mondo perché c’è richiesta, quindi in Oriente non vivono di sola Premier League; perché si raccolgono soldi che fanno comodo e perché si rafforza il marchio, anzi il brand, che suona più raffinato e fa sembrare meno provinciali. Gli allenatori sperano invece, contro avversari non banali, di raccogliere indicazioni per decifrare meglio il materiale, chiedere aggiunte, sfoltire, riflettere. Il campionato parte tra due settimane, gli organici sono ancora incompleti non soltanto per operazioni di mercato tuttora monche, ma perché tanti giocatori impegnati nel Mondiale non si sono ancora presentati in gruppo. Pur nella fragilità di…

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Juve, mercato portiere: Di Gregorio flop, avanti per Trubin, Vicario e Suzuki

I bianconeri hanno bisogno di accelerare per un nuovo portiere titolare, ma la scelta sembra più economica che tecnica. Piace anche Trubin, ucraino del Benfica

Problema numero uno, in tutti i sensi. Alla Juventus non è bastato andare dall’altra parte mondo per ribaltare la questione portiere e vederla da un altro punto di vista. In Australia come in Italia: Michele Di Gregorio resta un caso e il suo successore un’urgenza da risolvere in fretta. L’allarme in questi mesi non è mai rientrato alla Continassa, ma ieri è tornato a suonare fortissimo. Un po’ come quando scatta la sirena antincendio in un locale. All’ad Giovanni Carnevali, al suo braccio destro Ricki Massara e al ds Marco Ottolini sono fischiate le orecchie nonostante i quasi quindicimila chilometri – e le sei ore di fusorario – che dividono la “loro” Torino da Perth. Tutta colpa del derby d’Italia e delle nuove incertezze dell’ex Monza. Poco reattivo sull’1-0 di Dimarco, addirittura un po’ goffo in occasione del raddoppio di Diouf. Due indizi non basterebbero per fare una prova, tuttavia la Juventus negli ultimi mesi ne ha raccolti molti di più. Tanto che la caccia al nuovo portiere, tra beffe, frenate e illusioni, in questo momento si sta restringendo a pochi nomi: in prima fila resistono Guglielmo Vicario del Tottenham e Zion Suzuki, pronto a trasferirsi dal Parma al Psg ma con il futuro imminente ancora in dubbio. A ruota del 29enne azzurro e del 23enne giapponese, guadagna posizioni Trubin del Benfica. Ma il casting continua: ogni giorno di più, si profila una scelta più economica che tecnica.

da alisson a…

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Già, la ricerca affannosa dell’erede di Di Gregorio è cominciata in primavera, non si è fermata con la rivoluzione dirigenziale (da Comolli e Carnevali) e nemmeno dopo le quattro amichevoli con la porta inviolata: Basilea, Standard Liegi, Nizza, Chelsea. Ieri Di Gregorio è ricascato nei vecchi vizi e la Juventus si trova costretta cambiare marcia. Gli uomini mercato bianconeri inseguono la migliore delle occasioni possibili. Preferibilmente in prestito dopo i tanti soldi investiti per rivoluzionare l’attacco: quasi 90 milioni tra Ekhator, Kolo Muani e Alajbegovic. In principio, la Signora ha accarezzato Alisson del Liverpool, si è fatta abbindolare dal canto del “Dibu” Martinez dell’Aston Villa e senza successo ha provato l’all-in per Svilar della Roma e Maignan del Milan. Il tempo dei sogni è finito da un po’ alla Continassa. A 23 giorni dalla fine delle trattative, Carnevali e Massara sono passati alla “modalità pragmatismo” e continuano a bussare in tutta Europa. Gli affitti brevi di Vicario e Suzuki (a patto che il Psg lo conceda subito dopo aver speso quasi 40 milioni) sono quelli che convincono di più.

le trattative

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Alla Continassa non è in discussione il valore di Di Gregorio, finito nel mirino di Marsiglia e Valencia, però ormai il problema è diventato più ambientale/psicologico che tecnico. Ieri Spalletti ha difeso l’Uomo Digre (“È stato bravo in 2-3 interventi”), ma al rientro dall’Australia spera di trovare un nuovo numero uno alla Continassa. Lucio vorrebbe Suzuki per la sua abilità con i piedi, anche sotto pressione. La Juventus, come ripete qualcuno alla Continassa, non è il Tolosa. Tradotto: l’eventuale prestito del giapponese dal Psg, che sta finalizzando il suo acquisto dal Parma, non può essere libero o gratuito: i bianconeri vorrebbero un premio di valorizzazione nel caso. A Parigi sono divisi: Luis Enrique, ad esempio, insiste per la cessione di Chevalier e la promozione immediata di Suzuki. Anche per questo Vicario resta in pole, a patto che il Tottenham confermi il prestito senza obblighi futuri.

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Brighton-Roma, Gasperini: “Fatichiamo. C’è ancora bisogno di qualcosa”

Il tecnico giallorosso dopo 3-0 incassato a Brighton: “Pensavo di essere più avanti. D’Amico sta trattando giocatori molto giovani, ma anche molto importanti”

Dopo il 3-0 incassato con il Brighton, Gian Piero Gasperini fa il bilancio del ritiro anglosassone e del momento giallorosso. La squadra un po’ fatica a ripartire, adesso da martedì si tornerà a lavorare a Trigoria per migliorare in vista del via del campionato (in mezzo l’amichevole di Dortmund di Ferragosto). “È vero, forse fatichiamo a riattivare la spinta – ha detto l’allenatore della Roma – Questa è stata indubbiamente una partita pessima, una brutta prestazione, senza la giusta concentrazione. Abbiamo delle difficoltà, ma pensiamo di poter rimediare presto. In più ci sono giocatori reduci dal Mondiale come Ndicka, El Aynaoui e Malen che sono un po’ svuotati, dobbiamo avere pazienza con loro. Come gruppo siamo un po’…

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Brighton-Roma 3-0, allarme Gasperini | Gazzetta.it

Secondo ko in Inghilterra per i giallorossi: il 3-0 mette a nudo i problemi della retroguardia giallorossa. Sono 11 le reti incassate in 4 amichevoli. Negli ultimi 18 minuti provati insieme Castro e Malen. Il 15 il prossimo test col Borussia Dortmund

Finisce male il ritiro anglosassone della Roma. Dopo il capitombolo con il Cardiff (Serie B inglese) e la vittoria contro il Newport (quarta serie) arriva lo schiaffo con il Brighton per 3-0. Un’altra sconfitta pesante, che mette in evidenza soprattutto due cose: la Roma è ancora indietro nella preparazione e i meccanismi difensivi devono essere rivisti il prima possibile. Con i tre gol incassati a Brighton, infatti, sono ben 11 le reti subite nelle ultime 4 amichevoli, alla media di 2,75 a partita (4 dal Cardiff, 3 da Cannes e Brighton, una da Newport). Tra l’altro i giallorossi senza aver mai centrato i pali della porta avversaria, altro dato preoccupante.

uno-due

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Gasp insiste con le due punte e il trequartista, formula che utilizza di solito quando affronta squadre che difendono a 4. Così Soulé finisce alle spalle di Dybala e Malen, ma il tridente giallorosso costruisce poco e niente. Ad affondare e spingere sull’acceleratore è invece sempre il Brighton, con Svilar costretto a salvare prima su Hinshelwood (in uscita) e poi su Georginio (tiro dal limite deviato in angolo). Rensch fatica a contenere Minteh e in mezzo i giallorossi fanno poco filtro: così le ripartenze inglesi sono continue. Eppure qualcosa la Roma riesce anche a costruire, con Malen che calcia alto da buona posizione e Wesley che si divora un gol dopo un bello scambio in velocità con l’olandese. Il resto però è solo Brighton. Tra le due occasioni giallorosse c’è infatti un clamoroso palo di testa di Vuskovic, poi arrivano anche le due reti biancazzurre: prima una magia di Georginio a giro dal limite, poi un destro secco dal limite di Ayari che non lascia scampo a Svilar.

le prove

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L’inizio della ripresa è uno shock. Arriva subito il 3-0 (ancora Ayari su assist di Georginio), Minteh reclama un rigore che ci può stare e il Brighton arriva praticamente da tutte le parti, con la difesa giallorossa ancora in forte imbarazzo. A interrompere l’inerzia arriva l’infortunio di Minteh, che spezza il ritmo e dà respiro a Gasperini. Allora l’allenatore giallorosso prova per la prima volta insieme Castro e Malen. L’esperimento dura in tutto 18 minuti e non rende neanche poi molto. Adesso testa a Dortmund, a Ferragosto, contro il Borussia.

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Cuadrado: ‘Juve, non volevo andarmene. Il rinnovo…’

Juan Cuadrado rivela i dettagli del suo addio alla Juventus. L’ex bianconero parla del suo orgoglio per le oltre 300 partite e chiarisce: “Non volevo andarmene, mi offrirono un rinnovo…”.

Juan Cuadrado torna a parlare del suo legame con la Juventus e del suo controverso addio. In un’intervista concessa a DSports, l’esterno colombiano ha raccontato la sua versione dei fatti riguardo il mancato prolungamento con il club bianconero e il successivo passaggio all’Inter, un trasferimento che ha fatto discutere i tifosi.

L’orgoglio per la maglia bianconera

L’esperienza a Torino resta un capitolo fondamentale della sua carriera. Cuadrado ha espresso con fierezza il suo percorso nel club. “Ero capitano, ho fatto la storia della Juventus con oltre 300 partite, un traguardo che nemmeno i giocatori italiani hanno raggiunto“, ha spiegato il colombiano. Un bilancio che lo riempie di soddisfazione personale. “Lo vedo lì ed è motivo di orgoglio“.

Il retroscena sul…

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Inter, Chivu: "Provedel titolare? In porta non ci sono gerarchie"

Cristian Chivu, allenatore dell’Inter, ha commentato la partita contro la Juventus, che la sua squadra ha vinto 2-1, concludendo nel migliore dei modi la tournée australiana. Il tecnico romeno ha schierato il neo-acquisto Provedel titolare, lasciandolo in campo per 63 minuti: questo il suo commento sulla possibile alternanza con Martinez nel corso della stagione. [continua a leggere sulla Gazzetta dello Sport ]

𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗲𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶, 𝘁𝗮𝘁𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝘁𝗲, 𝗰’𝗲̀ 𝘂𝗻 𝗮𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲: 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗼

È da questa consapevolezza che prende il via il percorso del Manfredonia Calcio; la società del patron Gianni Rotice continua a investire in professionalità, programmazione e attenzione ai dettagli, costruendo un modello di lavoro sempre più moderno e strutturato.

In questi giorni il Dott. Simone Schinco, biologo nutrizionista, ha eseguito i test BIA sui calciatori della prima squadra. La bioimpedenziometria rappresenta uno strumento fondamentale per valutare la composizione corporea, analizzando parametri come massa muscolare, massa grassa e stato di idratazione, dati indispensabili per elaborare strategie nutrizionali personalizzate.

Ogni valutazione diventa così il punto di partenza per ottimizzare alimentazione, recupero e performance, accompagnando gli atleti durante tutta la stagione con un approccio scientifico e mirato. Perché oggi la differenza non si costruisce solo nei 90 minuti, ma anche attraverso il lavoro quotidiano che precede ogni allenamento e ogni gara. Un altro passo che conferma la volontà del Manfredonia Calcio di crescere dentro e fuori dal campo, con una visione sempre più professionale, organizzata e orientata all’eccellenza.𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮