Top & Flop di Monopoli-Latina


Il Monopoli torna a vincere imponendo la prima sconfitta del 2026 al Latina fresca finalista della Coppa Italia con il Potenza, i pugliesi si impongonoal “Vito Simone Veneziani” per 1-0 nella gara odierna valida per la 24^ giornata del girone C di serie C sky wifi. L’espulsione dopo due minuti di Marenco ha condizionato la partita obbligando i pontini ad una gara prevalentemente in chiave difensiva mentre i padroni di casa hanno faticato a trovare spazi. Nella ripresa con l’inserimento di Vinciguerra i pugliesi hanno cambiato marcia peccando l’incapacità di chiudere la partita soffrendo il finale avversario. Alberto Colombo deve fare a meno di Bagatti, il quale sta completando una terapia per riprendersi dal problema alla spalla.  Spazio al 3-5-2 pressochè copia- incolla di quello visto a Cerignola nel precedente turno: davanti ad Albertazzi spazio al trio difensivo composto da Manzi, Piccinini Ronco. Valenti ed Imputato deputati ad agire sulle fasce, Calcagni in cabina di regia supportato dalle mezzali Battocchio e Greco. In avanti la coppia offensiva composta da Longo e Tirelli.  Sull’altra sponda Gennaro Volpe schiera i suoi con lo speculare 3-5-2, davanti a Mastrantonio confermata la linea difensiva composta da Dutu, Marenco e Carillo. Pace preferito a Tomaselli sulla destra con Porro sulla corsia opposta, in mezzo confermato il solo De Ciancio affiancato da Lipani e Riccardi. Cioffi affianca bomber Parigi. In cronaca, nel primo tempo l’unica emozione è l’espulsione repentina di Marenco reo di aver fermato Tirelli verso la porta avversaria. Decisione confermata dopo la revisione al Fvs chiesta dai nerazzurri. Il Latina chiude tutti gli spazi mettendosi 4-3-2 non concedendo occasioni ai pugliesi. Nella ripresa Colombo inserisce Vinciguerra per Greco e la scelta paga subito: proprio il neo entrato raccoglie il preciso cross da destra di Valenti. Il Monopoli colpisce un palo clamoroso con Imputato e poi il neo entrato Scipioni si fa ipnotizzare Da Mastrantonio. Il Latina non molla e nell’ultimo quarto d’ora produce il forcing facendosi vedere più volta con Lipani: nella prima circostanza interviene Albertazzi. Nei cinque minuti di recupero il forcing della squadra di Volpe non si tramuta nel pareggio ma la squadra ha dimostrato di essere viva e coriacea. Ecco i migliori e i peggiori del confronto:

TOP

Alessandro Vinciguerra (Monopoli): al suo esordio al Veneziani timbra subito il cartellino firmando il primo centro in maglia biancoverde. Sblocca una partita non semplice segnando a pochi secondi dal suo ingresso, vivacizzando l’attacco dei pugliesi non dando punti di riferimento agli avversari entrando con qualità a tutte le azioni della sua squadra. MORTIFERO

Eduard Dutu (Latina): partita di grande sacrificio per il pacchetto arretrato dei pontini, in inferiorità numerica al primo vagito del match. Il rumeno risponde presente sbarrando la strada agli avversari sventando i pericoli che arrivano nella sua zona di competenza. MURO

FLOP

Freddi Greco (Monopoli): fatica ad entrare in partita, nella sua zona ci sono pochi spazi. Gli avversari chiudono bene non permettendo linee di passaggio libere. Il numero 15 commette molti errori di fraseggio, perdendo in alcuni frangenti tempi di gioco. FRETTOLOSO

Filippo Marenco (Latina): paga una disattenzione in apertura di gara facendosi espellere dopo soli due minuti. Tirelli gli va via in velocità e lui non trova di meglio che stenderlo. INCAUTO

Fonte:TuttoC.com

Fasano inarrestabile, Banegas firma il pokerissimo: l’Acerrana cade al Curlo


Il Fasano prosegue la sua marcia trionfale e mette in bacheca la quinta vittoria consecutiva, confermando un momento di forma strepitoso che proietta la squadra di mister Pasquale Padalino ai vertici assoluti della classifica.

In una sfida che sulla carta poteva nascondere le insidie tipiche dei test contro le retrovie, i biancazzurri hanno regolato di misura l’Acerrana, fanalino di coda del torneo, grazie a una rete siglata nelle battute iniziali da Banegas. Con questo successo, la formazione pugliese aggancia momentaneamente la Paganese a quota 43 punti, insediandosi sul gradino più alto del podio e lanciando un segnale inequivocabile alle dirette concorrenti per la promozione.

Per l’occasione, l’undici di casa si è presentato con il consueto e collaudato 4-3-3, nonostante qualche defezione dell’ultimo minuto. Un problema fisico ha infatti costretto ai box il terzino destro D’Antona, sostituito degnamente da De Mori, mentre al centro della retroguardia si è registrato il prezioso ritorno di Blondett. Sulla corsia mancina, Lambiase ha vinto il ballottaggio con Langella, completando il reparto arretrato a protezione di Piras. A centrocampo, le chiavi del gioco sono rimaste nelle mani del trio composto da Falzerano, Salzano e Bianchini, mentre il peso dell’attacco è stato affidato all’estro di Corvino e Banegas a supporto del centravanti Barranco.

L’avvio della contesa ha visto un Fasano subito autoritario. Già al quarto minuto Falzerano ha testato i riflessi di Rizzitano con un fendente dal limite, ma la svolta decisiva è arrivata all’undicesimo: un’ispirata iniziativa di Corvino sulla sinistra ha prodotto un suggerimento perfetto per Banegas, il quale ha trovato il tempo per calibrare un destro chirurgico nell’angolo basso, siglando la sua prima marcatura con la maglia biancazzurra. L’Acerrana ha provato a scuotersi al 17’ con uno schema su punizione che ha portato Longo alla girata aerea, terminata però centralmente tra le braccia di Piras. Il monologo casalingo è ripreso subito dopo con Lambiase, autore di un diagonale potente respinto dal portiere granata. Al 29’ il Fasano ha sprecato l’occasione per il raddoppio: Corvino si è trovato tra i piedi un pallone d’oro nel cuore dell’area di rigore, ma ha calciato sopra la traversa fallendo quello che sembrava un rigore in movimento.

Nel finale della prima frazione, gli ospiti hanno cercato timidamente di rialzare la testa. Al 43’ Padulano ha servito un pallone invitante a Franci che, tutto solo davanti alla porta, ha clamorosamente mancato l’impatto con la sfera. Poco prima del riposo, una punizione tesa di Nunzella ha costretto Piras a un intervento di pugno per sventare la minaccia e mantenere i suoi in vantaggio all’intervallo. La ripresa si è aperta con un tentativo centrale di Corvino dopo appena novanta secondi, seguito al 9’ da una gran parata di Rizzitano, bravo a distendersi per deviare in angolo un tiro insidioso di Salzano.

Con il passare dei minuti, il Fasano ha scelto di gestire il minimo scarto, abbassando i ritmi e limitando le folate offensive. L’Acerrana, nonostante l’impegno profuso, non è mai riuscita a creare grattacapi alla solida difesa di Padalino, complice anche l’espulsione di Donnarumma che ha lasciato i campani in inferiorità numerica nel finale. La gara si è trascinata senza ulteriori sussulti fino al triplice fischio, sancendo una vittoria che permette al Fasano di sognare in grande e di godersi una serata da regina del campionato.

TABELLINO FASANO-REAL ACERRANA 1-0 RETE: 11’ Banegas (F)

FASANO (4-3-3): Piras; De Mori, Blondett, Tangorre, Lambiase (31’ st Langella); Salzano, Bianchini (19’ st De Angelis), Falzerano (41’ st Penza); Banegas (19’ st Pinto), Barranco (23’ st Diaz), Corvino. A disposizione: Lombardo, Garcia, Chiocca, Vono. ALL: Pasquale Padalino

REAL ACERRANA (4-3-1-2): Rizzitano; Boccia (40’ pt Amabile); Ndir (16’ pt Padulano), Donnarumma, Siciliano; Franci (35’ st Pinzolo), Nunzella, Esposito (45’ st Barbetta); Mazzacano; Longo (11’ st Manfrellotti), Talamo. A disposizione: Trematerra, Petropoulos, Picardi, De Vivo. ALL: Marco Nappi

ARBITRO: Papi di Prato AMMONITO: Siciliano (A) ESPUSO: Donnarumma per doppio giallo (A) RECUPERI: 2’ pt

Fonte:NotiziarioCalcio.com

Barletta, Malcore e compagni distruggono il Manfredonia


Il Barletta riprende la sua marcia con una prova di forza impressionante tra le mura amiche del “Puttilli”, travolgendo un Manfredonia apparso troppo fragile per contenere l’esuberanza tecnica dei biancorossi. Il 4-0 finale non lascia spazio a interpretazioni e racconta di una sfida dominata dall’inizio alla fine dagli uomini di mister Paci, che hanno approfittato anche dell’inferiorità numerica degli ospiti per oltre metà gara. Grazie a questo successo e al contemporaneo scivolone della Paganese, la squadra di casa accorcia le distanze dalla vetta, portandosi a soli quattro punti dal primo posto e lanciando un segnale chiarissimo a tutto il girone H.

L’avvio dell’incontro vede i biancorossi stabilmente nella metà campo avversaria. Dopo un primo tentativo dalla distanza firmato da Coccia, terminato alto, il Barletta passa in vantaggio al 14′ con una prodezza balistica che infiamma il pubblico locale. È ancora Coccia a rendersi protagonista con una sponda intelligente in area di rigore per Malcore: l’attaccante si coordina in maniera perfetta e con una rovesciata spettacolare trafigge Brahja, firmando l’1-0. La reazione dei sipontini è affidata a una punizione di Ceparano, che però non crea grattacapi a Fernandes. Il momento che cambia definitivamente l’inerzia della sfida arriva al 38′, quando Biagioni stende Malcore lanciato a rete: l’arbitro Buzzone non ha dubbi e sventola il cartellino rosso per fallo da ultimo uomo, lasciando il Manfredonia in dieci. Prima del riposo, il portiere ospite Brahja deve superarsi per evitare il raddoppio su Da Silva e su una conclusione velenosa di Laringe.

La ripresa si apre con i biancorossi decisi a chiudere i conti. Al 51′ arriva il raddoppio: Da Silva calcia una punizione insidiosa che Brahja non riesce a bloccare; sulla sfera si avventa Bizzotto, il più lesto di tutti a ribadire in rete da pochi passi. Il Manfredonia accusa il colpo e rischia di affondare poco dopo sull’asse Coccia-Malcore, ma l’incornata del numero nove termina fuori di un soffio. La pressione del Barletta è incessante e al 58′ si materializza il tris: una verticalizzazione illuminante di Da Silva lancia Malcore in campo aperto. Il centravanti punta la porta, rientra sul piede mancino e con un colpo di biliardo spedisce la palla nell’angolo lontano per la sua doppietta personale.

Nel finale di gara, con il Manfredonia ormai incapace di imbastire una reazione, la squadra di Paci amministra il possesso e continua a cercare lo spettacolo. All’80’ arriva la ciliegina sulla torta firmata da Alma, subentrato nella seconda metà della ripresa: il fantasista estrae dal cilindro una conclusione magistrale che si insacca per il definitivo 4-0. Gli ultimi minuti servono solo per la passerella e per i cambi, con l’esordio di alcuni elementi della panchina mentre i tifosi celebrano una vittoria fondamentale. Il Barletta ora guarda con fiducia alla prossima trasferta contro il Pompei, consapevole di aver ritrovato compattezza e una verve offensiva invidiabile, mentre il Manfredonia dovrà leccarsi le ferite in vista della delicata sfida interna contro l’Afragolese.

Barletta (4-2-3-1): Fernandes; Coccia, Manetta, Bizzotto, Ragone (39′ st. Basso); Franco, Cancelli (24′ st. Cerutti); Malagnino (39′ st. Dicuonzo), Da Silva (30′ st. Lattanzio), Laringe (24′ st. Alma); Malcore. A disp. Figliola, Bonnin, Martano, Piarulli. All. Paci

Manfredonia (3-4-1-2): Brahja; Biagioni, Nobile, De Luca (1′ st. Giglio); Rondinella, Ceparano (24′ st. Esposito), Di Maso (39′ st. Balba), Carullo; Hernaiz (15′ st. Giacobbe); Urain (11′ st. Babaj), Jallow. A disp. De Simone, Cicerelli, Capogna, Sanaj. All. Pezzella

Arbitro: Buzzone di Enna Reti: 14′ Malcore (B), 7′ st. Bizzotto (B), 14′ st. Malcore, 37′ st. Alma (B)

Note: calci d’angolo 5-3; ammoniti: Carullo (M); espulsi: 38′ Biagioni (M) per fallo da ultimo uomo; recuperi: pt. 2′, st.

Fonte:NotiziarioCalcio.com

il Gravina la affonda e ora l’incubo play-out è realtà


Il momento più buio della stagione della Fidelis Andria prosegue senza sosta sul prato dello stadio “Vicino” di Gravina. I biancazzurri incassano la terza sconfitta consecutiva in una sfida che ha evidenziato, ancora una volta, le fragilità psicologiche e tecniche di un gruppo che sembra aver smarrito la propria bussola.

A risolvere l’incontro in favore dei padroni di casa è stata una rete di Basanisi poco dopo il quarto d’ora della ripresa, un colpo letale che ha mandato al tappeto una Fidelis incapace di produrre una reazione degna di nota. Il passivo, oltre a pesare sul morale, aggrava drasticamente una situazione di classifica che inizia a farsi davvero preoccupante per la piazza federiciana.

I numeri che accompagnano questo periodo dei biancazzurri sono impietosi e tratteggiano i contorni di una crisi che sembra non avere fine. Nelle ultime dieci giornate di campionato, l’Andria è riuscita a raggranellare la miseria di sei punti, mentre il successo manca ormai da cinque turni consecutivi. Ferma a quota 28 punti, la compagine andriese vede assottigliarsi pericolosamente il margine di sicurezza sulla zona calda, con lo spettro dei play-out che si fa sempre più concreto e minaccioso. Una parabola discendente inaspettata per una squadra partita con ben altri obiettivi e ora costretta a guardarsi freneticamente alle spalle.

La cronaca della gara ha ricalcato lo spartito delle ultime deludenti uscite: una manovra lenta, prevedibile e quasi mai incisiva negli ultimi sedici metri. Nonostante l’importanza della posta in palio, la Fidelis non è mai riuscita a imporre il proprio gioco, subendo l’aggressività e la compattezza del Gravina.

Al 60′, l’episodio che ha spaccato il match: Basanisi ha trovato lo spunto vincente per trafiggere la retroguardia ospite, regalando i tre punti ai gialloblù e condannando i biancazzurri a un’altra domenica di passione. La mancanza di brillantezza atletica e la scarsa lucidità nelle scelte hanno reso vano ogni timido tentativo di rimonta nel finale.

A rendere l’atmosfera ancora più tesa e amara sono stati i minuti conclusivi dell’incontro. In pieno recupero, Cipolletta ha rimediato un cartellino rosso che lo costringerà ai box nel prossimo turno, privando la difesa di un elemento d’esperienza in un momento di estrema necessità. Al triplice fischio finale, la frustrazione è esplosa nel settore ospite: gli oltre 300 sostenitori andriesi giunti a Gravina hanno accolto i calciatori con una pioggia di fischi e cori di contestazione. Un segnale inequivocabile di come il credito della tifoseria nei confronti della squadra sia ormai esaurito.

Per la Fidelis Andria non c’è più tempo per i calcoli o per le scuse. L’imperativo categorico è ritrovare immediatamente un’identità di squadra e quella solidità mentale necessaria per affrontare quella che si preannuncia come una vera e propria battaglia per la sopravvivenza sportiva. Invertire la rotta è ancora possibile, ma serve un cambio di passo radicale per evitare che l’attuale declino si trasformi in una retrocessione che avrebbe il sapore del fallimento totale.

Fonte:NotiziarioCalcio.com

Un altro derby che porta male all’Atletico Racale.

Che fosse una gara impegnativa lo si sapeva, essendo il Novoli una squadra ben messa in campo e con grandi individualità, ma era importante non perdere.
Invece i rossoblù si portano a casa tre punti molto pesanti in chiave salvezza.
Ci chiediamo dove sia finita la squadra capace di fermare le grandi del campionato ed etichettata come la grande sorpresa del torneo.
Bisogna rimboccarsi le maniche e fare quadrato di fronte alle difficoltà.
Ci attendono due trasferte consecutive che o ci faranno mettere alle spalle questo periodo sfortunato, oppure ci porteranno a cominciare a pensare alla zona playout, che sinora abbiamo visto solo da lontano.
Forza ragazzi, non molliamo: la strada è ancora lunga e piena di pericoli.

Fonte: Facebook official page

Il Novoli Calcio ritrova la vittoria

Il Novoli Calcio ritrova la #vittoria, nel periodo più intendo della stagione e con una prestazione corale tutta cuore, cinismo e intelligenza, confermando di essere una squadra che sa soffrire ma anche essere cinica. Tre punti di fondamentale importanza, in casa di un forte Atletico RACALE, capace di tenere aperta la gara e impensierire la retroguardia #rossoblù fino ai minuti di recupero, prima del goal di Giacomazzi che ha chiuso definitivamente la contesa e ha sigillato il blitz novolese al “Luigi Basurto”. Stesso copione del primo tempo, nei primi 20 minuti della ripresa: i ragazzi di mister Luperto tremano su due conclusioni in pochi minuti da fuori di Perez, ma sfruttano al massimo una ripartenza sull’asse Ferreira-Togorà, con Mancarella che infila in diagonale un tiro calibrato, dopo un assist al bacio di De Blasi, portando il risultato sul 2-0.

Dieci minuti di stasi, poi il match riprende con tanto agonismo ed emozioni, complice anche il goal racalino siglato da Miggiano. Pirretti e Barbero tentano di recuperare lo svantaggio, con la squadra di mister Sportillo alta alla ricerca del goal del pareggio. Nascono invitati contropiedi e ampie praterie per i novolesi, non gestiti bene prima Carrozzo e Milanese. Nell’ultima azione della gara, però, proprio quest’ultimo mette altruisticamente Giacomazzi a tu per tu con Colazo, con il centrocampista uruguaiano che insacca e sugella la nona vittoria stagionale. Prossimo impegno fissato per domenica 8 febbraio, al Cezzi arriva la Polimnia Calcio, per un’altra gara di valore sostanziale per l’obiettivo salvezza.

#atleticoracalenovoli #novolicalcio #eccellenzapugliese #gallery #passionedatramandare #sempreinsiemeate #avantinovolesi




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Pari amaro per il Real Siti



Si chiude con un pareggio amaro allo Stadio Comunale “Gaetano Scirea” una sfida che sembrava saldamente nelle mani dei nostri ragazzi. Dopo un primo tempo dominato e chiuso sul doppio vantaggio grazie alle reti di Rotondo e Pugliese, la ripresa ha visto il ritorno della Norba Mola che è riuscita a strappare il definitivo 2-2.

Una gara intensa e nervosa, segnata dalle espulsioni di Francesco Ciccone e del numero 17 avversario, che ha costretto entrambe le squadre a giocare in dieci uomini per gran parte del match. Nonostante il forcing finale e il sostegno del pubblico di casa, il risultato non è più cambiato.

Resta il rammarico per i tre punti sfumati, ma anche la consapevolezza di una squadra che ha dimostrato di saper produrre un ottimo calcio. Testa subito al prossimo impegno per tornare prontamente alla vittoria! 🛡️🔥

Fonte: Facebook official page