SPECIALE CALCIOMERCATO – PUNTATA DEL 16.07.2026

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Fonte: AntennaSud Official Youtube channel

Roma irritata da Celik: aveva già pagato il volo per il rientro

Il club giallorosso era sicuro della firma del difensore turco. E Gasp si era speso con i Friedkin per la conferma

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Il Manfredonia Calcio 1932 comunica la riconferma di Daniele Balba

Classe 2006, Balba rappresenta un patrimonio tecnico sul quale la società del patron Gianni Rotice intende continuare a investire con convinzione. 

Attaccante esterno rapido e tecnico, Balba si distingue per la sua duttilità offensiva, potendo ricoprire i ruoli di ala, trequartista ed esterno d’attacco. Abile nell’uno contro uno e negli inserimenti, è un calciatore capace di creare superiorità numerica e risultare incisivo negli ultimi metri grazie alle sue qualità tecniche e atletiche.

Cresciuto nel settore giovanile della Sampdoria, Balba ha maturato importanti esperienze tra i professionisti e la Serie D. Dopo aver vestito la maglia del Manfredonia nella stagione 2023/2024, collezionando 24 presenze e 4 reti e guadagnandosi la convocazione con la Rappresentativa LND alla Viareggio Cup, ha proseguito il proprio percorso di crescita con le esperienze al Cittadella, al Mestre e alla Fidelis Andria, totalizzando complessivamente 20 presenze tra campionato e coppa.

Nella stagione 2025/2026, Daniele Balba ha collezionato 17 presenze in campionato, mettendo a segno 2 reti con la maglia biancoceleste e confermando le proprie qualità tecniche e il notevole potenziale di crescita.

 Il Manfredonia guarda al futuro con la consapevolezza che le proprie ambizioni passano anche dalla valorizzazione di profili come Balba, chiamati a trasformare il loro potenziale in certezze sul rettangolo di gioco.

Bentrovato al Miramare Daniele.

Forza Donia!

Israel, infortunio: condizioni e tempi di recupero del portiere del Torino

L’estremo difensore granata verrà dimesso in giornata e seguirà un iniziale periodo di riabilitazione: resterà fuori per diversi mesi

Ieri il portiere Franco Israel è stato operato nella clinica del Remei a Barcellona, in Spagna. In una nota il Toro ha spiegato che “è stato sottoposto a intervento chirurgico della spalla sinistra. L’operazione – eseguita in artroscopia dal professor Jordi Ardevol, in presenza del referente ortopedico del Torino dottor Corrado Bertolo – si è svolta secondo programma e con successo, senza complicazioni evidenziabili nel primo post operatorio”. Israel verrà dimesso in giornata e seguirà un iniziale periodo di riabilitazione presso il centro Fisio&Lab di Torino: sarà fuori diversi mesi. Domani alle 17.30, al centro sportivo Pineta di Pinzolo, ci sarà il primo test stagionale: il Toro scioglierà le gambe contro i dilettanti del Pinzolo Valrendena. Sempre domani prima amichevole pure per la Primavera, a Spiazzo, contro una selezione locale.

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Celik, ecco come giocherà alla Juve

Il turco soffiato alla Roma conosce il calcio italiano e la A, gioca da otto anni in un campionato top d’Europa e, soprattutto, è un jolly di quelli che permettono all’allenatore di variare assetto in qualsiasi momento

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Cuesta: “Il mio Parma è coraggio, equilibrio e fantasia”

L’allenatore gialloblù dopo la prima salvezza in A: “Ero spaventato un anno fa, ma la paura è un motore. Il Mondiale sta dicendo che vince l’organizzazione”

Dopo la prima stagione da allenatore, con tutte le perplessità e forse anche i pregiudizi che si erano manifestati al momento della scelta, ci si domanda come sarà l’anno che verrà. Carlos Cuesta ha salvato il Parma con largo anticipo, lo ha fatto mostrando pragmatismo, buonsenso, equilibrio e capacità di gestione del gruppo (qualità tutt’altro che scontate per un ragazzo di trent’anni) e si è guadagnato la conferma. Ora, come uno studente che deve preparare l’esame più importante (che è sempre il prossimo…), china la testa sulla scrivania, studia con pazienza, riflette sulle soluzioni e parte da un punto fermo: “Un campionato di Serie A non ha cambiato la mia essenza. Io sono io: ho passione, energia, curiosità e tanta voglia di crescere assieme alla mia squadra, alla mia società e ai miei tifosi. Se tutte queste componenti si uniscono e lavorano in sinergia, sono convinto che si possa fare un ottimo percorso”. 

Come giudica la sua prima stagione? 

“Ho fatto il meglio che ho saputo fare, ho dato tutto me stesso alla causa. E adesso ho in mente una sola cosa: migliorare. Se non ti poni questo obiettivo, cioè migliorare umanamente e sportivamente, non vai da nessuna parte”. 

“Fare l’allenatore è una lezione di vita, ti impone delle scelte, ci sono tante situazioni da gestire. Io credo che questa esperienza mi abbia aiutato a conoscermi ancora di più”. 

Quando ha iniziato, un anno fa, aveva paura? 

“Tanta. E ce l’ho anche oggi. La paura ti aiuta a stare sveglio, a non sottovalutare quello che succede. Senza paura sarei un irresponsabile. Io sono consapevole delle responsabilità che ho e sono anche consapevole che il mio Parma ha notevoli margini di miglioramento”. 

Che cosa l’ha convinta a restare qui? 

“Ho visto le possibilità di progredire, sono d’accordo con il progetto della società e con le persone che devono metterlo in pratica, sento la fiducia da parte del club”. 

“Dico che ho avuto la volontà di rimanere qui a Parma. In questa città c’è un legame fondamentale tra squadra, società e tifosi che va alimentato ogni giorno. Io credo nella sinergia. Nel calcio, se tutto funziona, uno più uno fa 3. Devo fare in modo che tutte le componenti ragionino sempre con la stessa mentalità e abbiano il medesimo obiettivo”. 

Si riparte dai 45 punti dello scorso campionato oppure si azzera tutto? 

“Si azzera tutto, ma bisogna avere voglia di evolversi. Il passato dev’essere la base per il futuro. Vorrei una squadra compatta e aggressiva come l’anno scorso, e mi piacerebbe dominare un po’ di più il campo”. 

Un Parma più offensivo, dunque? 

“L’intenzione è quella, a patto di non perdere la compattezza, l’organizzazione e il senso del collettivo che ci hanno contraddistinto”. 

Le hanno dato del catenacciaro: si è offeso? 

“Ognuno può esprimere la propria opinione. Io so che cosa abbiamo fatto, so da dove siamo partiti e dove siamo arrivati. Il Parma di fine stagione non era uguale a quello dell’inizio: c’è stata un’evoluzione”. 

I Mondiali che cosa stanno dicendo? 

“Che le nazionali difendono con un blocco medio o con un blocco basso. Ho visto poco pressing alto, ma tanta organizzazione. Se penso alla mia Spagna che arrivata alla finale mi viene da sottolineare l’organizzazione, la tecnica e l’intelligenza dei giocatori. Seguite per tutta una partita uno come Rodri e poi ditemi se non si tratta di un campionissimo. Fa tutto in funzione del gioco collettivo”. 

Oltre a Rodri, chi l’ha impressionata? 

“Messi. Se a trentanove fai quello che fa lui significa che hai classe, fantasia, tecnica e tanta, tantissima intelligenza”. 

Torniamo al Parma: esageriamo se diciamo che l’obiettivo è l’Europa? 

“L’obiettivo è migliorare, punto”. 

Il calcio, per lei, è lavoro, divertimento, sofferenza o felicità? 

“Tutto questo. Il calcio è la vita, e nella vita c’è tutto”. 

Quante ore al giorno pensa al calcio? 

E oltre al calcio che cosa c’è? 

“La famiglia, gli amici, me stesso, i viaggi, i libri, gli altri sport”. 

“Mi piace il padel, voglio imparare a giocare a golf, amo fare esercizi in palestra. Non mi fermo mai. Quando mi alzo la mattina, penso a cosa posso fare per migliorarmi. Questo, secondo la mia filosofia, è il primo obiettivo che dovrebbe avere un uomo”.

Coraggio, equilibrio, fantasia: scelga una qualità da utilizzare per il suo nuovo Parma. 

“Le prendo tutt’e tre. Una qualità, da sola, non basta”.

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