Beppe Savoldi: tutto su “Mister due miliardi” che fece sognare Napoli

Nell’estate del 1975 destò molto scalpore il passaggio di uno dei bomber più prolifici dell’epoca dai rossoblù ai partenopei. Un’operazione che ebbe forti risvolti anche dal punto di vista politico

Nell’estate del 1975 Mister Due Miliardi in realtà costa al Napoli 1440 milioni, più tutto Clerici, più la comproprietà di Rampanti, più una vagonata di polemiche, scandali, veleni e perfino un’interrogazione parlamentare. Proprio quell’anno nella sua casa di Via Paolo Fabbri 43 a Bologna – rione Cirenaica, tra San Donato e San Vitale – Francesco Guccini scrive che i moralisti non hanno ancora chiuso i bar – “e le morali hanno chiuso i vostri cuori e spento i vostri ardori” – perciò hanno ancora qualche cartuccia da sparare nei confronti del centravanti più ambito dall’intera Serie A, più pagato e perciò più esposto all’offesa.

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Coppe mai così ricche per le italiane: 110 milioni in più in un anno

Siamo al + 40% rispetto al 2021-22, quota 383 per le sette partecipanti. E vincendo le finali si arriva a 400 milioni

Boom Italia. La “Money League” colpisce ancora. Aspettando di vincere qualcosa sul campo tra Inter, Roma e Fiorentina, per i bilanci societari è già un successo clamoroso. Le nostre sette squadre hanno incassato fin qui circa 383 milioni di premi Uefa: una cifra necessariamente approssimativa — perché il market pool sarà definito con precisione soltanto nei prossimi mesi — ma comunque di tutto riguardo. Il confronto con la stagione ’21-22 rende l’idea del miglioramento: l’anno scorso avevamo ricavato “appena” 274 milioni. Un aumento di 110 milioni: +40 per cento. E non è finita: sarebbero oltre 400 milioni totali vincendo a Istanbul, Budapest e Praga. Niente male, ma…

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Juve, chi resta e chi va: il borsino della rosa, con o senza coppe

In casa della Signora è alle porte una rivoluzione: cosa potrebbe succedere, fra certezze e posizioni in bilico

La rosa della Juventus per la stagione prossima (2023-24) sarà frutto di valutazioni ed esigenze che dipenderanno soprattutto dalle competizioni che si dovranno affrontare. Senza la Champions League, il club avrebbe meno introiti e, di conseguenza, meno risorse a disposizione: a quel punto dovrebbe fare a meno di qualche pezzo pregiato. La società potrebbe rimanere su una via di mezzo in caso di Europa League o, peggio, ridimensionare il progetto nel caso di esclusione dalle coppe. Insomma, bisogna ancora attendere per capire il tipo di mercato che i bianconeri potranno permettersi e chi della rosa attuale potrebbe andar via.

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Monchi: "Il flop a Roma fu colpa mia al 95%"

Monchi: “Il flop a Roma fu colpa mia al 95%”
Il d.s. affronta il suo passato in Europa League: “Quella di mercoledì e la mia 19ª finale. Non so se sono tanti i ds che possono dirlo senza lavorare nel Real, nel City o nel Chelsea. E i giallorossi sono ancora nel mio cuore”
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Balotelli: "Io, Dzeko, Haaland e City-Inter col cuore diviso"

Balotelli: “Il mio Inter-City col cuore diviso: Haaland super, punto forte su Dzeko”
Super Mario racconta la sua finale di Champions da doppio ex: “Con Edin un feeling speciale, e in gare così meglio partire sfavoriti. Milan, a Leao ho consigliato di…”
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Sampdoria-Sassuolo, le pagelle: Gabbiadini prezioso (6,5), Berardi brilla (7)

Sampdoria-Sassuolo, le pagelle: Gabbiadini prezioso (6,5), Berardi brilla (7)
L’attaccante blucerchiato cinico e preciso anche come uomo assist. Ferrari, serata no: 4,5
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Morto Roberto Ferola: aveva lavorato con Zeman alla Lazio e alla Roma

Lo storico preparatore del tecnico boemo si è spento improvvisamente a Roma: aveva 63 anni

Il calcio piange Roberto Ferola, storico preparatore di Zdenek Zeman alla Lazio, alla Roma e al Pescara dei record. Il collaboratore del tecnico boemo si è spento a 63 anni: ha accusato un malore improvviso.

Negli ultimi tempi Ferola aveva smesso di esercitare la professione di preparatore atletico e aveva aperto un ristorante nella zona di Castel S. Angelo a Roma. Zeman, che era legato a Ferola da una profonda amicizia, aveva già sofferto per la perdita di un prezioso collaboratore nel 2012 con la morte di Franco Mancini.

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Lautaro e Lukaku per l’assalto all’Atalanta. La Coppa Italia in vetrina a San Siro

Con Correa ko, accanto a Big Rom ci sarà il Toro. Dzeko in panchina. Rispetto a mercoledì ci saranno altre novità: Onana tra i pali, D’Ambrosio e De Vrij in difesa (terzetto completato da Bastoni), Gosens e forse Bellanova, in ballottaggio con Dumfries. San Siro esaurito con 72.000 spettatori: pochi i tifosi in arrivo da Bergamo

Il Toro al fianco di Big Rom per conquistare il punto che serve a garantire all’Inter la qualificazione alla prossima Champions League. Simone Inzaghi sa bene che la squadra è stanca complice la finale di Coppa Italia giocata mercoledì sera (a proposito, il trofeo conquistato nella Capitale sarà al Meazza, come successo a gennaio con la Supercoppa Italiana) e qualche cambio lo farà. Uno appunto è il ritorno tra i titolari di Lukaku che giocherà dal 1′ in coppia con l’argentino, all’Olimpico protagonista assoluto (e migliore in campo) grazie alla doppietta che ha steso la Viola. Dzeko, uscito al 58′ assai arrabbiato, domani sera sarà in panchina…

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