eSerieC e le prospettive future del progetto Esports Lega Pro-WeaArena

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Lega Pro e WeArena sono liete di presentare la Conferenza Stampa che si terrà Giovedì 15 giugno 2023 a seguito delle Final 4 di eSerie C 2023 come atto conclusivo del Progetto Esport Lega Pro – WeArena stagione 2022/2023.

Nel corso della conferenza stampa verranno presentati i numeri dell’edizione 2022-2023 del Progetto Esports di Lega Pro: dalle fasi di coinvolgimento dei club e dei territori, fino alle fasi conclusive in presenza dello scorso 7, 8, 9 e 10 giugno svoltesi nel parco di intrattenimento digitale di WeArena Ferrara.

Vi attendiamo alle 12.00 in collegamento dall‘aula assembleare della Lega Pro a Firenze.

partecipando allo streaming live sul canale youtube di Lega Pro al seguente link: 

https://youtube.com/live/aCCB7p1Tz_w?feature=share 

 

Si prega di rispondere per conferma di partecipazione ai seguenti contatti:

 

LEGA PRO

Bereszynski: “A Napoli avrò la pizza gratis a vita! Mio futuro? Dipende da una cosa…”

Il terzino polacco in prestito dalla Samp ha parlato della possibilità di restare all’ombra del Vesuvio

Bartosz Bereszynski, terzino del Napoli in prestito dalla Samp, ha parlato ai microfoni di Tvp dal ritiro della Polonia soffermandosi sullo scudetto e sul suo futuro.

Bereszynski sul suo futuro

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“Il mio futuro? Questa è una domanda difficile in questo momento. Non so cosa succederà. Non è ancora chiaro chi sarà l’allenatore del Napoli. È difficile essere sicuri di come sarà la squadra. Sono un giocatore della Sampdoria, ma cercherò la soluzione migliore. Penso che insieme alla squadra genovese penseremo alla scelta ottimale. C’è ancora tempo. Alcuni club devono decidere in quali posizioni hanno bisogno di rinforzi. I primi sei mesi sono stati difficili. Ho visto che il club non stava andando nella giusta direzione. Non ho visto la luce alla fine del tunnel. Poi c’è stata la Coppa del Mondo, che ha avuto qualcosa di speciale. Ho collezionato la mia 50esima…

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Milan, nuovo stadio: accordo preliminare per San Donato

La società rossonera ha firmato un’intesa con la società Sportlifecity, la trafila per l’area San Francesco va quindi avanti anche se le altre ipotesi restano valide. L’accordo non è infatti vincolante per il futuro: l’area in questione è in vantaggio su Sesto san Giovanni e su San Siro

Un passo avanti. E non è questione se sia piccolo o grosso – l’iter presenta tante tappe intermedie -: l’aspetto davvero importante è che il Milan prosegue a muoversi per il nuovo stadio, e lo sta continuando a fare a San Donato Milanese. Area San Francesco: come avevamo raccontato nei giorni scorsi è questa la zona balzata in pole position nell’indice di gradimento del club rossonero. Più avanti, ora come ora, rispetto a Sesto San Giovanni. Più avanti, evidentemente, dell’area di San Siro, che non è ufficialmente tramontata ma che vede pendere sul Meazza il vincolo della Sovrintendenza, chiamata a esprimersi in merito. Sì, ma quando? È qui che agli occhi del Milan si gioca l’aspetto…

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GIUDICE SPORTIVO INTEGRATION LEAGUE N. 4/INT

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COMUNICATO UFFICIALE N. 4/INT del 13 Giugno 2023

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LEGA PRO

GIUDICE SPORTIVO INTEGRATION LEAGUE N. 3/INT

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COMUNICATO UFFICIALE N. 3/INT del 6 Giugno 2023

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LEGA PRO

GIUDICE SPORTIVO INTEGRATION LEAGUE N. 2/INT

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COMUNICATO UFFICIALE N. 2/INT del 19 Maggio 2023

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LEGA PRO

GIUDICE SPORTIVO INTEGRATION LEAGUE N. 1/INT

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COMUNICATO UFFICIALE N. 1/INT del 9 Maggio 2023

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LEGA PRO

Lucio e Raimi, dalla stessa parte del campo giocando per l’integrazione

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Lucio e Raimi, un pugliese e un nigeriano, un difensore e un centrocampista, che si incontrano in campo davanti a un pallone. Sono due giocatori della squadra creata dal Monopoli per Integration League, due storie di vita che hanno in comune solo una passione, quella per lo sport più conosciuto e seguito al mondo. La stessa che gli ha permesso oggi di incontrarsi e condividere un percorso di gioco che forse potrà diventare anche una nuova amicizia.

Lucio viene da Fasano ma ormai da quattro anni vive a Monopoli, dove studia Scienze motorie proprio per fare dello sport anche la sua professione.

Raimi invece è nato in Benin ed è arrivato a Monopoli nel 2015 e da quel momento si è impegnato in diversi lavori, dall’agricoltura alla panetteria, fino a quello attuale in un laboratorio di analisi.

Più di 5000 chilometri di distanza tra il campetto di cemento dell’oratorio di Fasano in cui Lucio ha trascorso insieme ai suoi coetanei pomeriggi interminabili di corse, calci a un pallone, ferite e risate, e il campo in cui ha iniziato a giocare Raimi ispirato dalla voglia di diventare un grande giocatore come Jai-Jai Okocha – l’ex-centrocampista nigeriano inserito da Pelé all’interno della FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori viventi della storia del calcio.

«Quando si condivide uno spogliatoio, il tempo nel campo da gioco, nasce per forza qualcosa di bello» – ci racconta Lucio, alla fine di uno degli allenamenti di Integration League, il progetto promosso da Lega Pro con il supporto di Project School e UNHCR Italia.

«Stare insieme e condividere sono due parole importanti, in questi giorni di allenamento abbiamo avuto a che fare con ragazzi che vengono da diverse parti del mondo ed è bello perché abbiamo diverse culture, diversi modi di pensare, tutto diverso. Ma poi si va in mezzo al campo e si parla una sola lingua, quella del calcio».

«Siamo tutti insieme, felici di giocare. E’ questo ciò che mi piace», sono le parole di Raimi per raccontare l’emozione di far parte di questa nuova squadra, opportunità che ha scoperto grazie a un amico.

Le scelte di vita e di viaggio di Lucio e Raimi nascono dalla stessa voglia di avere qualcosa di più, di poter studiare e costruirsi un futuro per Lucio, di avere una vita dignitosa per se stessi e la famiglia per Raimi.

Per lui ovviamente il viaggio è stato più lungo, ha attraversato il Niger, l’Algeria, il deserto, la Libia per poi arrivare a Lampedusa dopo quattro giorni in mare e da li raggiungere la Puglia.

E forse l’inizio della vita in Italia è di per se un nuovo viaggio fatto di studio, di impegno, di immersione in una cultura nuova in cui la differenza la fanno le occasioni di scambio reciproco, quelle in cui è possibile portare il proprio valore e non fermarsi solo a ricevere. Proprio come succede in campo, dove ognuno porta il suo contributo e il gioco funziona solo se ci si muove in squadra. Non è forse anche questo il senso della parola integrazione?

«Integration League racchiude tutto ciò che il calcio può dare. Questo sport ha un potere che a volte sottovalutiamo pensando solo all’aspetto economico, ma il calcio vero si riscopre in queste manifestazioni – conclude Lucio. – Mi aspetto che il messaggio fondamentale, quello del calcio, dello stare insieme, che davvero siamo tutti uguali, venga preso in considerazione. Grazie al calcio questo si può fare».

Il 5 luglio del 1994, agli ottavi di finale dei Mondiali, Italia-Nigeria si concluse 2-1 al 102’ con un rigore di Baggio dopo una partita combattuta in cui l’Italia era data ormai per sconfitta e che probabilmente in molti ancora ricordano.
Chissà se quel giorno Lucio e Raimi avrebbero mai immaginato che anni dopo non sarebbero stati più ai lati opposti del campo ma avrebbero vestito la stessa maglia giocando non per un mondiale ma per un obiettivo ancora più importante.

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Integration League, una seconda opportunità per sognare con il pallone

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C’è chi ad Integration League è arrivato per caso, ma c’è anche chi ha sperato con fiducia di rientrare in questa squadra perché è qui che vedeva la propria nuova possibilità.

E’ il caso di Mariano e Samiullah, due destini che per caso si sono ritrovati uniti nella voglia di vincere questo torneo con la loro squadra: il Cesena.

Samiullah ha 22 anni, viene dall’Afghanistan ed è nel nostro paese da soli 17 mesi. Ha lasciato la sua terra d’origine per la guerra, dopo l’arrivo dei talebani che in quasi due anni ha cambiato totalmente la quotidianità e il futuro di un paese e di uomini, donne e bambini per cui quel paese era casa.

Samiullah disegnava vestiti, abiti eleganti per cerimonia, e li vendeva nel suo negozio.

Anche in Italia lavora nell’industria della moda, per un’azienda che produce borse.

Il 23 agosto 2021 è il giorno in cui inizia la sua nuova vita in Italia ed a fare da collante tra la vita precedente e quella attuale c’è una grande passione che ha sempre guidato il percorso di questo 22enne, il calcio.

E sempre il calcio è ciò che fa battere il cuore di Mariano, 46 anni, originario di Napoli.

Mariano arriva a Cesena 14 anni fa ed oggi si occupa di sales management per un’azienda di retail.

Ha iniziato a giocare a calcio a 10 anni, grazie ad un torneo di calcetto organizzato dall’azienda in cui lavorava il papà. Da qui alla scuola calcio del Napoli il passo è veloce.

Poi inizia a giocare in promozione e va avanti, finché le possibilità e il tempo iniziano a mancare e il calcio diventa amatoriale.

Samiullah invece inizia a tirare calci a un pallone a 16 anni, nella squadra della sua città e dopo un pò di tempo viene selezionato dal Pamir, squadra afgana con cui vince anche un’importante competizione.

«Ci sono tanti giocatori che mi piacciono ma più di tutti mi ispiro a Ronaldo. Era molto povero e in un’intervista gli chiesero: chi è il giocatore più bravo del mondo? Ha risposto di essere lui. Tutti hanno riso, ma ora lo è diventato» – è fiero lo sguardo di Samiullah mentre ci ricorda questo aneddoto fatto di riscatto, di capacità di credere in se stessi.

Anche Mariano ci ricorda un’altra colonna portante del Manchester United, che per uno scarto di pochi anni non ha incontrato Ronaldo: «Peter Schmeichel, uno dei più grandi portieri che ha iniziato a giocare anche con la palla al piede. E poi mi ispiro al mitico Garella, grande portiere del Napoli, che con le sue parate coi piedi ha portato il Napoli a vincere lo scudetto”.

Per Mariano e Samiullah Integration League è un torneo che racchiude la bellezza di giocare insieme. L’incontro di culture diverse, la possibilità di presentarsi e conoscersi, l’opportunità di ritrovarsi a fianco di persone che sono arrivate da paesi lontani con difficoltà, scappando da razzismo ed emergenze sanitarie. La parola chiave che li unisce è la fiducia. Quella da dare a se stessi ,per credere nei propri sogni. E quella da dare a chi ci sta vicino, per permettergli di mostrarci chi è e cosa può donarci.

Per Mariano integration League è l’occasione per ritornare a giocare. Per Samiullah è l’opportunità per dimostrare cosa sa fare con un pallone e costruirsi un nuovo futuro. Ognuno con il proprio obiettivo, entrambi uniti dalla voglia di vincere ma prima ancora dal desiderio di giocare.

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