Chalobah-Inter: l’inglese aspetta, ma il Como è pronto al rilancio

Per i campioni d’Italia la priorità resta l’esterno: nei prossimi giorni vogliono chiudere per Khalaili. Restano vigili anche su Ndicka 

Un mese fa nemmeno pensava di poter partecipare a questo Mondiale. Ora invece è lì con la sua Inghilterra e nella notte tra oggi e domani Trevoh Chalobah sarà impegnato nell’ottavo contro il Messico allo stadio Azteca. Quasi novemila chilometri più in qua, sempre con lui protagonista, si sta giocando un’altra partita, sul terreno del calciomercato. Il centrale del Chelsea è un uomo mercato, voluto, ambito. E nel suo futuro può esserci la Serie A. Ma andiamo con ordine: il club che vorrà portarselo a casa dovrà presentarsi con un’offerta da 35 milioni di euro. Lanciato l’avviso ai naviganti, Inter e Como — di nuovo in qualche modo “contro” dopo essersi sfiorate al tavolo Nico Paz — dovranno ragionare di conseguenza. Anche l’altra lombarda, quella di Cesc Fabregas, sì. Sembrava essersi defilata, invece è ancora lì. E il centralone gradirebbe anche la destinazione e una nuova sfida vista lago con tanto di Champions inclusa. Certo, l’Inter campione d’Italia sarebbe comunque la prima scelta: il giocatore sta aspettando i nerazzurri ma finché non si muove nulla sull’asse Milano-Londra quel “sì” resta niente di più che un bell’attestato di stima.

La priorità dell’Inter

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Che Chalobah piaccia al club nerazzurro comunque non è un mistero, anzi. Il flirt si riaccende ogni estate da qualche anno e stavolta qualcosa può cambiare, vuoi per le necessità in difesa dell’Inter, vuoi perché al giocatore non dispiacerebbe provare un’esperienza altrove visto che, a parte una stagione al Lorient, non è mai uscito dall’Inghilterra. Anche ora non mancano corteggiatrici interne (Bournemouth, Fulham e Crystal Palace, ma nessuna sarà in Champions…) però, come detto, all’inglese la Serie A non dispiacerebbe. L’Inter insomma continua a guardare con grande interesse verso Londra ma Chalobah (per il quale tuttavia non ha alcuna intenzione di partecipare ad eventuali aste al rialzo) non è l’unico obiettivo per la difesa. Il club sta lavorando anche ad altre piste, profili simili all’inglese e a Evan Ndicka della Roma per il quale aveva effettuato un sondaggio. La priorità comunque resta l’esterno destro. La trattativa per Anan Khalaili dell’Union Saint-Gilloise è partita (dopo l’accordo col giocatore per un quinquennale) e sui 20-25 milioni si può chiudere.

La lista di Ludi

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Mancano ancora due tasselli fondamentali, invece, nel mercato del Como, che ha già piazzato quattro colpi importanti. Oltre a essersi assicurato la stella Paz per almeno un’altra stagione, ha chiuso per un terzino sinistro di spessore come Kaiki, un centrocampista d’esperienza come Milla e un tassello italiano per la trequarti: Mattia Liberali. Arriverà un attaccante di peso, ma più avanti. Ora l’attenzione va al centro della difesa, un reparto orfano di Diego Carlos, tornato al Fenerbahce dopo il fine prestito. Per la sua esperienza internazionale, Chalobah rimane nei pensieri del ds Ludi, che ieri a un evento benefico a Forte dei Marmi ha detto: “È un giocatore molto forte”. Per lui la settimana scorsa aveva fatto sapere al Chelsea di essere pronto a presentare un’offerta di 25 milioni, bonus compresi. Ma la richiesta superiore dei Blues, oltre all’inserimento dell’Inter aveva un po’ raffreddato la pista. In linea di principio, poi, il Como non è solitamente disposto a partecipare ad aste. Così, il dirigente lariano ha dovuto ritornare a dare un occhio alla lista dei centraloni “candidati”, fra cui altri protagonisti del Mondiale come il colombiano Davinson Sanchez, fresco di qualificazione agli ottavi dopo la vittoria proprio contro il Ghana di Jerome Opoku, altro profilo sotto osservazione. Così come il portoghese Inacio, considerato però troppo caro.

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Da Gonçalo Ramos a Gila: inizia a vedersi un progetto Milan

L’acquisto del 9 portoghese, lo scatto sullo spagnolo: ora si crea una base per Amorim. E se restassero Modric, Maignan e Rabiot…

Avviso ai naviganti, rossoneri e non: c’è un Milan all’orizzonte. Più che una squadra, è un progetto che comincia ad avere contorni definiti. Niente a che vedere con la nebulosa che si stentava a riconoscere appena un mese fa. Atteniamoci ai fatti, non alle impressioni, che potrebbero spesso trarre in inganno: ora c’è una guida in panchina, Amorim, piaccia o no si riparte da lui dopo il tabula rasa con Allegri. La linea dirigenziale interna fa capo a Calvelli, amministratore delegato, con Scaroni confermato presidente, Almstadt e Gardiner nell’area tecnica, Lamonte capo scout. C’è chi obietta: ancora troppi stranieri. Ma nella società fondata da Kilpin non è il caso di sottilizzare, tanto meno adesso. L’importante è che si capisca chi si occupa di cosa. Ibrahimovic sarà ancora consulente, come uomo di RedBird. Nella sala comandi milanista siedono altri dirigenti. Guarda caso, con il nuovo assetto, qualcosa si muove. I più scettici dicono: per forza, viste le ultime stagioni era difficile fare peggio. Comprensibile lo scetticismo che tuttora serpeggia nel popolo rossonero, che per esempio si domanda attonito come mai gli investimenti che avrebbero dovuto sostenere la corsa di Allegri nella passata stagione, con la squadra al secondo posto in Serie A, si facciano ora. 

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Milan, i cedibili: la lista di Amorim, da Tomori a Leao

Il cantiere sarà lungo, complesso ed esteso. Ruben Amorim plana a Milanello in una delle estati più difficili della storia recente del Diavolo e dovrà plasmare una rosa la cui fisionomia finale sarà molto diversa rispetto al gruppo della stagione passata. Il tecnico portoghese sa già che ci sarà un lavoro corposo ad attenderlo e ovviamente sta passando al setaccio tutti i nomi sistemandoli in una di queste tre urne: confermati, in bilico, in uscita. Ci occupiamo di questi ultimi, ovvero di coloro che sono a tutti gli effetti inseriti nella lista dei cedibili.

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VIDEO Volpato strizza l’occhio alla Fiorentina: “Squadra top, ora c’è anche Grosso…”

Cristian Volpato chiude la sua esperienza al Mondiale con l’Australia: “Ora voglio pensare solo alle vacanze, poi si vedrà”. L’interesse della Fiorentina è concreto, soprattutto adesso che Fabio Grosso – con lui al Sassuolo – è pronto a cominciare una nuova avventura sulla panchina viola. 

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Gila, panchinaro alla Lazio e ora vicino al Milan

A inizio settimana il Milan proverà a chiudere per il centrale spagnolo, cresciuto esponenzialmente anno dopo anno nella Capitale

I recuperi al limite dell’impossibile, le “murate” sugli avversari pronti a segnare, gli anticipi, le marcature arcigne e poi le uscite palla al piede, con addirittura alcuni coast-to-coast da un’area all’altra. Questo è stato il meglio di Mario Gila nei suoi quattro anni di Lazio. Qualità e attitudini che lo hanno spinto verso il sempre più probabile approdo al Milan. Doti che il difensore spagnolo ha messo in mostra un passo alla volta. All’inizio con il contagocce, poi sempre con maggiore frequenza, fino al rendimento costante e positivo avuto nelle ultime due stagioni. Parallelamente, in questo percorso di crescita, sono diventati sempre di meno, fino quasi a sparire, certi passaggi a vuoto (questione di concentrazione) che erano il rovescio della medaglia del primissimo Gila. Un percorso di crescita iniziato e finito (in biancoceleste) con Maurizio Sarri, ma intervallato dalle esperienze con Tudor (con cui ha sperimentato pure la difesa a tre) e Baroni.

la lunga marcia

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Il Gila che si appresta al grande salto è il risultato di questa crescita. Un esempio (virtuoso) che tanti calciatori dovrebbero seguire. Non si è mai arreso, ha sempre inseguito la strada del successo, ben consapevole quanto fosse lastricata di ostacoli. Nato a Barcellona, ma cresciuto nel vivaio del Real Madrid, nel 2022, a quasi 22 anni, decide di lasciare la Casa Blanca per ripartire da zero da un’altra parte. A Madrid, dopo le giovanili, aveva giocato solo con il Real Castilla, con un paio di presenze (di facciata, più che altro) nel Real Madrid vero. Non aveva chance (del resto, in quella squadra, le hanno soltanto i grandi campioni già affermati) così accettò con piacere la posposta che arrivò dalla Lazio. A “scoprirlo” e portarlo a Formello fu Igli Tare, allora ds della Lazio e, nell’ultima stagione, dirigente del Milan. Per poco i due non si ritroveranno a Milanello, ma Tare sarà comunque orgoglioso del percorso fatto dal suo pupillo. Che tuttavia, all’inizio, ebbe vita dura pure alla Lazio. Nella sua prima stagione in biancoceleste (2022-23) finisce regolarmente in panchina. Sarri, in difesa, punta tutto sulla coppia Casale-Romagnoli e quella Lazio va che è un piacere, tanto che alla fine conquisterà un inaspettato secondo posto in campionato. Per Gila solo spiccioli. Ma lui in allenamento si impegna al massimo, cerca di carpire tutti gli insegnamenti di Sarri per farsi trovare pronto nella stagione successiva. Che tuttavia comincia come era finita quella precedente, anche se nel frattempo Casale ha una flessione di rendimento e Patric (che lo sostituisce) non sempre è all’altezza della situazione. Sarri dirà poi che Gila necessitava ancora di un certo rodaggio, lo spagnolo rivelerà a posteriori di aver seriamente pensato di mollare tutto e andare altrove. Ma il destino salva entrambi. Il 25 novembre 2023 c’è Salernitana-Lazio e Sarri si ritrova senza centrali tra infortuni e squalifiche. E’ “costretto” a far giocare Gila titolare. Lo spagnolo è tra i migliori in campo e da quel momento non uscirà più di squadra. Sarà sempre titolare, a parte infortuni e squalifiche. Giocherà da protagonista pure in Champions, manifestazione nella quale in quella stagione la Lazio arriva fino agli ottavi di finale, in cui si arrende – dopo averlo battuto all’andata – solo al Bayern. E di Gila cominciano a prendere nota un po’ tutti.

l’evoluzione

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Le successive due stagioni sono quelle della definitiva consacrazione. Nella prima, con Baroni in panchina, Gila migliora anche la fase offensiva, alla quale il tecnico chiede pure ai difensori di partecipare assiduamente (non a caso sarà l’unico anno in cui Gila segna pure, per due volte). Con il ritorno di Sarri, nell’annata da poco conclusa, lo spagnolo migliora ancora nella fase difensiva. E, soprattutto, vede calare, fino quasi ad azzerarsi, quei passaggi a vuoto di concentrazione che in precedenza di tanto in tanto aveva. Sarri lavora più su questo aspetto che su quello tecnico, nel quale Gila ha poco da imparare. Gli fa capire, l’allenatore, quanto sia importante essere sul pezzo sempre, per tutta la partita. Una delle prestazioni migliori, forse la migliore in assoluto di questa annata, Gila la fa proprio contro il Milan, nel match di ritorno in campionato, vinto all’Olimpico dai biancocelesti per 1-0. Adesso sarà chiamato a ripetere in rossonero quanto di buono fatto alla Lazio. Con Amorim passerà dalla difesa a quattro a quella tre, cambiamento non di poco conto. Ma per Gila non sarà una novità assoluta. Negli ultimi due mesi della stagione 2023-24, dopo le dimissioni di Sarri, sulla panchina della Lazio arriva Igor Tudor, che fa giocare la squadra con il 3-4-2-1. L’allenatore croato utilizza sempre Gila, e lo impiega in ciascuna delle tre posizioni: braccetto di destra e di sinistra, ma anche centrale. Particolare importantissimo quest’ultimo, perché nel Milan di Amorim potrebbe essere proprio questo il suo ruolo.

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Juve, Spalletti vuole rilanciare Douglas Luiz: ecco come

Il tecnico bianconero sa che a inizio ritiro dovrà fare i conti con una rosa ancora incompleta e vuole testare il brasiliano da regista

Pazza idea. Oppure semplicemente l’obbligo di fare di necessità virtù. Luciano Spalletti tra poco più di una settimana inizierà il ritiro per la prossima stagione con una Juve ancora incompleta. Colpa della mancata qualificazione alla Champions League, che ha ridotto il budget e allontanato quei profili di personalità ed esperienza internazionale che contava di poter avere a disposizione, ma pure della rivoluzione societaria, che ha portato l’ad Carnevali in carica soltanto a metà giugno. Per questo, in attesa di capire come si evolverà il mercato, l’allenatore toscano vuole valutare i calciatori di rientro dai prestiti, nella speranza di poter cogliere qualche opportunità inattesa. E, tra questi, quello che lo intriga di più è Douglas Luiz.

juve, al raduno pure douglas luiz

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A differenza dello scorso anno, quando si presentò in ritardo all’appuntamento con la nuova stagione alla Continassa in polemica per il trattamento ricevuto nella prima annata juventina, il brasiliano è atteso puntuale lunedì prossimo a Torino. Intanto, ha ricaricato le batterie in vacanza, tra Ibiza, Mikonos e il Brasile, da dove, negli ultimi giorni, si collega spesso in diretta su Twitch, mostrando ai suoi follower lunghissime partite “casalinghe” di footvolley con gli amici. Il doppio prestito tra Nottingham Forest (fino a gennaio) e Aston Villa non ha contribuito a rilanciarlo: appena 20 partite da titolare su 34 complessive, per un totale di 1.591′ e con uno score di un gol e 2 assist. Meglio di quanto fatto a Torino sotto le gestioni Thiago Motta e Tudor, ma niente in confronto alla “doppia doppia” di reti e passaggi decisivi con i Villans nel 2023-24, che convinsero il dt della Juve Giuntoli a investire 50 milioni (28 più i cartellini di Barrenechea e Iling-Jr.) per assicurarsi l’allora miglior centrocampista della Premier. 

spalletti e il piano di rilancio di douglas luiz

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Al netto degli infortuni che hanno tormentato Douglas Luiz da quando si è trasferito in bianconero (7 di natura muscolare nelle ultime due stagioni), Spalletti è curioso di testarlo durante le prime settimane di lavoro alla Continassa, prima della partenza per la tournée di agosto tra Hong Kong e Australia. L’ex ct della Nazionale, infatti, è convinto che la tecnica e le geometrie del brasiliano non si siano improvvisamente dissolte e che potrebbero tornare a brillare nella sua manovra palleggiata e nel suo gioco “dominante”. L’allenatore della Juve, insomma, vorrebbe sperimentarlo come regista, sulla falsariga di quanto fatto con Pizarro a Udine e Roma, Brozovic all’Inter e Lobotka a Napoli. Per ora una pazza idea. Ma chissà che non possa rivelarsi una “spallettata” in piena regola…

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