L’ASD SAN MARCO CONQUISTA UN PUNTO E SI ASSICURA LA FINALE PLAY OFF IN CASA

Ci voleva un punto all’Asd San Marco del presidente Aniello Calabrese per blindare il secondo posto in classifica e giocare la finale secca in casa, detto fatto.


A Molfetta i ragazzi del Dg Michele Mossuto hanno terminato la gara sullo zero a zero trovando il punto che li proietta direttamente in finale.

Non inganni il risultato perchè ci sono state tante occasioni, specialmente dei nostri campioni, non sfruttate adeguatamente e il penalty sbagliato da bomber Salerno a metà secondo tempo.

Un buon punto conquistato davanti ai numerosi cuori celeste granata giunti a Molfetta ai quali è stato dedicato il raggiungimento dell’obiettivo.

CRONACA DELLA GARA

PRIMO TEMPO

Nei primi cinque minuti prima Bevilacqua sbaglia l’ultimo passaggio per Protino solo davanti al portiere e subito dopo Cacchione riceve da Dragano controlla e tira sfiorando il palo da buona posizione.

Reazione dei padroni di casa con un tiro dalla distanza di De Giglio parato agevolmente dall’ottimo Hila.

Al nono minuto da un corner dei molfettesi Hila blocca e fa ripartire immediatamente Protino che solo davanti al portiere sbaglia clamorosamente.

Al quindicesimo azione spettacolare sull’asse Nardella – Protino – Dragano con quest’ultimo che pennella per Bevilacqua che incredibilmente non trova la porta.

Al minuto ventidue De Cesare cede a Protino che non inquadra la porta.

Dopo un minuto tiro Molfetta al lato.

Al minuto ventisei grande azione celeste granata e palla che giunge a Bevilacqua il cuo tiro termina al lato.

Alla mezz’ora Salerno calcia alto un rigore in movimento.

Al minuto trentasette miracolo Hila su conclusione ravvicinata di De Giglio.

Poco prima dello scadere ci prova ancora Protino calciando debolmente e infine Salerno che preferisce l’assist per Protino alla conclusione vanificando una ghiotta occasione.

SECONDO TEMPO

Ci prova subito Nardella dalla distanza mandando alto sulla traversa.

Al diciottesimo minuto altra azione spettacolare con Bevilacqua che duetta con Salerno entra in area e serve Fiore sulla corsa che viene steso dal difensore locale al momento del tiro procurandosi un rigore sacrosanto.

Sulla palla bomber Salerno calcia sulla traversa.

Dopo cinque minuti prova a rifarsi il capitano celeste granata su assist millimetrico di Dragano, ma dopo un ottimo controllo, trova sulla sua strada l’estremo difensore locale Gomis che gli nega la gioia del gol.

Cala vistosamente il ritmo anche per il gran caldo.

Al venticinquesimo ci prova ancora Nardella dalla distanza mandando al lato.

L’ultimo squillo celeste granata giunge al minuto trentasette quando prima Dragano e poi Bevilacqua si vedranno respinte le loro conclusioni da buona posizione.

Ultimi minuti di gestione e controllo della gara.

Termina così una partita bella e molto ben interpretata dai ragazzi di mister Iannacone che hanno provato a vincerla senza rischiare di perderla raggiungendo un obiettivo importantissimo, la finale play off secca tra le mura amiche.

Ora l’ultima gara al “Tonino Parisi” contro l’Atletico Gargano e poi si vola in finale per realizzare il sogno di riconquistare l’Eccellenza.

Le dichiarazioni del presidente Aniello Calabrese a fine gara:” la cosa più bella è che abbiamo ottenuto il massimo in una stagione in cui la squadra è stata falcidiata da infortuni, non ultimi quelli dell’allenatore dei portieri mister Daniele Rubino e di mister Iannacone, ma per loro non siamo preoccupati (ride).
Nessuno ci ha regalato niente, i ragazzi hanno conquistato un meritato secondo posto attraverso comportamenti esemplari che nelle difficoltà hanno fatto la differenza. Domenica sarà una grande giornata di festa con l’associazione Cuori Blu sponsorizzata dal nostro grande amico Saverio Dragano e colgo l’occasione e per invitare le famiglie allo stadio.
Portate i vostri bimbi, si divertiranno.
Il 24 Maggio regaleremo un’altra gran bella giornata di cartello alla nostra gente e di questo siamo fieri ed orgogliosi”.

Mister Iannacone a fine gara:” la mia Città è meravigliosa e le persone che la abitano sono straordinarie. Se facciamo tanti sacrifici è per la nostra gente, per i nostri giovani.
A Molfetta sono venuti in tanti, quando ho alzato gli occhi alla tribuna e ho visto tanti bambini, donne, diversamente giovani, insomma intere famiglie al seguito, mi sono emozionato. Ognuno di loro sta sognando e questo è fantastico.
I ragazzi hanno giocato una stagione straordinaria tra mille difficoltà e per questo li ringrazio, ma come ci diciamo nello spogliatoio, abbiamo fatto tanto, ma non ancora niente.
Faccio i complimenti a tutti coloro che hanno lavorato per il raggiungimento di questo importante obiettivo. Magazzinieri, staff tecnico, staff medico, dirigenti e collaboratori, Don Matteo Ferro e Don Michele La Porta, tutti uniti da un amore infinito per questi colori e per il paese natìo che nelle difficoltà hanno tirato fuori il meglio senza abbattersi.
Un grazie a Saverio Dragano e a tutte le famiglie dei calciatori che ci sono state sempre vicine e hanno creduto in noi.
Un grazie agli sponsor che ci sostengono non solo economicamente, ma con la vicinanza, col sostegno morale, con la voglia di fare qualcosa di grande per la nostra San Marco in Lamis.
Ora abbiamo le ultime tre settimane da vivere insieme prima della finalissima. Continuiamo a sognare e magari il sogno si avvererà”.

GO ASD SAN MARCO GO 💙❤️💪💪💪💪

Fonte: Facebook official page

Martina, il dg Vincenti avvisa tutti: «Orgogliosi di questo campionato, abbiamo creduto nel primo posto»


Il cammino del Martina in questa stagione di Serie D resta un esempio di programmazione e determinazione, nonostante il salto diretto di categoria sia sfuggito per un soffio. A tracciare un bilancio approfondito è stato il direttore generale Antonio Vincenti, intervenuto durante la trasmissione “LuNeDì Puglia” per ribadire la bontà del lavoro svolto.

«Siamo tutti soddisfatti, c’è grande orgoglio per questo campionato» ha dichiarato il dirigente degli itriani, non nascondendo però un retroscena sulle ambizioni del gruppo. «C’è un pizzico di amarezza per non essere arrivati primi, ci abbiamo creduto tanto e ne parlavamo a viso aperto nelle ultime settimane».

Il duello a distanza con la capolista ha rappresentato il filo conduttore dell’intera annata, un confronto che il dg analizza con sportività e realismo. «Oltre alla fortuna, il Barletta ha avuto meriti importanti. È stata una bella lotta, considerando la differenza economica tra i due organici» ha proseguito Vincenti.

Nonostante il distacco economico, il Martina non ha mai smesso di lottare per la vetta. «Siamo orgogliosi di quanto fatto. Avevamo difronte una corazzata ma era uno stimolo importante per noi. Chi vince ha sempre ragione, noi ci giocheremo i playoff con la consapevolezza di avere il rammarico per non aver centrato la promozione».

Archiviata la stagione regolare, l’attenzione si sposta ora sulla sfida secca degli spareggi contro il Nardò, una partita fondamentale per la quale il direttore ha già fornito le prime indicazioni logistiche. «Al 99% si giocherà domenica alle 19.30» ha svelato Vincenti, indicando l’orario del primo round playoff.

Un percorso, quello dei biancazzurri guidati da mister Laterza, che è passato anche attraverso la gestione di momenti critici, come la pesante defezione del centravanti Ryduan Palermo, fermato da un lungo infortunio. «Abbiamo ottemperato all’assenza del nostro attaccante prendendo un giocatore più duttile come Silvestro» ha spiegato il dg.

La filosofia della società è rimasta comunque orientata alla crescita dei propri talenti interni. «Abbiamo puntato molto su D’Arcangelo e Sorace, che volevamo valorizzare» ha sottolineato il dirigente itriano, mettendo in evidenza la qualità complessiva della rosa a disposizione dello staff tecnico.

La vetrina offerta dal campionato ha acceso i riflettori su molti componenti del gruppo, diventati oggetto del desiderio sul mercato. «Abbiamo una squadra forte e importante, su cui crediamo tutti. Molti nostri calciatori sono ambiti da club diversi da quelli di Serie D» ha ammesso con soddisfazione Vincenti.

In chiusura, il direttore generale ha voluto rimarcare la fedeltà alla linea verde intrapresa dal club fin dall’inizio delle ostilità. «Abbiamo tentato in tutti i modi di valorizzare i nostri giovani, seguendo il nostro credo» ha concluso, confermando la solidità del progetto tecnico e societario.

Fonte:NotiziarioCalcio.com

Virtus Francavilla, lo sfogo di Magrì: «Dichiarazioni di Taurino fuori luogo, parlare di fallimento è ingiusto»


Il sipario sulla stagione della Virtus Francavilla si è abbassato lasciando dietro di sé un clima di forte tensione e incertezza. Il presidente Antonio Magrì, intervenendo per analizzare un’annata che ha visto i biancazzurri scivolare dal sogno di vertice a un anonimo nono posto, non ha nascosto l’amarezza per come si è concluso il percorso sportivo.

«È stato un anno complicato, non siamo partiti benissimo e purtroppo siamo stati costretti a fare il cambio di guida tecnica e di direzione sportiva per rilanciare il nostro progetto» ha esordito il patron, sottolineando come gli sforzi economici non siano mancati. «Anche quest’anno sono stati fatti investimenti importanti ma c’è da considerare anche che il girone H di serie D è un vero e proprio inferno».

Secondo la visione del numero uno del club, il raggruppamento pugliese-lucano nasconde insidie mortali per chiunque. «Squadre che partono per vincere rischiano di retrocedere come è successo quest’anno a Sarnese, Nola ed Heraclea e come è successo due anni fa al Barletta» ha precisato Magrì per inquadrare le difficoltà di un torneo estremamente competitivo.

Sul fronte tecnico, il presidente ha voluto chiarire quali fossero le reali ambizioni della società al momento della firma dei nuovi responsabili dell’area sportiva. «L’obiettivo di questa stagione era quello di fare un campionato importante, abbiamo allestito una rosa con un budget superiore a quello di altre squadre che hanno chiuso sopra di noi. L’arrivo di Taurino e Fernandez conferma questa ambizione».

Magrì ha poi rivelato un dettaglio contrattuale per smentire l’idea di una stagione di transizione: «Non credo che venivano a Francavilla per raggiungere la salvezza, entrambi così come molti componenti della squadra avevano un premio definito contrattualmente al raggiungimento e alla vittoria dei playoff».

Il punto di rottura mediatico è arrivato però dopo le recenti dichiarazioni dell’allenatore Roberto Taurino, che aveva allargato l’analisi del momento critico agli ultimi quattro anni di gestione societaria. Una presa di posizione che il patron non ha affatto gradito, definendola senza giri di parole inappropriata per un tesserato.

«Ho ascoltato con stupore le dichiarazioni del nostro tecnico Roberto Taurino» ha ammesso Magrì. «Mi sembra francamente irrispettoso che un allenatore faccia considerazioni che vanno oltre le valutazioni di una singola partita appena terminata o comunque oltre il periodo che lo ha visto protagonista sulla panchina della squadra di cui ha la responsabilità tecnica».

Nonostante la fermezza, il presidente ha provato a smorzare i toni ricordando il legame di lunga data con il mister: «Devo dire che sono abituato ad alcuni suoi eccessi in termini di comunicazione e diciamo che lo “giustifico” perché lo conosco da tanti anni e conosco la sua foga dettata anche dal forte attaccamento al progetto e alla piazza».

Magrì ha rivendicato con forza il sostegno dato all’allenatore anche nei momenti più bui: «Ho “giustificato” pubblicamente, proponendo anche ricorso, il famoso gesto che ha dato origine alle 12 giornate di squalifica. E non so quanti altri Presidenti lo avrebbero fatto. Nessuno gli ha mai addebitato responsabilità specifiche, ma un presidente ha il diritto oltre che il dovere di esprimere insoddisfazione».

I numeri delle ultime giornate, d’altronde, parlano chiaro secondo la proprietà. «Nelle ultime quattro partite la squadra ha totalizzato solo un punto subendo ben 11 reti e realizzandone solo 3. Mi sembra assolutamente fuori luogo da parte di un tesserato allargare le valutazioni agli ultimi 4 anni parlando addirittura di fallimenti. Lo faccio solo per ristabilire pubblicamente verità e rispetto dei ruoli».

Entrando nel merito dei risultati storici del club, Magrì ha respinto l’etichetta di fallimento globale per il recente passato della Virtus. «È ingiusto e ingeneroso parlare di fallimenti. Negli ultimi quattro anni l’unica vera stagione negativa è stata quella della retrocessione, tra l’altro maturata negli ultimi 10 minuti di una sfortunata partita di playout».

Per il presidente, non raggiungere un traguardo non equivale a un disastro sportivo totale: «Negli altri tre anni non abbiamo raggiunto i playoff ma neanche fatto i playout, non credo che questo possa essere considerato un fallimento ma semplicemente un mancato raggiungimento degli obiettivi. I fallimenti nel calcio sono ben altri!».

Il futuro resta un rebus, anche se i contratti direbbero altro. «Se sarò ancora io il presidente di questa società, la mia intenzione è quella di rispettare i contratti in essere. Sia Fernandez che Taurino sono persone valide di cui conosco bene la professionalità, non ci sarebbe motivo per cambiare, ma andrebbe capita anche la loro volontà».

In chiusura, un pensiero rivolto alla gradinata, l’unica componente che sembra essere uscita indenne dalle critiche presidenziali. «Vorrei fosse chiaro che le mie scelte hanno esclusivamente natura personale e non sono legate ai tifosi o alla piazza. Anzi devo dire che ringrazio i tifosi che quest’anno sono stati davvero encomiabili, percepisco ogni giorno tutto l’affetto verso la mia persona».

Fonte:NotiziarioCalcio.com

«Avremmo potuto fare di più, è stata un’altalena», l’analisi amara di Gianni Califano sulla Fidelis Andria


La Fidelis Andria chiude il proprio percorso stagionale con un sapore amaro, interrompendo una striscia positiva che durava da cinque turni. La sconfitta interna contro il Pompei ha lasciato il segno, non solo per il risultato di 1-2 maturato sul prato del Degli Ulivi, ma per il modo in cui la gara è scivolata via dopo il vantaggio iniziale siglato da Taurino.

Il direttore sportivo Gianni Califano non ha nascosto il rammarico per un epilogo che ha premiato gli ospiti, capaci di ribaltare il match e blindare l’accesso ai play-out. «Avremmo voluto vincerla questa partita, i ragazzi hanno creato diverse occasioni da gol» ha esordito il dirigente azzurro nel post-gara, cercando di analizzare una prestazione che ha visto i suoi protagonisti di una fiammata iniziale poi spentasi sotto i colpi di Galdean e Fusco.

Secondo il ds, la partita contro i campani è stata la fotografia esatta dell’intero campionato disputato dai pugliesi. «Credo che la sfida abbia rispecchiato il nostro andamento stagionale. Ci dispiace non aver concluso la stagione dinanzi al nostro pubblico in bellezza» ha sottolineato Califano, visibilmente dispiaciuto per non aver regalato un’ultima gioia ai sostenitori andriesi tra le mura amiche.

Il bilancio finale parla di un ottavo posto in classifica, un piazzamento che però non soddisfa pienamente le ambizioni che erano maturate in alcuni frangenti dell’anno. Il direttore ha ripercorso le tappe di un’annata vissuta costantemente sulle montagne russe, tra sogni di gloria e timori concreti di sprofondare nei bassifondi della graduatoria.

«Sono convinto che la squadra nell’arco di tutto il campionato avrebbe potuto far meglio» ha proseguito Califano con estrema schiettezza. «Al contempo, però, è stata brava a superare il momento delicato in cui eravamo a pochi punti dai play-out. Ci siamo ritrovati quasi a fine girone d’andata a pochi punti dal vertice, poi improvvisamente ci siamo ritrovati vicini ai play-out».

Questa instabilità ha caratterizzato ogni fase del torneo, rendendo difficile trovare una continuità di risultati e di prestazioni che potesse garantire un finale diverso. «Il campionato è stato un’altalena. Alla fine siamo riusciti a raggiungere un obiettivo minimo, dopo un periodo difficile in cui tutti abbiamo avuto paura che la Fidelis Andria potesse finire nella zona più pericolosa della classifica» ha concluso il dirigente.

Oltre al risultato sportivo, la giornata è stata segnata dal dolore per la perdita di Daniele, una figura storica del tifo organizzato locale. La Curva Nord ha onorato la sua memoria riponendo i vessilli e interrompendo il sostegno vocale durante il match, un silenzio rispettoso che ha avvolto lo stadio in un clima di profonda commozione, condiviso ufficialmente anche dalla società al termine della gara.

Fonte:NotiziarioCalcio.com

Inchiesta arbitri, il pm Ascione convoca Andrea Butti: via alla fase 2

Il pm Ascione ha convocato Andrea Butti, che guida l’Ufficio Competizioni della Lega Serie A. A seguire, sarà il turno degli addetti agli arbitri

Giornalista

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