Nardò irriconoscibile. Il Nola domina e vince.

Era difficile fare peggio dell’andata ma stavolta il Nardò c’è riuscito. Doppia sconfitta col Nola che si conferma squadra indigesta per gli uomini di De Sanzo. Il pressing portato dai nolani e il fraseggio veloce a tutto campo favorito da un terreno molto duro e veloce ha fatto saltare i punti di riferimento dei neretini apparsi in difficoltà sin dalle prime battute del match. A questo si aggiungono le scelte infelici di De Sanzo che ripropone uno smarrito Tursi a guardia di un Nunziante praticamente inarrestabile e un De Luca inedito sulla fascia con inevitabile effetto pesce fuor d’acqua. Aggiungiamo una difesa ancora incompleta che ha risentito oltre misura delle assenze di Gigliotti e Calderoni e il quadro è completo.

La cronaca:

Al 10’ primo pericolo per la porta di Galli. Cross insidioso di Galano, Estrella manca l’impatto vincente.

12’ altro cross di Nunziante, colpo di testa di Dell’Orfanello di poco fuori. De Luca e Tursi in chiara difficoltà sulla loro fascia.

Il Nardò prova a uscire dal guscio. Al 17’ bella iniziativa di Sall che guadagna corner. Dalla bandierina cross di D’Anna e Trinchera colpisce di testa. Para Montalti.

Al 19’ goal del Nola. Buco difensivo sulla destra, Galli para due volte su tiri di Ambrosio e Estrella ma arriva Romano e insacca. 1-0.

Il Nola impone un ritmo di gioco nettamente superiore al Nardò.

Al 25’ corner D’Anna, testa di Addae. Pallone alto. Il Nardò insiste. Al 29’ D’Anna converge e tira. Montalti para in tuffo.

Attacca il Nardò ma con troppa precipitazione e imprecisione.

Al 39’ D’Anna va sul fondo e crossa in mezzo, arriva a rimorchio Garnica e insacca. 1-1.

Il Nardò pensa di venire a capo del match ma la realtà è molto più complicata. Al 43’ palla goal Nola. Nunziante crossa, Ambrosio di testa manda fuori a porta sguarnita.

Al 47’ raddoppio Nola. Tiro di Estrella, respinge Galli, raccoglie Galano e segna. 2-1. Finisce il primo tempo.

Secondo tempo.

Attacca il Nardò ma è il Nola a sfiorare il goal. Prima Galli e poi Addae salvano sui tiri nolani su un cross dalla bandierina.

Al 61’ Ambrosio in verticale per D’Angelo, appena entrato, che batte in diagonale Galli. 3-1 e partita incanalata.

Nardò in stato confusionale. Al 67’ tiro-cross di Minerva, fuori.

Comincia la girandola delle sostituzioni e delle interruzioni per presunti infortuni. La partita scade di tono.

Ultimi sussulti granata. All’ 89’ rovesciata di Tedesco, para Montalti.Al 90’ corner D’Anna, testa Addae, pallone alto.

Finisce 3-1 per il Nola. Sconfitta meritata per il Nardò.

Il tabellino:

NOLA – NARDO’ 3-1

Goal: 19′ Romano, 39′ Garnica, 47′ Galano, 61′ D’Angelo

NOLA: Montalti; Capone, Romano (75’ Cipolla), Gallo, Izzillo (58’ Marcelli), Dell’Orfanello (83’ Setola), Nunziante, Berardocco, Estrella (58’ D’Angelo), Galano (70’ Guarracino), Ambrosio.

Riserve: Colella, Tirelli, Papa, Rossi. All. Domenico Giampà.

NARDO’: Galli; Minerva, Trinchera, Fornasier, Tursi; Addae, Risolo, De Luca (50’ E. Tedesco); Sall (72’ Elia), D’Anna (93’ Camara), Garnica.

Riserve: Verdosci, Inguscio, Cirio, Agrimi, Leo, Leone. All. Fabio De Sanzo

Arbitro: Alessandro Gervasi di Cosenza

Assistenti: Giovanni Lo Monaco di Como e Andrei Baciu di Tivoli.

Ammonito Guarracino (No).

Che Adams regala la vittoria al Torino contro un Lecce inconcludente e senza spina dorsale

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di Danilo Sandalo

Il solito Lecce inconcludente che potremmo definire “tutto fumo e niente arrosto” cede al Torino dell’ ex allenatore giallorosso Marco Baroni.
Una gara nella quale i giallorossi di Di Francesco hanno macinato tanto senza produrre praticamente nulla, eccezion fatta di sporadici episodi come i tiri di Coulibaly, Ramadani e Gandelman nel primo tempo sui quali si è comunque ben disimpegnato Paleari, ed il palo colpito da Banda nel finale di gara, anche se va detto che il calciatore giallorosso era in fuorigioco.
Il Torino dal canto suo ha giocato una partita onesta, senza grandi exploit, ma sempre attento a coprire gli spazi e ripartire, provando a colpire il Lecce esattamente in “stile” Baroni.
Fatto sta che questo approccio da parte dei granata ha permesso al Torino di poter conquistare tre punti fondamentali per la classifica ma anche per il morale.
Il gol dei granata è arrivato al 29′ minuto del primo tempo con Che Adams che ha sfruttato al meglio un cross di Vlasic per battere l’ incolpevole Falcone.
A proposito di Falcone, ancora una volta il portiere romano ha offerto una prova superlativa dimostrando tutto il suo valore, ma soprattutto tenendo in gara il Lecce.
Da antologia la parata su Zapata che a due passi dalla porta calcia con tutta la sicurezza del caso ma trova il portiere romano che come un gatto si distende e dice no all’ attaccante colombiano.

Nonostante tutto i giallorossi non ne hanno approfittato per mettere in campo lo stesso mordente e tenacia dimostrata dal loro capitano per poter giungere al pareggio.
Dello stesso parere anche Di Francesco durante le interviste post gara che ha definito la sua squadra “senza cattiveria” e non possiamo che fargli eco, ma non possiamo neanche esimerci dal chiedergli come mai accade tutto questo e come mai non sia riuscito a trasmetterla, ammesso che sia una condizione indispensabile del suo credo.
E’ evidente quindi che bisogna lavorare sulle motivazioni e sulla psiche della squadra perchè con il Torino, come in altre circostanze, è mancata più che mai quella verve agonistica che può fare la differenza, quella voglia matta di vincere e di dimostrare di essere in grado di farlo, quella necessità di mettere “il cuore oltre l’ostacolo” come si diceva una volta in gergo calcistico.
Invece a un certo punto della gara è venuto fuori quasi un atteggiamento generale di sufficienza, dal quale si percepiva chiaramente che questa partita difficilmente sarebbe stata recuperata.
Per fortuna c’è sempre l’ eccezione contraddistinta da Wladimiro Falcone il quale, nonostante il ruolo, al quarto minuto di recupero è andato ugualmente in area di rigore avversaria per provare a riacciuffare il risultato.
L’ analisi che ne emerge potrebbe essere quella che il Lecce sia stato privato, non solo dei senatori, ma proprio di elementi che hanno quella voglia incondizionata di lottare (vedi Baschirotto) e che con il loro esempio riescono a trasmetterlo anche ai compagni spostando talvolta degli equilibri.
E’ chiaro che la nostra analisi lascia il tempo che trova e che le soluzioni le debba trovare necessariamente l’allenatore allo stesso modo di come abbia individuato il problema.

Nel prossimo turno il Lecce affronterà in casa l’ Udinese mentre il Torino sarà ospite della Fiorentina, altra compagine in crisi, e che attualmente si contende con il Lecce il quartultimo posto (con i viola che allo stato attuale si trovano ancora un punto sotto i salentini).

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