Foggia, il Comune dice no al maxischermo: “Incongruente rispetto alla sanzione comminata al club”


Niente maxischermo a Foggia per assistere alla gara tra i rossoneri e la Salernitana, valida per l’ultimo turno di campionato. Come riporta FoggiaToday.it, l’amministrazione comunale ha respinto la richiesta avanzata da alcuni dirigenti provinciali e cittadini di Fratelli d’Italia e Forza Italia: “Una richiesta che, per quanto animata dalla volontà di sostenere la squadra del cuore nel momento delicato di questa travagliata stagione calcistica e di favorire lo sport quale elemento di aggregazione sana per famiglie, tifosi e cittadini, non è accoglibile perché appare incongruente rispetto alla sanzione comminata alla società e alla squadra”.

Inoltre, come spiegato nella nota del Comune: “l’organizzazione di eventi con elevata concentrazione di persone alternativi alla presenza nello stadio, in aree non adeguatamente attrezzate e impossibili da presidiare, comporta ulteriori rischi per l’ordine pubblico e la sicurezza che intendiamo scongiurare”. 

Fonte:TuttoC.com

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«Il presidente Magrì si è sfogato perché ama questi colori»: Mariano Fernandez fa il punto sul futuro della Virtus Francavilla


Il momento complicato vissuto dalla Virtus Francavilla, reduce da due passi falsi consecutivi che hanno drasticamente allontanato l’obiettivo degli spareggi promozione, è stato analizzato con estrema lucidità dal direttore sportivo Mariano Fernandez. Il dirigente biancazzurro ha voluto fare chiarezza sulle ultime prestazioni fornite dalla compagine pugliese, cercando di distinguere i due diversi momenti vissuti in campo.

«Sono state due partite diverse», ha spiegato Fernandez intervenendo a Passione Biancazzurra su Teleregione. «Con la Fidelis Andria abbiamo fatto una buona partita, non siamo stati bravi a concretizzare e abbiamo pagato caro gli errori. Con il Francavilla in Sinni abbiamo fatto bene il primo tempo, meno nella ripresa».

L’analisi del direttore si è poi soffermata sull’ultima uscita stagionale, che ha lasciato scorie pesanti all’interno dell’ambiente: «Abbiamo comunque creato presupposti per pareggiare e riaprire la partita, poi abbiamo preso il terzo gol. Quella di domenica è stata una sconfitta pesante che porta rabbia e amarezza. Abbiamo cercato di smaltirla e pensare alla prossima partita per finire bene il campionato».

Fernandez ha poi ripercorso le tappe del suo ritorno in Puglia, avvenuto lo scorso dicembre, motivato da un legame profondo con la piazza: «A Francavilla ho vissuto tre campionati bellissimi, si è creato un bel rapporto con il presidente e il vicepresidente e sono tornato anche per questo. Non mi aspettavo la chiamata del presidente e ho accettato, essendo anche istintivo».

Il compito del DS non è stato semplice, dovendo gestire un gruppo che portava con sé i segni di una retrocessione: «Sono stati anni difficili, la retrocessione porta anche delle scorie. Dal mio arrivo e da quello del mister, abbiamo cercato di lavorare e trarre il massimo dai ragazzi».

Nonostante la delusione attuale per una classifica che non sorride, il dirigente difende il lavoro svolto: «Abbiamo spinto per cercare di centrare i playoff ma credo che dobbiamo dare meriti alla squadra e all’allenatore per il lavoro svolto e il senso di appartenenza dimostrato. La delusione è grande ma ho poco da rimproverare ai ragazzi, i quali hanno dato il massimo per tirarci fuori da una situazione complicata».

Le difficoltà emerse durante la stagione non sono passate inosservate agli occhi della dirigenza, che ha individuato i punti deboli su cui ha provato a intervenire: «I numeri dicono che abbiamo fatto fatica in casa, abbiamo anche lavorato su questo aspetto. Abbiamo avuto dei limiti che conoscevamo ma abbiamo cercato di lavorare sotto tanti aspetti, sia a livello gestionale che mentale».

Secondo Fernandez, la crescita del gruppo è stata evidente, nonostante il traguardo sfumato proprio sul più bello: «Credo che la squadra sia cresciuta tanto, poteva dare di più ma ci troviamo in questa situazione perché il campo ha detto questo. Purtroppo non siamo riusciti a mettere la ciliegina sulla torta con l’ingresso nei playoff. Ora servirebbe un miracolo ma dobbiamo continuare a pensare partita dopo partita».

In merito alle dure parole pronunciate dal presidente Magrì dopo l’ultimo k.o., il DS ha espresso comprensione: «Dispiace, vuole molto bene a questi colori. Credo sia stato uno sfogo, ci sarà modo di parlare e fare delle riflessioni da parte di tutti com’è normale che sia. Siamo a sua disposizione, vogliamo finire bene il campionato».

Sul fronte del futuro societario e tecnico, Fernandez preferisce mantenere un profilo basso in attesa della fine ufficiale delle ostilità: «Non mi sembra il caso di parlare del futuro. Lavorando quotidianamente con il mister, il presidente e il vicepresidente c’è un’idea di come agire ma oggi dobbiamo pensare a finire bene il campionato. Dopo il campionato ci sarà modo per decidere cosa fare nella massima serenità».

Un passaggio importante è stato dedicato anche alle operazioni effettuate durante la sessione invernale di mercato, studiate per dare nuove soluzioni tattiche: «Abbiamo preso Fantacci per fare la mezzala, ha dribbling, inserimento e ultimo passaggio. Abbiamo preso un giocatore come Dalloro che ci ha dato tanta sostanza in mezzo al campo. Abbiamo cercato di puntellare oculatamente la squadra dando al mister qualità e alternative diverse».

Infine, il direttore sportivo ha voluto sottolineare il valore dei singoli, citando il percorso di crescita del giovane Latif: «Lo conoscevo già dallo scorso anno, ha avuto tante difficoltà all’inizio ma lavorando su tanti aspetti è cresciuto, anche grazie alla fiducia del tecnico Taurino. È anche merito dello staff tecnico che lo ha messo nelle condizioni di avere continuità».

La chiusura è un appello alla squadra per le ultime fatiche stagionali, affinché l’onore del club venga difeso fino all’ultimo secondo: «Alla squadra chiedo il massimo, a prescindere dal risultato finale del campionato. I ragazzi stanno preparando la partita curando il minimo dettaglio perché abbiamo bisogno di ribaltare questa situazione».

Fonte:NotiziarioCalcio.com

Alessandro Costacurta: i 60 anni di Billy, difensore del Milan e dell’Italia

Il soprannome “Billy” nato per la passione per la pallacanestro ha accompagnato Costacurta in oltre vent’anni di carriera: dal Milan degli invincibili al ciclo di Ancelotti. Sempre con una sola maglia. Quella che aveva sulle spalle nei momenti felici e in quelli amari, nel calcio come nella vita. Un ritratto di uno dei grandi protagonisti del calcio che fu

Billy oggi compie 60 anni e viene da chiedersi se sia davvero così. Sì, è vero, il ciuffo non è più ribelle, il colore dei capelli è cambiato, ma la forma fisica è invidiabile e non solo per merito del padel. Il tempo passa, ma è stato clemente con Alessandro Costacurta. Tutti conoscono l’origine di quel soprannome che lo accompagna ancora adesso, ma se la Generazione Z o quella successiva dovessero imbattersi in questo pezzo, vale la pena ricordare che il Billy era la squadra di basket di Milano quando un giovanissimo Alessandro cominciava la trafila nel settore…

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Mercato Juve: il piano per Bernardo Silva

Comolli marca stretto Mendes, che tiene il dialogo. Ma la trattativa non è ancora entrata nel vivo e anche altri club si sono fatti avanti

Giornalista

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