Serie A noir, il colpo proibito di Seba Rossi a Bucchi
È il 17 gennaio 1999: il portiere del Milan subisce un gol su rigore “generoso” e impedisce all’attaccante del Perugia di riprendere il pallone con una “cravatta al collo”: il mancato pentimento e il rimprovero di Zaccheroni oltre ai 5 turni di stop sono l’inizio della fine per l’estremo difensore. Non nuovo a a reazioni del genere
Tecnicamente venne definita “cravatta al collo”, poiché rimandava a certe risse vintage da cortile. Un colpo proibito, sleale e inopportuno, eppure molto cinematografico. Poteva ricordare, più per conseguenze che per dinamica, anche una mossa del wrestling, conosciuta come la presa da dietro di chi, con il braccio attorno al collo, provava a immobilizzare l’avversario. Fu qualcosa di simile, un gesto improvvisato e istintivo, dettato dalla rabbia e dalla frustrazione. Uno stop imposto con il braccio che si allunga, colpendo alla giugulare il malcapitato che, da va sé, perde…
Al “Marulla” ritorna Foggia e pesa il passato
Ci sono partite che restano addosso più di altre. Per il Cosenza, quella dello scorso 30 novembre allo “Zaccheria” è stata una ferita difficile da rimarginare: sconfitta per 2-1 contro il Foggia, due rigori falliti e la sensazione di aver lasciato per strada molto più di tre punti. Come sottolineato anche da CosenzaChannel, quella gara rappresentò uno snodo emotivo e di classifica, il momento in cui i rossoblù si staccarono dal vertice dopo aver accarezzato l’idea di restare agganciati alle prime posizioni.
Oggi, a distanza di mesi, il destino rimette di fronte le stesse squadre, ma con prospettive diverse. Al “Marulla” non c’è più da inseguire un sogno lontano, bensì da consolidare una realtà concreta: il terzo posto, fondamentale in chiave playoff. Per la squadra di Buscè la sfida diventa così un esercizio di trasformazione: convertire il rimpianto dell’andata in energia, il peso di quella sconfitta in motivazione. Perché da Foggia a Foggia il filo della stagione non si è mai spezzato, e adesso passa tutto da qui.
Potenza, la Coppa Italia conquistata al “Francioni” davanti a 2500 tifosi potentini
Una cornice degna delle grandi occasioni ha accompagnato la finale di ritorno tra Latina e Potenza allo stadio “Francioni”, gremito in ogni ordine di posto con circa 9.000 spettatori, tra cui oltre 2.500 tifosi potentini. Un colpo d’occhio imponente, che ha restituito il senso dell’importanza della sfida e del valore in palio. Sul campo, a imporsi nei novanta minuti è stato il Latina, vittorioso per 1-0, ma il risultato non è bastato a ribaltare il verdetto dell’andata. Forte del 3-1 conquistato davanti al proprio pubblico, è infatti il Potenza ad alzare al cielo la Coppa Italia Serie C Regionale Trenitalia, al termine di un doppio confronto gestito con maturità e lucidità.
Per il club rossoblù si tratta di un traguardo che va oltre il semplice successo sportivo, assumendo i contorni di una pagina significativa della propria storia recente. Una vittoria costruita nel tempo, tra sacrificio, continuità e capacità di resistere nei momenti più complessi, che oggi trova la sua consacrazione. È il riconoscimento di un percorso condiviso da squadra e ambiente, di una tifoseria sempre presente e di una città che si ritrova unita attorno ai propri colori. Il trofeo diventa così simbolo di appartenenza e identità, sintesi perfetta di un cammino che ha saputo trasformare le difficoltà in energia e le ambizioni in realtà.
Cosmano Sport Foggia – 𝗨𝗻𝗮 𝗻𝗼𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗳𝗮 𝗺𝗮𝗹𝗲.
Per inadempimenti societari, alla Cosmano è stata inflitta una penalizzazione di 15 punti in classifica, facendola scivolare all’undicesimo posto.
Una decisione che, di fatto, farebbe sfumare il sogno playoff proprio nel momento più delicato della stagione.
Dopo sacrifici, impegno e risultati conquistati sul campo, sarebbe una mazzata durissima da accettare.
Ma nello sport, come nella vita, bisogna saper reagire anche ai colpi più pesanti.
#noisiamolacosmano
Fonte: Facebook official page
Catalano avvisa la Fidelis Andria: «Domani per noi è una finale, ecco come faremo lo step salvezza»
Alla vigilia dell’importante confronto contro il Francavilla, l’allenatore della Fidelis Andria, Pasquale Catalano, ha fatto il punto della situazione in casa biancazzurra, delineando le priorità di una settimana caratterizzata dai ritmi serrati e dall’importanza della posta in palio.
«In questi pochi giorni a disposizione, vista la settimana corta, la nostra attenzione si è focalizzata maggiormente sul recupero delle energie fisiche piuttosto che sulla tattica pura. Ci troveremo di fronte un avversario che ha una necessità vitale di muovere la classifica e fare punti» ha esordito il tecnico in conferenza. «Quella di domani è a tutti gli effetti una finale per noi. Siamo consapevoli che compiere un ulteriore passo in avanti significherebbe avvicinare in modo determinante il traguardo della permanenza in categoria. È un’occasione che non vogliamo lasciarci sfuggire per consolidare il nostro cammino» ha sottolineato Catalano. L’allenatore ha poi posto l’accento sull’atteggiamento mentale richiesto al gruppo: «Dobbiamo nutrire un profondo rispetto per chi avremo di fronte, poiché è l’unico modo per garantire una prestazione di alto livello. Sono convinto che servirà una prova maiuscola sotto ogni punto di vista». «Non temo affatto che la squadra possa andare incontro a cali di tensione o di concentrazione. Nutro una fiducia assoluta in ognuno dei miei calciatori, indipendentemente da quello che dirà il tabellino al termine del match. La speranza è ovviamente quella di ottenere il successo per goderci al meglio le festività pasquali» ha proseguito il mister.
Analizzando le caratteristiche dell’avversario, Catalano ha individuato la chiave del match nel confronto atletico: «Ci aspetta una compagine dotata di grande fisicità. Sarà fondamentale riuscire a pareggiare questo loro punto di forza, ribattendo colpo su colpo nei duelli individuali per non farci sopraffare».
Infine, il tecnico ha fatto il punto sull’organico e sulle defezioni dell’ultima ora: «Dovremo fare a meno di Giorgione e Sorgente, che restano fuori dai giochi. Il mio compito sarà quello di schierare la formazione più competitiva possibile, tenendo però conto dei tempi necessari per il recupero di ogni singolo elemento» ha concluso l’allenatore dell’Andria.
Fonte:NotiziarioCalcio.com
