Inter, prendi esempio da loro: da Peirò a Ronaldo, le grandi rimonte nerazzurre in Europa
Leverano Football – Prima Squadra a mister Diego Musca
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Sfortunata sconfitta del Bitonto, il Canosa vince al Diomede solo di misura.
Sconfitta di misura per il Bitonto nell’ undicesimo turno del girone di ritorno.Il Canosa vince con un gol di Matteo di Piazza al minuto 32 della prima frazione . Il rammarico in casa neroverde e’ forte , anche stavolta contro una big del campionato ci si interroga su quello che poteva essere e non e’ stato .E’ mancato davvero pochissimo,come peraltro accaduto con tutte le altre big per portare a casa un risultato positivo .Il Bitonto e’ in fiducia sul piano del gioco e anche ieri lo ha dimostrato. Al ventunesimo sono proprio i leoncelli ad andare vicino al vantaggio , Cutrone con un gran tiro da fuori area costringe alla difficile deviazione in angolo il portiere ospite Massari. Poco dopo la mezz’ora il Canosa passa in vantaggio: una errata lettura del pacchetto arretrato neroverde a seguito di un tiro- cross di Di Benedetto consente a Di Piazza anche in maniera inaspettata di trovarsi appostato per l’ appuntamento con il ta-pin vincente.
Pochi giri di lancette e il Bitonto ha sui piedi di Edo Fracchiolla una occasione d’ oro per pareggiare subito ,ma il giovane calciatore neroverde da solo davanti a Massari non riesce a buttarla dentro .Nella ripresa i neroverdi gettano il cuore oltre l’ ostacolo,si buttano con enorme generosità in avanti alla ricerca del pareggio. Gli spazi però in zona offensiva sono diventati sempre meno, le marcature si sono fatte sempre più strette anche a seguito del cambio di modulo operato dal tecnico canosino Pasquale De Candia che nel secondo tempo temendo un prepotente ritorno in zona gol della formazione di casa ha ritenuto di passare alla difesa a cinque . Ovviamente quando protendi il tuo baricentro sempre più avanti, inevitabilmente sei destinato a subire pericolosi contropiedi e a correre inevitabili pericoli. Pericoli fortunatamente tutti sventati da interventi prodigiosi di Vincenzo Cozzella, anche ieri protagonista di parate eccezionali che hanno tenuto il punteggio in bilico fino al fischio finale .
Nulla da rimproverare quindi sul piano della prestazione a Palazzo e compagni in un incontro che si presentava già dalla vigilia non facile, gara peraltro “condita” da un arbitraggio assolutamente insufficiente da parte del signor Carlucci della sezione di Molfetta .Completamente discutibili le sue decisioni in merito alla distribuzione dei cartellini e nell’aver decretato diverse posizioni di fuorigioco davvero opinabili che hanno bloccato di fatto azioni offensive potenzialmente molto pericolose del Bitonto . Ormai bisogna dimenticare in fretta la sfida con il Canosa e concentrarsi sul prossimo incontro di domenica primo marzo da giocare in trasferta contro l’Acquaviva.
Attualmente gli uomini di Andrea Solidoro hanno 41 punti in classifica, i ragazzi di mister Zinfollino invece sono a quota 39. Con una vittoria i neroverdi supererebbero proprio la formazione del presidente De Marinis e metterebbero una serie ipoteca sulla chiusura del discorso salvezza.Clemente Calabrese ufficio stampa Us Bitonto.
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Termina in parità la sfida del “Paolo Poli” tra Molfetta Calcio e Cosmano Sport.
Un 1-1 che lascia l’amaro in bocca ai biancorossi, raggiunti nel finale dopo aver condotto la gara e costruito le occasioni più nitide davanti al proprio pubblico.
La Molfetta approccia il match con personalità e intensità. Fumai scalda subito i guantoni del portiere con una conclusione dalla distanza, mentre De Giglio prova a sfruttare una ribattuta senza trovare lo specchio. Sugli sviluppi di un angolo, Roque svetta ma non colpisce pienamente e la palla sorvola di poco la traversa, tra il fiato sospeso del “Poli”. Stancarone si accende: prima mette in mezzo un pallone insidioso che non trova compagni, poi calcia dal limite senza fortuna. Il Cosmano prova a reagire con alcuni corner, ma la difesa biancorossa regge con ordine. Da segnalare il cambio forzato di Cagnazzo per infortunio.
Nel finale di tempo la pressione cresce. Stancarone ci prova ancora dal limite, trovando la pronta risposta dell’estremo difensore ospite. Dopo 6 minuti di recupero, al 51’, esplode il “Poli”: Fumai pennella una palla rasoterra perfetta, Stancarone si inserisce e con freddezza la scaraventa sotto al sette. Un gol di rabbia e precisione che vale il meritato vantaggio.
Nella ripresa il Cosmano alza il baricentro e conquista diversi calci d’angolo. La Molfetta, però, ha l’occasione per chiudere i conti: Fumai lancia Morella davanti al portiere, ma l’attaccante non riesce a concretizzare. Poco dopo De Giglio, servito da Stancarone, non trova l’impatto decisivo. Il Cosmano risponde con una rovesciata di poco a lato e con una spettacolare sforbiciata che trova la straordinaria risposta di Gomis, decisivo nel tenere avanti i suoi.
Dentro Obama per De Giglio. Ma all’85’, quando la vittoria sembra vicina, arriva la beffa: su punizione Mascia trova l’angolo e firma il pareggio. Nel finale, tra tensione e 5 minuti di recupero, la Molfetta spinge con il cuore, ma il risultato non cambia.
25ª Giornata – Molfetta Calcio – Cosmano Sport 1-1
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VIRTUS, CUORE INFINITO: GOL VITTORIA IN 9 CONTRO 11
I biancazzurri piegano la Virtus Andria nonostante il vergognoso arbitraggio
Oltre ogni avversità, oltre una direzione di gara illogica, sconclusionata e oggettivamente imbarazzante. La Virtus Bisceglie è tornata al successo mostrando il suo volto determinato e combattivo proprio nel momento più complicato. Il 2-1 ottenuto a spese del fanalino di coda Virtus Andria è valso tre punti fondamentali per il progetto salvezza. Una vittoria strappata con tenacia malgrado la doppia inferiorità numerica causata dalle folli espulsioni di Basile e Giuseppe Di Pierro. L’arbitro Posado, alla guida di una terna che definire pessima e inadeguata sarebbe un complimento, ha cercato di guadagnarsi la scena a discapito dei protagonisti sul rettangolo di gioco del “Di Liddo” con una raffica di decisioni invertite, tutte puntualmente contrarie ai biancazzurri. Un pomeriggio davvero triste per la credibilità dell’universo arbitrale, che purtroppo avrà il suo strascico costringendo la Virtus Bisceglie ad affrontare la partita successiva senza due calciatori che saranno ingiustamente squalificati.
Merito, perciò, al gruppo affidato a mister Capriati, il cui debutto sulla panchina si è rivelato positivo. Out Caputo per infortunio, fiducia all’under Di Molfetta schierato a fianco di Dell’Olio. I padroni di casa hanno preso subito il controllo della situazione a caccia del gol che avrebbe potuto favorire uno svolgimento della sfida in discesa. Gran palla di Muciaccia al 7’ ma sul suo tirocross teso non è arrivata la deviazione sperata di un compagno. Tre minuti più tardi Porcelli, con un velenoso calcio piazzato da metà campo, ha sfiorato il colpaccio: pallone sul fondo di un niente. Primo episodio da matita rossa al 23’ quando Dell’Olio è stato agganciato da due difensori avversari nel cuore dell’area andriese ma il fischietto di Bari ha lasciato proseguire fra le proteste per un contatto parso nettissimo alla gran parte dei presenti. Nuovo tentativo di Porcelli al 25’: traiettoria alta e a lato rispetto alla porta avversaria. Combinazione fra Muciaccia e Patierno al 28’ e conclusione deviata in angolo, sul cui sviluppo Di Molfetta, con il sinistro, ha sfiorato il bersaglio. La rete che ha sbloccato il punteggio, decisamente nell’aria, al 36’: spunto personale di Dell’Olio a metà campo con un elegante controllo e filtrante centrale per Di Molfetta che ha tagliato fuori due difensori, si è presentato al cospetto del portiere e lo ha infilato portando i biancazzurri in vantaggio. Seconda rete stagionale, dopo quella in trasferta a Corato, per il centrocampista offensivo biscegliese. Non è accaduto più nulla di rimarchevole fino al termine della frazione.
Ripresa aperta dal rigore concesso per l’atterramento di un calciatore ospite da parte del giovane portiere Regina. Cartagine, dal dischetto, ha regalato alla Virtus Andria un pareggio immeritato (48’). La gara si è incattivita e la Virtus Bisceglie ha accusato il colpo sotto il profilo psicologico, concedendo campo agli ultimi della classe. Il subentrato Lorenzo Scamarcio, al 66’, ha provato ad approfittare di un errore in fase di impostazione dei biancazzurri (e del mancato sbandieramento da parte di un assistente distratto) ma il suo tiro è stato respinto dall’estremo di casa. Pochi istanti più tardi, la clamorosa espulsione per somma di ammonizioni di Francesco Basile, punito per delle proteste relative alla richiesta del fuorigioco (nettissimo), sicuramente non plateali e rivolte con termini corretti. Posado, invece, ha estratto il secondo giallo condizionando tutto il resto dell’incontro con una decisione ingenerosa ed esagerata. Dentro De Cillis per ridefinire l’assetto difensivo, sacrificato Di Molfetta. Proteste biscegliesi per un fallaccio di Taflaj, solo ammonito e subito sostituito: Patierno, sul calcio piazzato susseguente, ha centrato la traversa (71′). L’uomo in meno non ha certo impedito a Di Franco e compagni di proseguire nell’ostinata ricerca del gol ma ancora una volta Posado ci ha messo lo zampino, ammonendo per la seconda volta Di Pierro per un presunto contatto su un avversario che aveva grossolanamente simulato. Ennesimo erroraccio arbitrale e biscegliesi in 9 contro 11. Neppure la doppia inferiorità numerica ha scoraggiato la Virtus Bisceglie, che all’86’ ha raccolto i frutti dell’impegno grazie all’inzuccata precisa di Dell’Olio su calcio piazzato. Grande gioia in campo e sugli spalti. Gli avversari, pur con due calciatori in più in mezzo al campo, non hanno costruito niente nel tempo restante.
L’importante affermazione non cancella l’amarezza per l’ennesimo arbitraggio fortemente penalizzante nei confronti della Virtus Bisceglie e ripropone il tema della qualità delle direzioni di gara nel campionato di Promozione, a maggior ragione nel rush finale della stagione.
VIRTUS BISCEGLIE-VIRTUS ANDRIA 2-1
Virtus Bisceglie: Regina, Basile, Antonio Monopoli, Giuseppe Di Pierro, De Marco, Porcelli, Di Franco, Muciaccia, Patierno, Dell’Olio, Di Molfetta (68’ De Cillis). A disp.: Napoletano, Di Leo, Losapio, Amorese, Tommaso Monopoli, Luca Di Pierro, Ferrucci, Trawaly. All.: Capriati.
Virtus Andria: Lacerenza, Cannone, Addario, Rutigliano, Taflaj (71’ Cascione), Davide Scamarcio, Favulllo, Liso (60’ Lorenzo Scamarcio), Bellomo, Cartagine (93’ Todorov), Monterisi. A disp.: Civita, Petruzzelli, Simpara, Palmieri, Sabbar, Simeone. All.: Antonacci.
Arbitro: Posado (Bari).
Assistenti: Scavo (Bari) – Piazzolla (Barletta).
Reti: 36’ Di Molfetta, 48’ rigore Cartagine, 86’ Dell’Olio.
Note: ammoniti De Marco, Liso, Cartagine, Taflaj, Di Franco, Dell’Olio. Espulsi Basile al 67’ e Di Pierro al 77’, entrambi per somma di ammonizioni.
#VirtusBisceglie #forzavirtus #promozionepugliese #promozionepuglia





fonte:Virtus Bisceglie Official Facebook page
Bitonto Calcio – Intervista post gara con il nostro vice presidente Giovanni Brindicci
Intervista post gara con il nostro vice presidente Giovanni Brindicci
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Sconfitta immeritata per l’Atletico Racale
Gara ordinata e ben giocata dall’Atletico Racale, che esce ingiustamente sconfitto dalla dura trasferta in casa della capolista Brindisi.
Dopo un primo tempo in cui il Brindisi non aveva creato alcun pericolo verso la porta difesa da Colazo, intorno alla mezz’ora i nostri ragazzi si vedono annullare un gol che ai più è parso regolare, realizzato da My su una corta respinta del portiere Antonino.
Era stato proprio il nostro difensore a sfruttare l’indecisione dell’estremo difensore avversario, che si era lasciato sfuggire la sfera sulla punizione battuta da Pirretti.
L’episodio che cambia la gara arriva al 65’, quando, su azione di contropiede, il nostro Barbero viene colpito dal braccio largo di Lanzolla, rimanendo a terra. Il direttore di gara non ferma il gioco e il Brindisi, sugli sviluppi dell’azione, va in rete tra le proteste generali.
Nel finale l’Atletico cerca inutilmente il pareggio, con l’ultimo episodio sospetto in area brindisina: Abatelillo, pronto a calciare in porta da pochi passi, viene agganciato da dietro. Anche in questo caso il gioco prosegue fino al fischio finale, che decreta la vittoria del Brindisi.
Rimane la magra consolazione di aver disputato una gara di carattere, ma sfortunata.
Stay tuned ⚽️
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Ecco gli HIGHLIGHTS di Ginosa-Copertino 3-0
Ecco gli HIGHLIGHTS di Ginosa-Copertino 3-0 I Promozione Pugliese Girone B I 25ª Giornata
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Ugento e Toma Maglie si prendono un punto
Il confronto tra Ugento e Toma Maglie, attesissimo derby del calcio salentino, si è chiuso senza vincitori né vinti. Uno 0-0 che fotografa novanta minuti di battaglia tattica, dove le due compagini si sono affrontate a viso aperto senza però riuscire a trovare la via del gol. Un punto che muove di poco le rispettive classifiche, lasciando un senso di incompiuto per entrambe le formazioni.
La gara, diretta dall’arbitro Ivo D’Ambrosia di Brindisi, coadiuvato dagli assistenti Rocco Epicoco e Luca Miessa, ha offerto spettacolo per intensità e ritmo, pur rimanendo avara di emozioni decisive. Le difese hanno prevalso, con i portieri protagonisti nei momenti chiave.
Alberto Giuliatto, tecnico della Toma Maglie, ha operato una sola modifica rispetto all’ultimo impegno, recuperando Alfarano e dovendo fare a meno di Oltremarini. Il tricasino è stato inserito nel tridente offensivo al fianco di Bah e Serafino, mentre Ousfar, ancora in fase di recupero, è rimasto inizialmente in panchina.
La formazione ospite ha presentato il consueto assetto: tra i pali Catelli, sulle fasce gli esterni Tecci e Amato, con Ongania e Galvez a presidiare il centro della difesa. Il centrocampo è stato affidato al trio composto da Mutisi, Martina e Diaz, a supporto del già citato attacco a tre punte.
L’avvio del match ha visto un sostanziale equilibrio, rapidamente interrotto dall’iniziativa dei padroni di casa. L’Ugento ha alzato il baricentro cercando di imporre il proprio gioco, mentre la Toma Maglie ha optato per una tattica attendista, concedendo campo ma rimanendo compatta. La strategia degli ospiti ha però comportato qualche rischio, con la squadra di Giuliatto costretta a difendersi su diverse situazioni da calcio d’angolo.
Il brivido più grande per i magliesi è arrivato al 4′: una rapida transizione offensiva dell’Ugento ha generato una conclusione dalla distanza che si è schiantata contro la traversa. L’episodio ha sollevato qualche dubbio sulla regolarità della posizione del giocatore che aveva ricevuto il pallone.
Passato il quarto d’ora, la Toma ha cominciato a mostrarsi in avanti. Un traversone teso ha cercato Serafino in corsa, ma la misura del passaggio non è stata precisa. Sessanta secondi dopo, un corner per l’Ugento si è trasformato in contropiede per i passerotti, fermato solo da un intervento falloso ai limiti dell’area di rigore. Diaz si è incaricato della battuta, senza tuttavia creare pericoli concreti.
Al minuto 18, ancora il centrocampista ospite si è messo in evidenza con un lancio millimetrico per Serafino, neutralizzato dall’uscita tempestiva del portiere Maggi. Tre minuti più tardi, l’illusione del vantaggio per i costieri: Rivadero ha battuto una punizione dalla trequarti con una traiettoria insidiosa che, abbassandosi improvvisamente, ha colpito l’esterno della rete.
Nel finale di frazione, l’Ugento ha continuato a guadagnare corner. Da uno di questi, Catelli ha dimostrato la propria sicurezza bloccando un pallone pericoloso in uscita alta. Al 36′, Serafino ha provato a sorprendere la retroguardia ugentina con un movimento in profondità, ma il guardalinee ha segnalato la posizione irregolare. Prima dell’intervallo, ulteriori tentativi della formazione di casa si sono infranti sulla reattività dell’estremo difensore magliese.
La seconda metà di gara si è aperta con una Toma Maglie più intraprendente, sebbene lo scenario complessivo sia rimasto immutato. La contesa è proseguita su binari di sostanziale parità, con ritmi gradevoli ma scarsa incisività sotto porta.
La prima occasione degna di nota è giunta al 51′: calcio di punizione dalle linee centrali della trequarti con Diaz incaricato della battuta. Il pallone ha trovato la testa di Amato, la cui deviazione è terminata di poco a lato. L’Ugento ha tentato la replica immediata, ma ancora una volta il fuorigioco ha vanificato l’azione.
Al 65′, i padroni di casa hanno costruito una manovra interessante conclusa da una deviazione ben controllata dalla retroguardia ospite. Il prosieguo dell’azione è stato interrotto da un’altra segnalazione di posizione irregolare.
Cinque minuti dopo, la Toma è andata vicina al gol del vantaggio: altra palla inattiva trasformata in colpo di testa da Serafino, con la sfera che ha sfiorato il palo. La risposta ugentina è stata immediata, ma il tentativo è finito in corner senza ulteriori sviluppi.
Negli ultimi venti minuti, il Maglie ha alzato il pressing. Un’azione corale ha portato al tiro Dell’Anna, entrato in sostituzione di Mutisi, con la conclusione che si è spenta sul fondo di poco. Alla mezz’ora, è stata invece l’Ugento ad avvicinarsi al bersaglio grosso: Macias ha provato una spettacolare rovesciata dal centro dell’area, ma anche in questo caso il pallone è rotolato a lato.
Nel finale, la Toma ha intensificato la pressione offensiva con Alfarano, Diaz e Serafino, senza però trovare la precisione necessaria. L’ultimo segmento di partita è stato caratterizzato da un rallentamento del ritmo, dovuto ai numerosi cambi e ad alcuni interventi fallosi. Al triplice fischio, il punteggio è rimasto inchiodato sullo 0-0.
Il derby si è dunque concluso con la divisione della posta in palio. Entrambe le squadre hanno mostrato impegno e determinazione, ma la mancanza di cinismo sotto porta ha impedito di sbloccare il risultato. Per l’Ugento e per la Toma Maglie, un punto che lascia l’amaro in bocca per le occasioni create ma non sfruttate.
Dal punto di vista disciplinare, sono finiti sul taccuino dell’arbitro Aranda per l’Ugento e Diaz per il Toma Maglie. Il recupero è stato nullo nel primo tempo e di cinque minuti nella ripresa.
Tabellino
Ugento – A. Toma Maglie 0-0
Ugento: Maggi, Marchionna, Aranda, Albin, Macias, Martinez, Laena (47’ st Lollo), Scarlino (44’ st Schito), Cordary (19’ st Becerio), Rivadero (44’ st Moran), Boglic. A disposizione: Marzo, Valvassori, Zappacosta, Gamboa, Lollo, Schito, Samper, Becerio, Moran. Allenatore: Andrea Manco
A. Toma Maglie: Catelli. Tecci, Ongania, Galvez, Amato, Mutisi (22’ st Dell’Anna), Martina, Diaz, Alfarano, Serafino, Bah (29’ st Ousfar). A disposizione: Cimino, Ria, Giannuzzi, Castellaneta, De Luca, Dell’Anna, Micello, Ousfar, Vantaggiato. Allenatore: Alberto Giuliatto
Arbitro: Ivo D’Ambrosia di Brindisi
Assistenti: Rocco Epicoco e Luca Miessa di Brindisi
ammoniti: Aranda (U), Diaz (TM)
recuperi: 0’ pt, +5’ st
Fonte:NotiziarioCalcio.comFasano battuto 2-0 nel finale
La Fidelis Andria conquista tre punti preziosi superando 2-0 l’US Città di Fasano nel match valido per la 25esima giornata del campionato di Serie D, Girone H. Una vittoria maturata interamente nella seconda frazione di gioco, quando i padroni di casa hanno saputo sfruttare un calcio di rigore contestato e il lungo recupero per archiviare la pratica contro un avversario che ha pagato caro l’unico errore difensivo e la mancanza di cinismo sotto porta.
Allo stadio “Degli Ulivi” si è disputata una partita caratterizzata da ritmi blandi e pochissime occasioni da rete, con entrambe le formazioni attente soprattutto a non concedere spazi agli avversari. L’incontro si è svolto davanti a circa 3800 spettatori, in assenza dei tifosi ospiti a causa del divieto di trasferta imposto ai settori destinati ai sostenitori del Fasano.
La prima frazione si è caratterizzata per la scarsità di eventi rilevanti. La Fidelis ha tentato di prendere in mano le redini del gioco sin dalle battute iniziali, creando un paio di situazioni interessanti nei primi minuti. Al 5′, Marquez ha provato a sbloccare il risultato con un colpo di testa su invito di Taurino, ma Lombardo si è dimostrato attento neutralizzando la conclusione. Pochi minuti dopo, al 12′, è stato ancora Taurino a impegnare l’estremo difensore fasanese con un calcio di punizione dalla posizione defilata, respinto con sicurezza.
Il Fasano ha dovuto attendere oltre mezz’ora per rendersi pericoloso nell’area avversaria. Al 34′, la formazione guidata da mister Padalino ha costruito la migliore opportunità del primo tempo: Diaz, con un tocco di tacco di pregevole fattura, ha liberato De Angelis in posizione centrale. Il centrocampista ospite si è inserito e ha calciato dal limite dell’area, trovando però pronto alla risposta Perina. Le squadre sono così rientrate negli spogliatoi sullo 0-0, con un bilancio decisamente magro dal punto di vista delle emozioni.
Anche la seconda metà dell’incontro è iniziata seguendo il copione della prima, con poche iniziative degne di nota. La Fidelis ha cercato di aumentare la pressione offensiva, ma senza particolare determinazione. Al 1′ della ripresa, Tagliarino ha provato la conclusione, ma il tiro, smorzato da Marquez, è stato facilmente controllato da Lombardo. Al 20′, altro tentativo dei locali con Marquez che, servito da un traversone di Casiello, ha colpito di testa senza però impensierire il portiere biancazzurro.
La migliore chance del match per il Fasano è arrivata al 23′, quando Barranco ha dato prova di ottima tecnica individuale confezionando uno scambio di qualità con Corvino. Il giocatore ospite si è così trovato solo davanti a Perina, con la porta spalancata, ma incredibilmente ha spedito il pallone sul fondo, sprecando un’occasione d’oro per portare in vantaggio i suoi.
L’episodio che ha cambiato l’inerzia dell’incontro si è verificato al 33′ della ripresa. Un cross di Orlandi è stato intercettato in area di rigore da D’Antona con il braccio, e l’arbitro Giosuè Ambrosino di Torre del Greco non ha avuto esitazioni nel decretare il calcio di rigore. Dal dischetto si è presentato lo stesso Orlandi, la cui prima conclusione è stata respinta da Lombardo. Tuttavia, l’assistente ha segnalato che il portiere fasanese si sarebbe mosso in anticipo dalla linea di porta, imponendo così la ripetizione del penalty tra le vibranti proteste della panchina biancazzurra.
Alla seconda occasione, Orlandi non ha fallito e, nonostante l’ennesima intuizione di Lombardo, ha insaccato il pallone del vantaggio andriese. Un episodio che ha scatenato le proteste degli uomini della Selva, costretti a inseguire nel finale di partita.
Dopo essere passata in svantaggio, la formazione di Padalino ha cercato di gettarsi all’attacco alla ricerca del pareggio. L’unica vera occasione è però arrivata soltanto al 46′, quando Langella ha calciato di sinistro trovando la deviazione in corner di Ronchi. Il forcing finale del Fasano, unitamente ad alcuni interventi medici, ha generato un recupero di ben 9 minuti, ma a beneficiarne è stata paradossalmente la Fidelis.
Al 52′ del secondo tempo, con gli ospiti completamente sbilanciati in avanti, Gatto ha sfruttato un contropiede letale, involarsi verso la porta avversaria e battere Lombardo per il definitivo 2-0. Un gol che ha chiuso definitivamente i conti e regalato ai federiciani un successo importante in chiave classifica.
Il prossimo impegno per Corvino e compagni è in programma domenica 1° marzo, quando lo stadio “Vito Curlo” ospiterà la Sarnese. Un appuntamento importante per i biancazzurri, chiamati a reagire dopo questa sconfitta e a cercare punti preziosi davanti al proprio pubblico per rilanciare le proprie ambizioni in campionato.
Il tabellino
Fidelis Andria – Fasano 2-0
marcatori: 38’ s.t. Orlandi (FI, rig.)l 52’ s.t. Gatto (FI)
Fidelis Andria: Perina; Suplija, Ronchi, Allegrini, Casiello; Correnti (43’ s.t. Ciracì), Barberini, Tagliarino (49’ s.t. Cordova); Allushaj, Marquez (43’ s.t. Gatto), Taurino (25’ s.t. Orlandi). All.: Pasquale Catalano (a disp.: Lamanuzzi, Iurilli, Di Pietro, Karsenty, Sorgente).
Fasano: Lombardo; D’Antona, Blondett, Garcia Tena (44’ s.t. Consonni), Langella; Falzerano, De Angelis, Penza (44’ s.t. Chiocca); Pinto (15’ s.t. Banegas), Diaz (15’ s.t. Barranco), Corvino (31’ s.t. Vono). All.: Pasquale Padalino (a disp.: Piras, Tangorre, Bianchini, Lambiase).
Arbitro: Giosuè Ambrosino di Torre del Greco (assistenti Stefano Scarangella di Torre del Greco ed Emanuele Toniutto di Como).
Ammoniti: Langella, Lombardo, Garcia Tena (FA), Barberini, Gatto (FI)
Note: 3800 spettatori circa (divieto di trasferta ai settori ospiti); recuperi 1’ p.t. – 9’ s.t.; angoli 5-1; pomeriggio soleggiato, terreno in buone condizioni.
Fonte:NotiziarioCalcio.com