Corvino: “Il Lecce è rinato. Dorgu resta con noi fino all’estate, poi…”

Il dt dei pugliesi tra cambio di allenatore (“Giampaolo ci ha restituito un’intensità che era andata smarrita”) e l’esterno che piace al Napoli

Tic, toc, tic, toc: il cronometro che corre è come una lama affilata in un fianco. Un giro di lancette da vivere come se non ci fosse un domani e Pantaleo Corvino sente il fiato mancare: Lecce 0, Juventus 1, e pare finita. “Ma dopo sessant’anni di calcio mi rassegno o mi tranquillizzo solo al triplice fischio”. Da Dorgu a Krstovic a Rebic come andarsene dall’Inferno al Paradiso, tuffandosi nella felicità di Via del Mare: Lecce 1, Juventus 1, ed è come sentirsi accarezzato da una ventata di benessere. La salvezza, e quindi la quarta serie A consecutiva, non rappresenta la battigia sulla quale distendersi e gioire: per Lecce è la Storia, che Corvino insegue a mani nude. “Essere di nuovo qui è la nostra missione. Chiamatelo miracolo, se vi piace”. 

[continua a leggere sulla Gazzetta dello Sport ]

Bove, carriera a rischio. S’indaga sul Dna e la miocardite: futuro all’estero?

I medici hanno trovato una cicatrice sul cuore: con un defibrillatore non potrà giocare in Italia

Dal nostro inviato Filippo Conticello

Mentre tutto tace all’ospedale Careggi, chiuso in un improvviso silenzio, l’équipe cardiologica che da domenica sera ha in cura Edoardo Bove esplora la difficoltà del caso. I dottori stanno passando al setaccio non solo lo storico diagnostico del centrocampista viola, ma anche il suo codice genetico, sempre nel tentativo di chiarire il perché dell’arresto cardiaco del Franchi. Il ritorno in campo, almeno quello in Italia, è ormai appeso a un filo sottilissimo, anche perché quella piccola cicatrice sul cuore, emersa nella risonanza magnetica ripetuta due volte dal ricovero, potrebbe avere una spiegazione più antica. L’aritmia sul prato e quei secondi sembrati anni potrebbero avere una origine subdola e difficilmente prevedibile. Per questo l’attenzione è massima sia sulla miocardite del 2020 figlia del Covid, che il talento allora alla Roma avrebbe superato con cortisone e riposo e senza apparenti strascichi, sia su eventuali fenomeni pregressi durante l’adolescenza. Da quel 2020 in poi, la risonanza magnetica cardiologica è diventata un’usanza nelle visite con idoneità sportiva fatte da Edoardo a Villa Stuart fino al 2023: nella clinica della Capitale confermano che niente di allarmante è mai apparso in quei tracciati, mentre i nuovi esami di secondo livello, successivi all’aritmia, hanno evidenziato l’impronta all’altezza del ventricolo sinistro. Ben prima di cederlo in prestito a Firenze (sarebbe scattato l’obbligo di acquisto con il 60% delle presenze) il 30 agosto, Bove ha comunque ottenuto l’idoneità sportiva per il 2024-25: la Roma in questo caso si era rivolta alla clinica Paideia, poi la Fiorentina non aveva ripetuto la pratica in un centro di Medicina dello sport convenzionato con il Coni. Per la legge, bastava avere in mano il precedente certificato, valido per la Federazione italiana.

nuovo reparto

—  

In mezzo a queste continue analisi e a questi rimpalli di documenti, c’è Bove, lì fermo in un’attesa difficile da mandare giù. Pimpante, in miglioramento costante, è ora nella terapia intensiva del reparto di Cardiologia, l’Utic, meno “emergenziale” di quella dell’equivalente del Pronto Soccorso, ma con tutto il supporto farmacologico e strumentale del caso. Lo descrivono come incredulo e anche irritato per il clamore attorno: vorrebbe solo essere trattato come un calciatore ai box, uno che quando è fuori causa, tifa a distanza i propri colori, come ha fatto ieri dall’ospedale. Era stato lui stesso a chiedere ai compagni di evitare magliette celebrative, ma ieri le immagini del Franchi lo hanno comunque commosso. Arriva direttamente da lui il diktat per il suo intorno: bocche cucite, parlano solo i canali ufficiali. Del resto, il momento è delicato, l’apprensione evidente anche davanti a Careggi, in cui anche ieri i dirigenti viola come d’abitudine sono venuti in visita nonostante la partita serale.

indagine genetica

—  

Per il secondo giorno di fila l’ospedale fiorentino non ha comunicato nulla, neanche un bollettino di circostanza, un po’ per proteggere la privacy richiesta e un po’ perché proprio nelle ultime trentasei ore il livello diagnostico si è fatto ancora più approfondito. Soprattutto sul versante del Dna per capire se c’era alla base una malattia di origine genetica, nel dettaglio una cardiomiopatia, da poter collegare a un caso “estremo” come quella di domenica scorsa: servirà almeno un mese per avere una mappatura completa con i risultati degli esami. Sia in questo caso così infido, che nell’eventualità di un danno successivo a una miocardite, anch’esso a volte sfuggente nei tracciati, la prassi cardiologica impone l’uso di un defibrillatore di “prevenzione secondaria”. È un piccolo apparecchio da impiantare attraverso una operazione che possiede tutte le funzioni del pacemaker e che, anche in caso di un’aritmia potenzialmente letale, dà una scarica elettrica al cuore attuando un “reset” del battito e ristabilendo un ritmo regolare.

come eriksen?

—  

Si tratterebbe dello stesso defibrillatore sottocutaneo che fu inserito sottopelle a Christian Eriksen nel 2021: se ne è già parlato in Cardiologia, la famiglia Bove è stata informata fin nel dettaglio. Il timore è che il caso del talento romano e del campione danese si assomiglino molto di più di quanto si pensasse all’inizio. Le stringenti regole italiane, figlie anche della tragica morte dell’ex capitano della Fiorentina Davide Astori, hanno impedito a Christian di continuare qua, ma l’ex Inter ora gioca felicemente in Premier, in un top team, nel grande United: in casi come questo la carriera può quindi andare avanti, pure ad alti livelli, ma sempre fuori dalla Serie A. Insomma, anche per Bove potrebbe presto aprirsi una prospettiva simile: la palla scorrerà sempre, ma Edo potrebbe inseguirla solo lontano da qui, in campionati differenti e più “permissivi” come quello inglese. Tre anni fa, all’epoca del caso Eriksen, Bove era solo un ragazzino di belle speranze che bussava alle porte della prima squadra, anzi proprio in quell’estate José Mourinho gli apriva la Trigoria dei grandi, ora è uno dei migliori talenti su piazza, arrivato giusto al momento del decollo. Per questo, è dura davvero a ventidue anni veder cambiare la realtà davanti in pochi attimi terribili e rassegnarsi all’idea di quanto sia bello semplicemente essere vivi: ieri Edo avrebbe soltanto voluto stare lì, al Franchi, in mezzo ai fratelli trovati in questa città.

[continua a leggere sulla Gazzetta dello Sport ]

Milan da Conference, Atalanta da scudetto: il mondo capovolto – il commento

Gasperini caso di scuola: la continuità rende se si ha la forza di resistere a tensioni e crisi. Per Fonseca e i rossoneri ancora lavori in corso

L’Atalanta continua nel suo tour rivoluzionario. Ha affrontato la Roma dall’alto in basso, con 15 punti di vantaggio, ha vinto e il +15 è diventato +18. Domani sera a Bergamo ospiterà il Milan, che giace nove punti sotto i gasperiniani, seppure con la postilla della partita da recuperare contro il Bologna. Il senso del discorso resta tale, però. L’Atalanta ha capovolto il calcio italiano, ha sovvertito le gerarchie della Serie A. Non da oggi né da ieri, ma da tempo, dall’inizio dell’era Gasperini, cominciata nel 2016-17 con un quarto posto che all’epoca valse la qualificazione in Europa League. Nelle nove stagioni di Gian Piero Gasperini a Bergamo, inclusa quella in corso, l’Atalanta ha giocato in Champions quanto il Milan, quattro partecipazioni a testa. E in tema di titoli, la differenza è minima: uno scudetto e una Supercoppa italiana il Milan; un’Europa League l’Atalanta. L’Atalanta non ha mai vinto uno scudetto, ma al Milan manca un’unica coppa internazionale, proprio l’Europa League ex Coppa Uefa alzata al cielo dalla Dea. Se stiamo all’era Gasperini, Atalanta e Milan pari sono o quasi. 

[continua a leggere sulla Gazzetta dello Sport ]

IL SALOTTO DEL CALCIO DEL 4 DICEMBRE 2024

0
Fonte: AntennaSud Official Youtube channel

Taranto, Campbell: “Closing entro il 13 dicembre, il 16 pagheremo stipendi”


La svolta è sempre più vicina in casa Taranto. Almeno così sostiene Mark Campbell, rappresentante di Apex e possibile futuro proprietario dei rossoblù, dai microfoni di Antenna Sud: “Siamo a buon punto, gli attuali proprietari del club ci aiutano e il closing è previsto entro il 13 dicembre, data in cui avverrà il cambio della fideiussione. Entro il 16 pagheremo stipendi e tasse previste. Nelle prossime settimane annunceremo il general manager Ghelfi e il nuovo direttore sportivo.

Siamo consapevoli della posizione di classifica e lavoreremo fin da subito per migliorarla. Abbiamo anche dei piani B in caso di retrocessione, ma l’obiettivo è preservare la categoria. La questione stadio? Spero che col Catania si possa giocare allo Iacovone e a porte aperte, oggi abbiamo avuto un incontro e rischiamo di non poter vendere i biglietti fino a venerdì pomeriggio”.

Fonte:TuttoC.com

Team Altamura, corsa contro il tempo per recuperare Leonetti


Corsa contro il tempo ad Altamura per recuperare Vito Leonetti, attaccante autore di 7 gol in campionato ma assente nelle ultime due gare, per squalifica contro il Picerno, per un problema fisico contro il Trapani. Come riporta Antenna Sud, lo staff medico biancorosso farà di tutto per recuperare il giocatore, grande ex nel derby contro l’Audace Cerignola in programma venerdì. 

Fonte:TuttoC.com

Latina, Riccardi: “A Potenza con lo stesso atteggiamento di sabato”


Alessio Riccardi, centrocampista del Latina, intervenuto in conferenza stampa, ha dichiarato: “Sto cercando di mettermi a disposizione, di dare il massimo in allenamento e in partita. Effettivamente sabato forse ho fatto la miglior partita fin qui, io cerco sempre di dare tutto per la squadra. Con mister Boscaglia stiamo lavorando bene, sicuramente arriveranno altri bei risultati. A Potenza, così come in tutte le gare, dobbiamo riproporre il giusto atteggiamento visto sabato, facendo il nostro gioco e provando a metterli in difficoltà”. 

Fonte:TuttoC.com

Taranto-Catania, vendita biglietti ancora sospesa. Ipotesi porte chiuse


Per decisione della Commissione di Vigilanza Provinciale (riunitasi stamattina presso la sala riunioni della Prefettura di Taranto) la società Taranto FC 1927 non potrà vendere i biglietti del prossimo match interno (Taranto FC – Catania FC domenica 8 dicembre, alle ore 17:30) finché non avrà ottenuto l’autorizzazione da parte della Commissione di Vigilanza Comunale. Si stima che l’autorizzazione in esame possa arrivare non prima della giornata di venerdì 6 dicembre.

Al momento le opzioni previste sono attendere per ottenere la suddetta autorizzazione oppure giocare a “porte chiuse”.
Tecnicamente la Commissione Comunale Pubblici Spettacoli sta già lavorando affinché quest’ultima opzione non si verifichi nel concreto e si possa, quindi, giocare con i tifosi presenti allo stadio “Erasmo Iacovone”.

Fonte:TuttoC.com

Tavares, Dia: Baroni svela i tempi di recupero dei giocatori della Lazio

Il tecnico ha parlato delle condizioni dei suoi giocatori infortunati alla vigilia del match di Coppa Italia con il Napoli

Marco Baroni, allenatore della Lazio, non avrà a disposizione Nuno TavaresBoulaye Dia nella partita di Coppa Italia contro il Napoli in programma domani. Tavares si è procurato una lesione di basso grado alla coscia sinistra nell’ultima pausa nazionali, mentre Dia si è fatto male alla caviglia nell’ultima partita di Europa League contro il Ludogorets. Sarà invece a disposizione nel match dell’Olimpico Gaetano Castrovilli: il centrocampista rientra da una lesione al menisco. Qui i nostri consigli sui centrocampisti da schierare al Fantacampionato nella 15ª giornata. 

le parole di baroni

—  

Queste le parole del tecnico dei biancocelesti alla vigilia della partita di Coppa Italia contro il Napoli: “Abbiamo dei giocatori pronti al rientro….

[continua a leggere sulla Gazzetta dello Sport ]